Il suo nome deriva dal celtico lawr che significa verdeggiante. È infatti una
pianta sempreverde, originaria dell’Asia minore, che cresce spontanea nelle zone mediterranee.
La pianta dell’alloro, che generalmente ha uno sviluppo ad arbusto, può raggiungere i 10 metri di altezza. Le sue foglie coriacee hanno colore verde scuro, i suoi frutti sono costituiti
da bacche nero-porpora che si raccolgono a ottobre-novembre.
L’alloro ha proprietà antisettiche, stimolanti e curative. Nella medicina popolare, infatti, si utilizzava l’olio estratto dai frutti per la preparazione di un unguento contro le
affezioni reumatiche. I decotti e gli infusi di foglie di lauro venivano invece impiegati per favorire la digestione e come sudoriferi.

In cucina
Dal gusto fortemente aromatico, l’alloro è usato nella cucina di tutto il mondo. Le foglie, fresche o secche, si possono utilizzare nell’acqua di cottura dei pesci, nella salsa di
pomodoro, nelle verdure sott’olio o sottaceto, per aromatizzare arrosti ecc. Le bacche vengono utilizzate nella preparazione di particolari birre inglesi e, pressate, secernono un olio
essenziale impiegato anche per usi cosmetici.

Consigli della nonna e curiosità
La leggenda dice che la ninfa Dafne si trasfomò in pianta di alloro per difendere il proprio onore. Fu così che Apollo rese sacro e nobilis il lauro che, sin
dall’antichità, venne usato per incoronare eroi, poeti e imperatori.
Curiosità: le foglie dell’alloro, essiccate, sono un ottimo antitarme per il nostro guardaroba.

a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò