Alimentare: Coldiretti, bene Nas, metà pane da grano straniero

Alimentare: Coldiretti, bene Nas, metà pane da grano straniero

Con circa la metà del pane che è ottenuto con grano straniero senza alcuna indicazione per i consumatori, l’operazione dei Nas conferma l’importanza di garantire la
rintracciabilità del prodotto piu’ presente sulle tavole degli italiani. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l’operazione dei Nas dei carabinieri nei panifici
che ha portato al sequestro di oltre 46 tonnellate di prodotti da forno.

Nonostante il progressivo calo dei consumi che ha già portato a ridurre quasi di un terzo gli acquisti familiari degli italiani rispetto al 2000, il pane – sottolinea la Coldiretti –
resta il prodotto piu’ presente sulle tavole ed è per questo è importante garantirne qualità e sicurezza.

La richeista di qualità è confermata dal fatto che il trend di diminuzione non riguarda i pani tradizionali a vocazione territoriale per i quali si assiste ad una vera riscoperta
nonostante i prezzi di vendita superiori. E’ infatti da registrare – precisa la Coldiretti – un vero e proprio il boom dei pani tradizionali con la riscoperta di ricette, metodi di
preparazione e ingredienti del territorio, con la moltiplicazione della domanda di pani identificati nel nome dal luogo di provenienza: da Lariano a Terni, da San Gaudenzio a Laterza, da
Pontremoli a Borgopace.

Sono decine i pani tradizionali censiti dalle regioni perchè ottenuti secondo “tecniche” rimaste inalterate nel tempo e crescono peraltro i riconoscimenti a livello nazionale e
comunitario, dove sono state già protette dalle imitazioni la coppia ferrarese Igp, il pane casereccio di Genzano Igp e il pane di Altamura Dop e anche il pane di Matera Igp.

Per questo – conclude la Coldiretti – occorre introdurre l’obbligo di indicare la provenienza del grano impiegato per produrre la farina destinata alla panificazione, al fine di assicurare
l’origine nazionale del prodotto.

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Comment ( 1 )
  1. Giacomo
    7 Marzo 2015 at 8:13 pm

    Sia il grano tenero che il grano duro italiani sono di scarsa qualità e spesso non panificabili.

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