Il presidente della Cia Giuseppe Politi apprezza le linee indicate del ministro Lagarde: sono sulla stessa lunghezza d’onda della nostra proposta. Sono affermazioni significative che
condividiamo perfettamente. Il settore agricolo deve essere protagonista del cambiamento.

“Più volte abbiamo sostenuto che per un reale sviluppo l’agricoltura italiana deve relazionarsi con tutta la società. Per questo motivo abbiamo insistito sulla
necessità di una politica ed un governo dell’economia e della società capaci di favorire queste relazioni e di creare condizioni più favorevoli nelle quali svolgere
le attività produttive. Non possiamo, quindi, che esprimere la nostra soddisfazione per le recenti dichiarazioni del neo-ministro dell’Agricoltura francese Christine Lagarde la
quale ha rilevato che il futuro del mondo agricolo transalpino passa per un nuovo patto con la società”. E’ quanto sostiene il presidente della Cia-Confederazione italiana
agricoltori Giuseppe Politi che evidenzia come in un momento di grandi trasformazioni e di una globalizzazione convulsa occorre che il settore primario, forte dei suoi valori, torni ad occupare
un posto da protagonista nel contesto soci-economico, portando avanti un confronto costruttivo con tutti gli altri soggetti che compongono il mosaico della società.

“E’ importante -aggiunge Politi- che il ministro Lagarde abbia lanciato una proposta del genere che condividiamo perfettamente e che sarà al centro degli Stati generali
dell’agricoltura francese in programma nei prossimi mesi. D’altra parte, si tratta di un ‘Patto’ che non si riduce ad un restrittivo rapporto tra agricoltori e
consumatori, ma spazia in vari campi: dalla qualità delle produzioni alla sicurezza alimentare, dall’etichettatura alla salvaguardia dell’ambiente, dall’innovazione
alla ricerca, dalle agrienergie allo sviluppo rurale. Un ‘Patto’ che ricalca quello che ha presentato la Cia nello scorso anno e con il quale abbiamo inteso dare un fattivo e
concreto contributo ad una crescita solida ed equilibrata”.

“La nostra proposta di un ‘Nuovo Patto con la società’ -sostiene il presidente della Cia- si fonda sul rinnovato impegno degli agricoltori a produrre alimenti di
qualità, su una società capace di riconoscere e dare risultati economici ai valori complessivi di cui l’agricoltura è portatrice e su una classe politica capace di
garantire regole, diritti e condizioni più favorevoli per valorizzare le produzioni agricole sui mercati interni ed internazionali. Un ‘Patto’ con il quale porre la
responsabilità etica e il riconoscimento del contributo di un’agricoltura, sempre più multifunzionale, al benessere sociale nella sua accezione più ampia:
qualità della vita, sicurezza alimentare, biodiversità, ambiente, paesaggio”.

Dunque, una “grande alleanza” che -rileva Politi- “non rafforza solo il rapporto città-campagna, ma consente agli agricoltori di continuare a fornire qualità,
alimenti, ricchezza, cultura e ambiente. Un ‘Patto’ che garantisca prezzi equi dei prodotti agro-alimentari, acceleri lo sviluppo, assicurando la competitività delle imprese
agricole e i redditi dei produttori. Ed è per tale ragione che guardiamo con attenzione a quello che accade nel mondo agricolo francese con il quale, d’altronde, siamo chiamati a
confrontarci per portare avanti un impegno deciso a respingere tutte quelle proposte che in sede Wto rischiano di danneggiare gli agricoltori europei. E anche su questo particolare versante
condividiamo le affermazioni del ministro Lagarde che si è detta favorevole ad una mobilitazione di tutti i partner Ue a favore della preferenza comunitaria, senza svendere
l’agricoltura nei negoziati attualmente in corso”.

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