Un nuovo passo in avanti verso l’ammodernamento delle strutture agrituristiche e il miglioramento degli standard di qualità dei servizi di ospitalità rurale. E’ il commento di
Paolo Carbone, presidente di Turismo Verde Basilicata i in merito alla graduatoria definitiva delle domande di contributo per investimenti nelle aziende agricole finalizzati alla promozione e
incentivazione dell’Attività agrituristica (complemento di programmazione del Por 2000-2006 -misura IV.9.A).

Con la delibera di giunta regionale sono state finanziate 64 domande per oltre 5,5 milioni di euro di contributi a fronte di una spesa ammessa di 11,2 milioni di euro.

Questa la ripartizione per Area Pit:: Pit Metapontino, 13 domande finanziate per 1,300 milioni di contributi (spesa ammessa 2,6 milioni); Pit Vulture- Alto Bradano, 12 per 1 milione di euro di
contributo (spesa 2,2 milioni); Pit Bradanica, 7, contributi per 700 mia euro (spesa 1,4 milioni); Pit Alto Basento, 7, contributi per 600 mila euro (spesa 1,2 milioni); Pit
Marmo-Platano-Melandro, 9, contributi per 800 mila euro (spesa 1,6 milioni); PIT Lagonegrese Pollino, 6, contributi per 400 mila (800 euro); PIT Val d’Agri, 6, contributi per 400 mila (spesa 1
milione); Montagna Materana, 2, contributi per 200 mila euro (spesa 400 mila euro).

Nel ribadire che Turismo Verde Basilicata è fortemente impegnata ad accrescere la qualità dell’offerta dell’ospitalità rurale all’interno del rafforzamento della
multifunzionalità delle aziende agricole lucane, Carbone ha ricordato i dati del comparto in forte evoluzione: 270 aziende agrituristiche iscritte all’albo regionale, 120 punti ristoro,
oltre 2000 posti letto, circa 3500 posti a tavola, mentre -ha aggiunto- le 273 ulteriori domande per il bando della misura IV.9.A che sono state dichiarate “non ammissibili” per varie
motivazioni anche di natura procedurale testimoniano il crescente interesse degli agricoltori lucani per le attività agritiuristihe. Un settore che – ha affermato- è il “cuore”
della multifunzionalità delle aziende agricole, voluta dalle nuove politiche agricole comunitarie; è il simbolo emblematico della riscoperta della ruralità, della voglia di
campagna e di tranquillità a contatto con la natura. Non si tratta certamente di un’ offerta turistica minore, povera; costituisce invece, una forma di ospitalità nei confronti
della domanda turistica che va evolvendosi in direzione della esigenza del ristoro psico-fisico, nell’entrare in rapporto con le comunità locali, dell’acquisire una conoscenza
storico-culturale ed ambientale del territorio, per poter fruire di alimenti genuini, di qualità legati alle tradizioni e tipicità.

Queste le proposte ribadite dal presidente di Turismo Verde Basilicata:

● la creazione di un “osservatorio regionale” (così come previsto dalla legge quadro nazionale) cui partecipano insieme a all’assessorato
all’Agricoltura, all’Azienda di promozione per il Turismo e le associazioni riconosciute a livello nazionale che consenta di monitorare costantemente e adeguatamente il settore, nella
necessaria flessibilità orientando la crescita equilibrata, in un legame sempre più stringente con la principale attività agricola e incentivando l’adozione volontaria di
norme di qualità dei prodotto e dei servizi realizzati nelle aziende agrituristiche;

● i servizi: risulta importante per la funzionalità delle aziende agrituristiche la realizzazione di una rete tra di esse;

● la formazione degli operatori del settore con corsi e aggiornamenti.

www.cia.it