Allevatori pugliesi nel panico, richiesta riduzione prezzo latte alla stalla

Allevatori pugliesi nel panico, richiesta riduzione prezzo latte alla stalla

Primo atto degli effetti del corona virus

Richiesta di riduzione prezzo latte alla stalla
Gli allevatori pugliesi nel panico

Giovanni Mercadante

Accorato appello del Presidente regionale della Confederazione italiana LiberiAgricoltori Angelo Candita al Governatore della Regione Puglia Michele Emiliano e all’On. Salvatore Capone.

 

Angelo Candita, Pres. LiberAgricoltori

Gravi ripercussioni nel mondo produttivo primario “del cibo” per effetto Covid-19

Gli allevatori sono allarmati dal comportamento dei caseifici pugliesi, i quali hanno inviato loro una comunicazione che, stante la crisi del corona virus, sono costretti a ridurre unilateralmente il prezzo del latte al ritiro dalla stalla nella misura di due centesimi a partire dall’1 marzo 2020.

Motivazione: le vendite sono calate in modo esponenziale. Il prezzo potrà ritornare alla normalità a data da destinarsi.

Ma non è tutto perché qualche operatore che ritira grossi quantitativi di latte dichiara che la situazione è “catastrofica”; aziende del nord Italia offrono il latte a 0,30 centesimi a litro, come qualcuno ha azzardato la proposta di 0,25 centesimi al litro prospettando altri cavilli per ridurre ulteriormente il ritiro di quote latte.

Un duro colpo agli allevatori che si sentono a questo punto abbandonati; sono caduti nel panico totale.

Alla nostra Redazione territoriale è giunta copia della lettera del Presidente della Confederazione Italiana LiberAgricoltori indirizzata al Governatore della Regione, Michele Emiliano e all’On. Salvatore Capone, che riportiamo qui di seguito integralmente.

Che il mondo primario della produzione del cibo era in grosse difficoltà era noto a tutti; che il mondo produttivo primario italiano fosse alla mercé delle multinazionali e della grande distribuzione è noto a tutti, ma che in questa fase di criticità legata alla pandemia del Covid-19, il mondo produttivo primario italiano dovesse essere ulteriormente calpestato, proprio no; gli agricoltori non ci stanno.

Che il prodotto italiano, noto in tutto il mondo, per le sue peculiarità dovute alla capacità professionale degli agricoltori fosse sotto attacco dagli stessi Stati partner dell’Unione europea era e rimane un problema di politica comunitaria, ma che in questa fase di gravi problemi della salute delle persone, dobbiamo essere ulteriormente attaccati proprio no.

Il dato eclatante sono le lettere che i caseifici stanno inviando agli allevatori, che alleghiamo alla presente, con la quale si comunica che per effetto dell’importazione del latte da altri paesi (nelle lettere è detto del nord), a prezzi più massi e più remunerativi per i caseifici, si debbano invitare gli allevatori italiani a ridurre la produzione e a sottostare ad una riduzione del prezzo, ci sembra veramente eccessivo.

Tutte le forze agricole, non solo i titolari delle aziende ma anche i lavoratori, i tecnici, anche in questa fase di emergenza sono impegnati a produrre cibo sano con la salvaguardia dell’ambiente.

Sig. Presidente Emiliano,
On. Salvatore Capone
rimettiamo alla vostra attenzione queste riflessioni, non ci interessano i nomi delle multinazionali che stanno esportando in Italia, e non ci interessano i nomi dei caseifici che stanno importando, ci interessa un intervento mirato del Governo della Regione Puglia e del Governo nazionale a bloccare questo scempio.

Vi diciamo solo di difendere “ i produttori del cibo e della vita” della nazione ITALIA.
Angelo Candita
Presidente regionale
Confederazione Italiana LiberAgricoltori

Giovanni Mercadante
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Giovanni Mercadante

Giornalista freelance, studioso di storia e araldica, interprete traduttore di tre lingue, esperto di ricerche di mercato e know-how tecnologico.

Corrispondente da Altamura per Newsfood.com
Altamura, capitale dell’Alta Murgia Barese

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