Analisi comparata degli standard volontari in tema di sicurezza alimentare

La sicurezza alimentare è un pre-requisito per immettere le materie prime, gli ingredienti e gli alimenti sui mercati. Un imperativo categorico, di natura non competitiva, cui
l’Industria italiana da tempo dedica grandi attenzioni e risorse.
In questi ultimi anni, il tema della sicurezza degli alimenti ha investito i più diversi consessi – politici, tecnici, imprenditoriali, mediatici – per tradursi in numerose matrici
regolative. Gruppi di norme le quali insistono sui vari livelli geografici e sono applicate, dalla generalità o da singole categorie di operatori, in ragione d’imperio legislativo o di
accordi negoziali.
Tanta attenzione verso la sicurezza dei cibi esprime, da un lato, una consapevolezza e un impegno diffuso verso la miglior garanzia della salute dei consumatori; dall’altro, una
complessità di regole che, nell’egida di un obiettivo comune, possono di fatto comportare l’inutile replica di procedure aziendali già di per sé adeguate allo scopo.
Detta complessità – di segno opposto al principio della semplificazione normativa, Better Regulation, che oggi anima le politiche comunitarie – dovrebbe venire risolta con pragmatismo,
in vista dell’ottimizzazione delle risorse e della competitività delle nostre imprese sul mercato globale.
Il presente lavoro di analisi, realizzato da Federalimentare insieme al socio aggregato Certiquality, ha il pregio di evidenziare la prossimità – e talora, la sostanziale identità
– delle prescrizioni contenute nei diversi , di carattere volontario, che afferiscono alla sicurezza alimentare.
Un esercizio utile alla comprensione dei sistemi gestionali per la qualità, il cui esito suffraga la legittima aspettativa di addivenire, in un futuro prossimo, a uno schema unitario che
possa trovare riconoscimento, a livello internazionale, presso tutti gli stakeolders.

Scarica il Documento .Pdf

Related Posts
Leave a reply