Una maxioperazione di vigilanza del Consorzio del Prosciutto di Parma ha portato al sequestro di circa mille falsi prosciutti di Parma. L’operazione, la più rilevante nella storia
dell’Ufficio Affari Legali e Vigilanza del Consorzio, si e’ protratta per oltre due mesi ed e’ nata da un’indagine del Consorzio avviata in ottobre a Bari, dove sono stati sequestrati i primi
prosciutti contraffatti.

Il noto marchio a fuoco, la ”corona ducale”, che contraddistingue il prosciutto di Parma originale, questa volta era stata apposta con un timbro falso su prosciutti non genuini.

Dopo una lunga attività di ispezioni ed interrogatori sono emersi i nomi dei responsabili della falsificazione, rappresentanti di due aziende, una di Rovigo e l’altra di Vicenza, che
operano nel settore della lavorazione e del commercio di salumi.
In stretta collaborazione con i Carabinieri del Nas di Padova e dalla Procura della Repubblica di Vicenza, gli ispettori del Consorzio hanno seguito le tracce dei prosciutti falsi in Puglia,
Campania, Emilia-Romagna e Sicilia.

Rischiano tutti una condanna penale per frode in commercio una sanzione amministrativa pecuniaria per la contraffazione del marchio, oltre a dover risarcire i danni provocati all’immagine del
Consorzio e della Dop Prosciutto di Parma.