E ora la Cina ci copia anche Pecorino e Caciotta. Lo
denuncia la Coldiretti Marche, dopo che in alcuni supermercati cinesi sono state messe in vendita confezioni di “pecorino” e “caciotta” “italian cheese”, con
tanto di tricolore e mucca in etichetta.

“Un fenomeno sempre più preoccupante perché in questo modo si toglie spazio sui mercati per i nostri prodotti, con gravi ripercussioni per le imprese – spiega il
direttore Alberto Bertinelli -. Tra l’altro il pecorino è uno dei formaggi storici della nostra regione, mentre la Caciotta di Urbino è addirittura Dop. Non ho assaggiato i
due ‘falsi’, ma dubito che la qualità sia la stessa di quelli nostrani e ciò significa che al danno economico si aggiunge inevitabilmente quello di immagine”.

Basta dire che il pecorino cinese ha in etichetta l’immagine di una… mucca. I due esemplari di “falsi” sono stati mostrati da Lorenzo Bazzana, responsabile
dell’ufficio tecnico nazionale della Coldiretti, nel corso del suo intervento al convegno sulla contraffazione organizzato dalla Camera di Commercio di Ancona e al quale ha preso parte
Coldiretti Ancona.

“Il settore agroalimentare è uno dei più colpiti dal fenomeno dei ‘falsi’: basta purtroppo mettere in etichetta una bandierina tricolore o una parola per evocare
il senso di italianità e copiare un patrimonio che tutto il mondo ci invidia – ha spiegato Bazzana alla Loggia dei Mercanti di Ancona, assieme al presidente Maurizio Monnati e al
direttore Mauro Gabrielli -. La soluzione? Etichette sincere che dicano al consumatore che cosa sta acquistando e accordi bilaterali per impedire i casi di contraffazione. Non dimentichiamo che
il fenomeno dei falsi solleva anche preoccupanti interrogativi dal punto di vista della salute dei cittadini. Oltre ad avere contraffatto il nome, quei prodotti potrebbero non aver rispettato
le normative sanitarie”.

Tratto da: www.ilquotidiano.it