Agricoltura e clima: Siccità nei paesi produttori di tè, la quotazione in borsa corre al rialzo

Agricoltura e clima: Siccità nei paesi produttori di tè, la quotazione in borsa corre al rialzo

La siccità che ha colpito l’India, lo Sri Lanka e il Kenya, rispettivamente secondo, terzo e quarto produttore al mondo di tè, ha fatto raggiungere alla miscela quotazioni record
nel 2009. L’indice dei prezzi della Fao ha registrato un massimo di 3,18 dollari per un chilogrammo di tè nero a settembre, a fronte di un prezzo medio di 2,38 dollari nel 2008.
  

Il timore dell’agenzia Onu è che i produttori possano reagire aumentando le coltivazioni – col pericolo di destabilizzare l’offerta -, una volta che le condizioni climatiche si siano
normalizzate.       

“Alcuni paesi produttori, come l’India – ha affermato Kaison Chang, segretario del gruppo internazionale della Fao sul tè- hanno agito in modo responsabile annunciando che non avrebbero
allargato le zone di produzione”.   

Quella del tè è una domanda in continuo aumento e, secondo i dati Fao, ha superato l’offerta tra il 2007 e il 2009, con conseguenti aumenti del prezzo, arrivando ad un 5% al
dettaglio in Europa.   

Il fatto che la domanda di tè si sia mantenuta robusta, durante la recessione, secondo la Fao, indica che “il consumo di questa bevanda dà assuefazione e che il suo prezzo è
relativamente anaelastico per molte miscele, eccetto quelle di alta qualità”.       

Nel 2010 la Fao prevede un ritorno alla normalità delle condizioni climatiche nei Paesi produttori e questo contribuirà ad alleviare la pressione sul prezzo del tè.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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