Agricoltura, zootecnia ed impatto ambientale

Agricoltura, zootecnia ed impatto ambientale

Il settore energetico contribuisce, a livello italiano, all’emissione dell’83% dei gas ad effetto serra emessi. Il settore agricolo, pur rappresentando per quantità il secondo settore,
contribuisce con l’emissione di un modesto 6,7%, di cui solo il 3,5% imputabili al settore zootecnico. Questi i dati oggettivi che verranno discussi oggi al Convegno “Livestock for a Sustainable
world – L’Allevamento per un mondo sostenibile” che si svolge al Westin Excelsior Hotel di Roma.

Ancora più confortante il fatto che negli ultimi 20 anni vi è stata a livello europeo una riduzione di emissioni a carico del settore agricolo e zootecnico del 20% e che le
previsioni siano di un’ulteriore riduzione del 10% entro il 2020. Riduzioni dovute soprattutto al significativo miglioramento delle performances zootecniche (razioni bilanciate ed efficienza di
conversione). Finalmente un momento di incontro, ha dichiarato Scordamaglia, Vicepresidente di ASSOCARNI, in cui i dati che si discutono sono seri ed oggettivi e lontani dai toni da terrorismo
catastrofista con cui nell’ultimo periodo l’agricoltura italiana ed il settore zootecnico in particolare sono stati oggetto di attacchi strumentali.

“Il settore dell’allevamento rappresenta il 40% della produzione agricola mondiale e contribuisce a garantire l’esistenza e la sicurezza alimentare ad oltre un miliardo di persone”, sostiene
Giordano Veronesi, Presidente Onorario di Assalzoo. “In questo contesto” – afferma Veronesi – “l’industria mangimistica riveste un ruolo importante: l’indice di conversione del mangime in
prodotti animali è migliorato enormemente: si pensi che dal 1975 al 2005 la produzione media di latte per vacca è cresciuta del 60%, la quantità di suinetti allevati per ogni
scrofa è aumentata del 55%, l’indice di produzione della carne è migliorato di oltre il 20%. Tutto questo si ripercuote anche in un minore impatto ambientale riducendo l’azoto e il
fosforo rilasciato nell’ambiente addirittura del 50%.

Ed anche per quanto riguarda l’emissione di gas a effetto serra derivanti dagli allevamenti, nel nostro Paese siamo in grado di contenerli già oggi entro una soglia del 3,5″. In tale
contesto studiosi seri ed equilibrati (INEA), esperti di organizzazioni internazionali i cui dati sono stati poi strumentalmente interpretati (FAO), le Istituzioni nazionali e comunitarie si
confronteranno con i rappresentanti dell’industria e degli agricoltori con pacatezza ed oggettività su dati veri, certi ed obiettivi sul ruolo che nell’equilibrio ambientale mondiale,
nell’ecosistema internazionale ed in particolare su quello italiano, il settore dell’allevamento oggi ha. Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, Luigi Cremonini – Presidente Assocarni e
Giordano Veronesi – Presidente onorario Assalzoo, apriranno il Convegno.

Seguiranno gli interventi di: Samuel Jutzi, Direttore della Divisione Produzione e Sanità Animale della FAO Alberto Manelli, Direttore Generale di INEA Mairead McGuinness, membro della
Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Paolo Bruni, Presidente del COGECA Paolo De Castro, Presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo Manuel Del Pozo Ramos, della
D.G. Agri e Lauro Panella della D.G. Sanco della Commissione Europea, Paolo Russo, Presidente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. Le conclusioni sono state affidate a Luigi
Scordamaglia, Vice Presidente Assocarni e Silvio Ferrari, Presidente Assalzoo.

Assocarni.it
Redazione NEWSFOOD.com + Web TV

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