Le esportazioni nazionali di Parmigiano Reggiano e
Grana Padano negli Stati Uniti potrebbero aumentare di quasi dieci volte se dalle trattative sul commercio internazionale nel Wto venisse un chiaro stop alle falsificazioni e all’agropirateria.
Lo afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini che il 27 febbraio nell’Ufficio Commissario Europeo all’Agricoltura Palazzo Berlaymont a Bruxelles incontrerà il Commissario
Europeo all’Agricoltura Mariann Fischer Boel anche per discutere della lotta all’agropirateria, alle truffe e alle falsificazioni che costano 50 miliardi di Euro all’ agroalimentare
nazionale.
I dati positivi dell’export nazionale dei formaggi nazionali a denominazione di origine rilevati dall’Ismea potrebbero migliorare notevolmente. La diffusione delle imitazioni – sottolinea la
Coldiretti – toglie infatti spazio alle esportazioni nazionali di Parmigiano Reggiano e Grana padano che raggiungono appena il 13 per cento del mercato per la presenza preponderante di parmesan
statunitense che rappresenta il caso più eclatante di imitazione dei prodotti alimentari nazionali tipici sul mercato negli Usa.
Negli ultimi venti anni – continua la Coldiretti – si è registrato un vero boom dei “falsi” formaggi italiani negli Stati Uniti dove la produzione di parmesan, ricotta, provolone,
mozzarella e romano cheese rigorosamente Made in Usa è quasi triplicata e oggi le importazioni dall’Italia dei prodotti originali sono in quantità appena il 2 per cento delle
imitazioni realizzate localmente.
Le esportazioni di formaggi dall’Italia negli Usa – precisa la Coldiretti – hanno superato di poco le 30mila tonnellate, oltre 8mila tonnellate delle quali per Parmigiano e Grana, mentre la
produzione statunitense delle imitazioni ha raggiunto quasi 1,7 milioni di tonnellate delle quali 1,3 vendute come mozzarella, 120mila come provolone, 111mila come ricotta, 60mila come parmesan
e 15mila come romano cheese. Se – riferisce la Coldiretti – il Wisconsin è lo stato USA dove si realizza la maggioranza del formaggio italiano taroccato con numerosi impianti di
produzione di provolone, romano cheese, mozzarella e parmesan, in crescita sono anche le produzioni dello stato di New York per provolone, mozzarella e ricotta e della California per il
provolone e la mozzarella.
La diffusione sul mercato globale di imitazioni di bassa qualità oltre a colpire direttamente gli imprenditori nazionali, ai quali vengono tolti spazi di mercato, danneggia gravemente
l’immagine del Made in Italy, sia sui mercati tradizionali che su quelli emergenti come la Cina, dove la Coldiretti ha recentemente scoperto un “pecorino dagli occhi a mandorla” ottenuto da
latte di mucca.
Sul piano internazionale – conclude la Coldiretti – la lotta ai pirati del cibo che falsificano l’identità territoriale degli alimenti va condotta nell’ambito del Wto, con l’obiettivo di
estendere la protezione delle indicazioni geografiche oltre che ai vini e agli alcolici anche ad altri prodotti, come formaggi e salumi.

Fonte: www.winenews.it