Ancona: pane costoso ma di prima qualità

ANCONA – La CNA scende in campo a favore dei panificatori della provincia di Ancona per certificare l’elevato indice qualitativo dei prodotti offerti dagli artigiani e le piccole
imprese del settore.
“Stiamo parlando – specifica Massimiliano Santini, responsabile provinciale CNA Alimentare – di circa 140 forni che operano nella provincia di Ancona, di cui oltre una trentina
nella città di Ancona, che occupano mediamente 4 lavoratori ogni impresa, tra l’unità produttiva e la struttura commerciale”.
Un bacino economico che negli ultimi anni ha manifestato più volte alla CNA disagi e difficoltà operative, lamentando carenza di risorse umane disposte ad accettare i ritmi
imposti dalla tempistica produttiva, una pletora di normative sempre più incalzanti, una burocrazia lenta e sciupona, margini di lavorazione sempre più sottili, la
necessità di introdurre la certificazione di qualità e una chiara distinzione tra pane fresco e conservato, con un occhio di riguardo per la produzione artigianale.

Un bacino economico che ora è stato sottoposto al vaglio di un’accreditata agenzia di indagine sui consumi (“Help Consumatori”). L’indagine verteva sul prezzo del
pane in Italia. I risultati hanno evidenziato una disparità di prezzo tra il Nord, in cui i consumatori pagano circa 25 centesimi di euro per una rosetta, rispetto al Sud d’Italia,
dove si risparmia ben il 30% per lo stesso prodotto e oltre il 40% per un kg di pane.
Meno scontato invece è apparso il dato riportato su Ancona, che secondo Help Consumatori sembra comportarsi come una “nordica”, distinguendosi come la più cara delle
città del centro Italia.
Una rosetta costa in media 30 centesimi, un kg di pane 2,70 euro, ben al di sopra della media nazionale, rispettivamente 20 centesimi e 2,33 euro.
Interessante inoltre rilevare che Reggio Emilia risulta essere il capoluogo di provincia dove il pane è più caro, infatti rispetto a Benevento, fanalino di coda, lo stesso
alimento costa ben il 70% in più. Anche Ascoli Piceno prende le distanze da Ancona e in media fa risparmiare 13 centesimi per una rosetta e ben 1 euro per un kg di pane.

“Nonostante possano sembrare significativi – commenta Massimiliano Santini – i risultati di questa indagine vanno ricondotti ad una lettura attenta del fenomeno ed interpretati
rapportandoli ad indici di analisi primari, come il livello medio reddituale di ciascuna zona in esame, essenziale per esprimere un giudizio di merito. Ciò che la CNA è pronta a
ribadire con assoluta certezza è la diffusa e ampia sensibilità e maturità professionale che ogni anno i numerosi imprenditori locali dimostrano con rinnovata
consapevolezza, partecipando in massa e con notevole preparazione all’aggiornamento sulla corretta gestione alimentare delle proprie attività, requisito essenziale e indiscusso per
acquisire affidabilità presso il pubblico sulla qualità del prodotto venduto, che a nostro avviso non ha prezzo”.

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