Con un fatturato che sale a 94 milioni di Euro, i prodotti Agriform crescono del 32% in tutto il mondo, anno importante il 2006 per Agriform: tensione costante alla qualità, innovazione,
valorizzazione dei servizi sul prodotto e, non ultima, un’attenzione tutta particolare per l’export, hanno condotto l’azienda al traguardo storico dei 94 milioni di fatturato
(limitatamente alla vendita dei formaggi), con una crescita del 20% rispetto al 2005.

Forte di questi numeri, la cooperativa di Sommacampagna (VR) raggiunge dunque un risultato sorprendente che sancisce la sua leadership nel Veneto e un posto in prima fila a livello
nazionale.
Nel settore alimentare “la qualità è d’obbligo”, come spiega il responsabile marketing Alessandro Zevio, “ma, da sola, non è più sufficiente:
costituisce un pre-requisito, a cui vanno aggiunti il servizio, la ricerca, l’innovazione. La continua proposta di nuove soluzioni di packaging è ad esempio una componente
essenziale allo sviluppo, come anche la segmentazione del prodotto, da noi inaugurata già nel 1998 con il Grana Padano Riserva Oro del Tempo, stagionato oltre 20 mesi, che conquista il
consumatore più attento ed esigente.”
Si può dire quindi, a ragione, che la politica adottata da Agriform abbia portato anche quest’anno i suoi frutti. E’ proseguito il successo delle referenze più
innovative e di alto contenuto di servizio (in particolare il Gira&Gratta), con una vasta gamma di prodotti preconfezionati che rappresentano oltre il 50% del fatturato. Particolarmente
interessante inoltre la performance del fatturato export, che ha toccato il 32% rispetto al 2005. Agriform è ora la seconda azienda esportatrice nel settore dei formaggi stagionati
italiani, con un fatturato di oltre 37 milioni di euro, pari al 40% del fatturato totale. Agli Stati Uniti, seguiti da Svizzera, Germania, Canada e Gran Bretagna, va come sempre la fetta
più grande, ma sono in costante crescita anche Giappone, Russia, India, Corea, Nuova Zelanda.

Negli ultimi anni il mercato estero è stato l’interlocutore privilegiato dalla nostra azienda ”, afferma il responsabile marketing. “Questo orientamento
all’export ci ha permesso di diffondere nel mondo il gusto e la cultura del formaggio D.O.P. italiano e veneto in particolare”
Da segnalare infatti come, in questa generale ascesa-export, abbiano avuto un peculiare incremento soprattutto i formaggi veneti, quali l’Asiago pressato ( 60%), il Monte Veronese ( 40%)
e il Piave ( 65%).