Al Congresso nazionale dell’apicoltura italiana, arriva l’enomiele

Al Congresso nazionale dell’apicoltura italiana, arriva l’enomiele

Siena – Dopo l’aceto, la grappa ed un’incredibile varietà di prodotti, ecco ora l’enomiele, il vino al miele, dolce e da meditazione, da uve ottenute da vendemmia tardiva, lasciate
riposare per quattro anni. Per la prima volta sarà possibile assaggiarlo domani all’Enoteca Italiana a Siena, in un’originale degustazione che lo vedrà protagonista insieme al suo
antenato più illustre, l’idromele, la bevanda a base di miele più antica della storia.   

L’appuntamento fa parte del ricco programma di eventi del Congresso nazionale dell’apicoltura italiana, di scena a Chianciano Terme fino al 7 febbraio.

Le uve ottenute da vendemmia tardiva, agli inizi di novembre, vengono fermentate in tonneaux francesi con l’aggiunta di miele, in una quantità che varia dal 5 al 10%, a seconda del grado
zuccherino dell’uva stessa, e lasciate riposare in affinamento per quattro anni: nasce così l’enomiele, che, per la sua natura, ricorda molto un vino da meditazione, da assaporare da solo
in qualsiasi momento o a fine pasto, per accompagnare dessert o in abbinamento a formaggi, capace di soddisfare la curiosità sia degli enoappassionati più esperti, sempre alla
ricerca di vini particolari e dal carattere unico, ma anche per chi preferisce le bevande alternative.   
L’uso del miele nella preparazione di bevande ha origini antichissime ed è considerata a tutti gli effetti come la più antica bevanda alcolica preparata dall’uomo.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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