Firenze – Nel 2007 i flussi turistici negli agriturismi della provincia di Firenze sono aumentati dal 3% con un forte incremento di presenze straniere ( 7,3) e una presenza
più contenuta di italiani: è uno dei dati emersi stamani a San Casciano Val di Pesa , nel corso del convegno organizzato per analizzare i dati di una ricerca sul settore
realizzata dal Centro studi turistici.

All’iniziativa ha partecipato l’assessore regionale all’agricoltura che, nel commentare criticità e prospettive del settore così come analizzati dalla ricerca, ha fatto il punto
sulla situazione congiunturale e normativa.

Attualmente in Toscana operano 3.800 aziende (il 24% di quelle esistenti in Italia) per un totale di 46mila posti letto: Firenze è una delle province più rappresentate con 563
agriturismi e circa 7.500 posti letto. Sono numeri che stanno costantemente lievitando: rispetto al 2002 le aziende autorizzate sono cresciute del 50%, e in aumento sono quelle che praticano la
ristorazione (22,6%) e che svolgono attività ricreative (16). Questa capacità di diversificare la propria offerta, ha osservato l’assessore, è una delle grandi sfide che si
pongono per il consolidamento della crescita del settore e la qualificazione della sua offerta in campo agricolo: in questo senso, per esempio, si muovono le misure del Piano di sviluppo
rurale, che oltre a incentivare gli investimenti volti a qualificare l’offerta, puntano a favorire lo sviluppo di attività diverse: dall’erogazione di prestazioni socio sanitarie
(agricoltura sociale) al varo di attività educative (fattorie didattiche), dall’azione di valorizzazione dei mestieri tradizionali alla produzione di energia da fonti rinnovabili.
L’assessore ha anche sottolineato a sua volta alcune delle esigenze poste dagli operatori interpellati nell’indagine: l’esigenza di potenziare l’azione di formazione per gli addetti del settore
e di insistere sulle iniziative di promozione attivate nell’ambito del piano promozionale (da ricordare che la Toscana sostiene da anni l’unica fiera di settore dell’Italia centrale, Agri &
tour di Arezzo).

Nel corso dell’incontro si è parlato anche della situazione normativa. Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime tutte le norme nazionali che
disciplinano dettagliatamente la materia ribadendo la competenza regionale è in dirittura d’arrivo il lavoro di revisione della normativa regionale: i lavori del gruppo appositamente
costituito sono praticamente conclusi e manca solo con ultimo passaggio con le associazioni di categoria che comunque sono state già coinvolte insieme a Province e Comunità
montane. Rispetto alla nuova normativa sulla classificazione delle aziende, che sarà unitaria a livello nazionale la Regione ha già avviato a livello tecnico un confronto con le
altre regioni del centro nord e, attraverso l’assessore all’agricoltura, ha chiesto di inserire all’ordine del giorno della prossima riunione degli assessori regionali la discussione di questo
argomento, valutando l’opportunità di costituire un gruppo di lavoro ufficiale con il compito di rapportarsi al Ministero per le politiche agricole per predisporre una proposta d’intesa.

Massimo Orlandi