Divieto globale alla brevettabilità di sementi e animali da allevamento. E’ quanto hanno chiesto Greenpeace, Swissaid e Coldiretti, la più grande organizzazione agricola italiana,
in un convegno tra esperti presso la FAO a Roma. Le tre organizzazioni rappresentano una nuova coalizione chiamata ” No patents on seeds ” che è supportata da oltre di 30 associazioni
agricole del mondo e oltre centinaia di altre organizzazioni ( http://www.no-patents-on-seeds.org/). Questa coalizione teme che, soprattutto in Europa, si diffondano sempre più brevetti
su piante ed animali da allevamento ottenuti con convenzionali tecniche di selezione.

No patents on seeds é una petizione mondiale indirizzata all’Ufficio Europeo dei Brevetti (EPO) dove si è recentemente discusso il caso di un brevetto su una varietà di
broccolo per sementi, parti commestibili e l’intera pianta. Brevetti simili per mais e riso affliggerebbero soprattutto i Paesi del sud.

“Le grandi multinazionali come Syngenta, stanno chiedendo brevetti su colture fondamentali come il riso. La coalizione mondiale continuerà a fare pressione sulle multinazionali come
Syngenta per bloccare questi brevetti che minacciano la sicurezza alimentare a livello mondiale” afferma Tina Goethe di Swissaid.

Ma non soltanto le sementi sono soggette a queste richieste di monopolio. Secondo una ricerca di Greenpeace la multinazionale statunitense Monsanto sta predisponendo dozzine di richieste
brevettuali nell’ambito dell’allevamento convenzionale di maiali. Brevetti sugli animali da allevamento non farebbero altro che aiutare le grandi aziende che controllano le varietà
genetiche delle razze animali, ad aumentare potere e controllo del mercato, come ha sottolineato una recente ricerca della League for Pastoral Peoples and Endogenous Livestock Development . Per
gli allevatori di piccole dimensioni è molto difficile competere quando i sussidi pubblici, i fondi per la ricerca e i regolamenti favoriscono l’industria. La perdita di razze da parte
di piccoli allevatori e pastori è uno degli aspetti centrali dell’incontro tra esperti della FAO a Roma, che si sta preparando per la grande conferenza internazionale di Interlaken
(Svizzera) a settembre.

“Ci ha scioccato scoprire che Monsanto sta pianificando anche il controllo del settore zootecnico, dopo essere già divenuti il numero uno nel settore delle sementi. Siamo perciò
contenti che la FAO stia affrontando questo tema, in un momento che può essere decisivo per la disponibilità futura di alimenti a livello mondiale” afferma Federica Ferrario di
Greenpeace Italia.

“Dobbiamo fermare la brevettabilità delle risorse genetiche di piante ed animali convenzionali altrimenti agricoltori e consumatori perderanno il controllo dell’intera filiera
agroalimentare dalla terra alla tavola” dice Coldiretti. “L’obiettivo è difendere non solo la sovranità alimentare, ma anche un modello di agricoltura sostenibile che rispetti la
qualità e la biodiversità. Questo modello grazie ai requisiti garantiti dalle imprese agricole interessate dalla PAC rappresenta un patrimonio inalienabile per la società
di oggi e domani”.

www.coldiretti.it