La decisione di molti paesi produttori di imporre restrizioni alle esportazioni di beni alimentari per soddisfare la domanda interna rischia di provocare una spirale al rialzo dei prezzi a
livello mondiale con un forte impatto sociale.

E’ quanto si legge di un articolo pubblicato in prima pagina sul Financial Times firmato da Alan Beattle che – secondo la Coldiretti – prefigura uno scenario di profondo cambiamento delle
gerarchie all’interno dell’economia e un ruolo nuovo e centrale da svolgere per l’agricoltura nei prossimi anni sia nella fornitura di beni alimentari che come opportunità per lo
sviluppo di alternative energetiche.

Secondo gli esperti citati dal prestigioso quotidiano economico, i prezzi delle materie agricole come il grano sono destinati ad essere alti per i prossimi due anni per poi rallentare nella
crescita a partire dal 2010 quando si sentirà l’effetto dell’aumento dei raccolti. Uno scenario che – afferma la Coldiretti – deve significare una nuova attenzione per sostenere gli
investimenti nel settore a livello nazionale, comunitario e internazionale.

La riduzione delle scorte dei prodotti agricoli e alimentari sta determinando un cambiamento delle strategie nei diversi paesi per affrontare l’aumento dei prezzi dell’alimentazione che
presenta un forte impatto sociale. Secondo quanto riferisce il Financial Times, se l’Arabia Saudita ha tagliato i dazi all’importazione per un gran numero di prodotti alimentari come grano,
pollo, latte e olio vegetale, in India è stata proibita l’esportazione di riso e ridotte le tasse all’importazione di granoturco, mentre il Vietnam, che è il terzo esportatore
mondiale di riso, ha deciso di ridurre le spedizioni dell’11 per cento. Anche Paesi come l’Ucraina e la Russia stanno aumentando le superfici coltivate a grano al pari di quanto è
avvenuto in Italia dove, secondo la Coldiretti, si prevede un aumento del 18 per cento in termini di superfici per il grano duro e del 14 per cento per il grano tenero.

il prezzo del riso ha superato il massimo storico con un aumento del 40 per cento dall’inizio dell’anno al Chicago Board of Trade, che rappresenta il punto di riferimento del commercio
internazionale delle materie prime agricole per effetto della forte riduzione delle scorte mondiali di riso che quest’anno, secondo il Dipartimento statunitense dell’agricoltura, non dovrebbero
superare i 72 milioni di tonnellate, il livello piu’ basso negli ultimi 25 anni. Una situazione che ha provocato proteste in Paesi come l’Indonesia, ma tensioni sociali ci sono anche in
Argentina con gli agricoltori che contestano la decisione del Governo di imporre tasse alle esportazioni mentre nelle Filippine si sono verificate rivolte per effetto dei rincari al consumo di
un prodotto determinante per l’alimentazione.

Dopo anni si sta assistendo – conclude la Coldiretti – ad una inversione di tendenza e c’è in Italia e nel mondo la necessità di piu’ agricoltura che è diventata essenziale
sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo come confermano le prospettive del World Economic Forum (WEF) di Davos secondo il quale la riduzione della disponibilità alimentare
con l’aumento dei prezzi è insieme alla crisi del petrolio, alla recessione Usa e alla globalizzazione dei rischi tra le minacce per l’economia mondiale da qui a dieci anni.