Il Presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti, Antonio Tamborrino, ha partecipato ad un incontro con i vertici delle organizzazioni sindacali di categoria (Adc, Aidc, Andc,
Andoc, Comitato tutela e Ungdc) e con il consiglio di Amministrazione della Cassa di Previdenza per discutere dell’avvio dell’Albo Unico dei dottori commercialisti e dei problemi ad esso
connessi.

Dal 1 gennaio 2008, infatti, nell’Albo confluiranno gli iscritti agli Albi dei dottori commercialisti e gli appartenenti ai Collegi dei ragionieri e periti commerciali, ma i sindacati ed il
Consiglio hanno espresso la necessità di “riaffermare il principio della continuità della sola professione del dottore commercialista”.

“L’Albo unico – ha spiegato il presidente Tamborrino – è sorto per adeguare il mercato professionale ai nuovi percorsi formativi universitari. Rappresenta perciò la naturale
evoluzione della professione di dottore commercialista, con la conseguente tutela della nostra Cassa di Previdenza che, contrariamente ad ogni diversa interpretazione, sarà la sola e
unica a dover accogliere tutti i futuri iscritti (dottori commercialisti ed esperti contabili) escludendo tassativamente qualsiasi diversa e irrazionale aspettativa ed ogni inaccettabile
tentativo di fusione con altra Cassa di Previdenza.”

Durante la riunione, infine, le associazioni di categoria hanno sottolineato la necessità che il Consiglio nazionale di dottori commercialisti intervenga presso il Ministero di grazia e
Giustizia e che richieda un’audizione allargata al Ministro Mastella.

I sindacati, pertanto, hanno chiarito che “che l’esistenza stessa dell’Albo unico deve essere messa in discussione qualora dal Ministero della Giustizia non arrivi conferma della tesi da sempre
sostenuta dalla categoria sulla continuità della professione di dottore commercialista”.