Agricoltura, è tempo di essere green: più bio, meno pesticidi ed erbicidi

Agricoltura, è tempo di essere green: più bio, meno pesticidi ed erbicidi

Italia, terra di agricoltura sempre più sostenibile: un occhio all’ambiente, con un ridotto uso di componenti chimici ed una riduzione dell’inquinamento.

L’assemblea a Roma della Cia-agricoltori italiani è occasione per il probabile neo presidente Dino Scanavino di tracciare il punto della situazione.

Viene dipinto il ritratto di un’agricoltura che punta all’efficienza, senza però trascurare la salute dell’uomo e la tutela dell’ambiente.

I dati sono chiari: nel corso degli ultimi 20 anni, gli addetti hanno ridotto l’uso di pesticidi (-27) ed erbicidi (-31%). L’agricoltura italiana unisce ecologia e funzionalità anche scegliendo sistemi di produzione green (+690%) riducendo quelli tradizionali ed inquinanti (missioni di CO2 calate del 25%) ed aumentando le superfici coltivate a biologico (+56%). Discorso simile per l’acqua, di cui si registra un netta riduzione di uso anche se, precisa Scanavino, “il consumo rimane però consistente, la risorsa acqua resta indispensabile”.

Infine, la manutenzione verde: gli interventi conservativi a pascoli, campi e boschi sono essi stessi una risorsa, quantificata in 2,4 miliardi l’anno.

Non mancano però punti negativi. Come ricorda Scanavino, “Il processo virtuoso avviato dal settore primario abbia ancora ampi margini di perfettibilità – ricerca, automazione e graduale diminuzione dell’uso di energie tradizionali non rinnovabili – ma è necessario che le istituzioni trovino gli strumenti adatti per sostenere le imprese agricole italiane che faticano ancora sul fronte della sostenibilità economica”.

Anche perché, l’agricoltura è un esempio di buone pratiche per gli altri settori produttivi, spesso legati a logiche inquinanti e non più accettabili.

Le analisi Cia sono chiare: “Numeri alla mano in tema di sostenibilità il confronto con gli altri settori è impietoso: trasporti, processi industriali e manifatturiero pesano per il 63% sul totale delle emissioni di CO2”.

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento