Anche Parigi brinda con bollicine italiane – dati ufficiali OVSE

Anche Parigi brinda con bollicine italiane – dati ufficiali OVSE

Dati ufficiali O.V.S.E. – C.E.V.E.S. www.ovse.org

VINI SPUMANTI ITALIANI ALL’ESTERO. CONSUMI DURANTE LE FESTIVITA’. RECORDS E DESTAGIONALIZZAZIONE

Nel mondo si brinda al 2018 con bollicine tricolori. I vini spumanti italiani fanno segnare un nuovo record, si stimano 179 mio/bottiglie stappate nei fatidici 30 giorni delle feste fine-inizio anno (+18% rispetto al 2016).

Valore a bottiglia in strepitosa crescita al consumo (+22%), con un prezzo al banco o in tavola di ben il 35% in media rispetto al costo in Italia. Record dei records anche per il fatturato totale al consumo che supera i 2,1 mld/euro. Il prezzo non frena i consumi, anzi si assottiglia la differenza con i competitors mondiali.

Solo a New York si stapperanno 12 mio/bott a capodanno, di più a Londra, poco meno a Berlino. Sono 111 i Paesi dove si brinderà con una bottiglia di bollicine tricolori. Il Prosecco System supera alla grande due fenomeni come Champagne e Cava, come confermano i sondaggi OVSE. Grande successo in Francia dove salteranno 3,2 mio/bott per i soli brindisi di fine anno.

“L’alta qualità raggiunta, aver centrato il gusto del consumatore, il prezzo e la notorietà, la facilità di abbinamento, l’off-premise diffuso – dice Giampietro Comolli, presidente di Ovse-Ceves – è il mix vincente delle bollicine italiane. Vincenti nel fuori casa, ma ora presenti anche nei consumi domestici. Agli Inglesi spettano tutti i records. Solo Tokio stravince per il prezzo a bottiglia“.
Ma bene anche i brindisi in Germania e Belgio, oltre all’exploit di Parigi, dove lo “spritz” sta catalizzando l’attenzione, pre-cena o a cena, i millennials transalpini. Quasi 7 milioni di calici tricolori saranno consumati a Parigi nella sola notte di fine anno. Anche Mosca e Berlino riprendono quota, soprattutto il dolce calice di Asti, ultimo spumante al mondo esclusivamente dolce. “Parte dal 2017 – conclude Comolli – il recupero del valore a bottiglia rispetto ai cugini francesi: da un rapporto 1 a 4, ora si è vicini a 1 a 3. Molta strada ancora da fare, ma il percorso è quello giusto grazie agli imprenditori. In ogni caso c’è un grande margine di crescita ancora per i brindisi delle feste, perché le bollicine tricolori stanno avendo successo tutti i giorni dell’anno”.

DETTAGLI
Gli spumanti tricolori spopolano all’estero, e i margini di ulteriore crescita sono evidenti. Solo il 31% del totale esportato è consumato nel fine-inizio anno. La destagionalizzazione è un segno di grande penetrazione sui mercati e di diffusione degli atti d’acquisto. I dati dei consumi nei principali paesi indicano che la crescita è minore durante le feste rispetto all’anno intero. In Usa, Uk e Giappone si sono battuti tutti i record. Un trend in crescita oramai dal 2005, quando il Forum Spumanti d’Italia ha iniziato una campagna di informazione al consumo verso i grandi importatori e comunicatori esteri. Ha coinciso con l’inizio della scalata del Prosecco Spumante. In 12 anni si è passati da circa 100 a 179 mio/bott stappate durante le Feste. Dai dati raccolti da Ovse-Ceves, le bollicine tricolori coprono solo il 20% dei brindisi di fine anno nel mondo, quindi ci sono ancora spazi per crescere.

“Altri dati importanti – illustra Comolli – sono l’aumento del numero dei Paesi consumatori, sta prendendo piede anche l’allargamento dei luoghi e momenti di consumo, aprendo nuovi spazi commerciali. Altissimo il numero di bottiglie acquistate via web durante le feste in Usa, Uk, Giappone, Canada, nord Europa per i consumi domestici: circa il 35% del consumo del canale, a prezzi decisamente sostenuti, alti. Purtroppo le piattaforme di vendita sono quasi tutte gestite da distributori stranieri”.

Anche fra i consumatori esteri – come risulta dal sondaggio Ovse-Ceves – vince il gusto extra-brut e brut, meno il rosè, arrivando oltre le 7 bottiglie su 10 consumate. Un “cambio di gusto” iniziato da 2-3 anni. Bene i consumi nell’horeca straniera, soprattutto nelle grandi capitali mondiali. In competizione i consumi/abitanti fra Londra, New York, poi Monaco e Berlino, Mosca, Zurigo, Los Angeles e San Francisco, Tokio in fila, e con la gradita sorpresa dell’exploit di Parigi.

“Sdoganato, il Prosecco piace anche ai Francesi. Questo aiuterà anche altre bollicine tricolori. L’importante è non sbagliare approccio e invito al consumatore: meno commercio, più merceologico, più cultura al consumo, più attenzione alla domanda ” soddisfatto, chiosa Comolli. Ogni 10 tappi italiani, 6 sono di Prosecco, 2 di Asti, 1,5 di altri spumanti, molto bene il quasi mezzo-tappo conquistato da Franciacorta e Trentodoc.

OVSE-CEVES. Fondato nel 1991 da Giampietro Comolli e da Mario Fregoni. Oltre 200 tesi sperimentali italiane e straniere. Primo osservatorio economico dei vini italiani, specializzato in spumanti e frizzanti, analisi mercati, consumi, tendenze. Strumento per enti e imprese. Associa un panel mondiale di 1854 addetti. Svolge due sondaggi annui in Italia con 5400 referenti fissi. Presente in 32 Paesi. Una storia a garanzia di trasparenza, armonizzazione dati, stima e dati reali.  

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Authory&Sources&Parties: Insee, Oemv, Justdrinks, Winesas, Allt-Om-Vin, Inao, Uniao, WSA, Aawe, Vinoespumoso.es, Schaumwine, Pezsgo, FranceAgrimer, Echos, Istat, Ice, Eurostat, AcNielsen, DataBank, Iwsr/GDR, UbiFrance, Vinsphère, BullesMonde, RaboBank, Uffici Dogane, ShankeDN, Oeno, Snooth, Crunchbase, Vintank, Tns Hofmeyr-UK, Dwi-DE

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Redazione Newsfood.com
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