''Ancora poco'', Confindustria e consumatori criticano il pacchetto anticrisi

''Ancora poco'', Confindustria e consumatori criticano il pacchetto anticrisi

 

Il decreto anticrisi scontenta Condindustria, Aci e consumatori: un en plein non invidiabile. Non si fa attendere una prima valutazione di Confindustria, che per voce del presidente, Emma
Marcegaglia, commenta positivamente il pacchetto anti-crisi come “primo passo”, perché “l’Italia era l’unico Paese a non aver dato alcun supporto al
settore auto”. Ma nel complesso, sottolinea Marcegaglia a margine dei lavori della Winter University, “di fronte alla crisi economica che abbiamo di fronte ora serve fare di
più: a favore di tutto il sistema, delle piccole e medie imprese, e in tutti gli altri settori”. Delusione è espressa anche da Enrico Gelpi, presidente
dell’Automobile Club d’Italia: “Non siamo del tutto soddisfatti del piano incentivi per l’auto approvato oggi dal Consiglio dei Ministri. Ci aspettavamo di più,
soprattutto di fronte alle misure maggiormente incisive adottate da altri paesi europei”. Non solo Confindustria e Aci, rimangono deluse dal pacchetto varato dal Consiglio dei
ministri. Anche le associazioni dei consumatori – che rappresentano l’altro soggetto interessato alle misure – non tardano a manifestare critiche e opposizioni. “Le misure
varate dal governo a sostegno del settore auto e della produzione sono, a nostro parere, ancora del tutto insufficienti”, sostengono i presidenti di Federconsumatori e Adusbef,
rispettivamente Elio Lannutti e Rosario Trefiletti. Che sottolineano: “Per quanto riguarda il settore dell’automobile avremmo voluto che si prestasse maggiore attenzione e
selettività verso l’industria italiana, così come stanno facendo gli altri paesi nei confronti delle proprie produzioni”.

Landi (Adiconsum): più un sostegno alle aziende, che ai consumatori
Critico anche Paolo Landi, presidente di Adiconsum: “Queste misure vanno bene come tamponamento per l’emergenza cassa integrazione nel settore auto, tra l’altro
sostenuta con i soldi dei contribuenti; ma se vogliamo parlare di un sostegno al consumo, non ci siamo”.
Le aziende automobilistiche, spiega Landi, avevano appena iniziato autonomamente una politica di sconti non indifferente: “Così si corre il rischio, molto concreto, che il
Bonus si sostituisca allo sconto. Ci guadagna l’azienda, evidentemente, ma non i consumatori, per i quali in pratica cambierà molto poco”.
Cosa si poteva fare di diverso? “Per aiutare i nuovi acquisti si doveva intervenire con misure più a lungo termine. Si potevano studiare misure per rendere più
trasparenti i dati sui consumi, perché oggi, quando si dice “15 km. con 1 litro”, si utilizzano criteri al di fuori di ogni contesto reale”. Ancora, prosegue
Landi, “Si doveva insistere di più sui parametri ecologici, magari evitando l’incentivo anche per i Suv, e privilegiando le auto più piccole”. In generale,
conclude il presidente di Adiconsum, “con il pacchetto varato oggi si anticiperanno gli acquisti di chi aveva già programmato la spesa per un auto; ma non si va oltre. Ripeto
che è una misura che interviene sull’emergenza, senza incidere a lungo termine. Tra qualche mese ci ritroviamo da capo”.

Trefiletti (Federconsumatori): elettrodomestici e divani, molte le perplessità
Critiche le considerazioni di Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori, anche in merito alle detrazioni Irpef del 20% destinati ai mobili e gli elettrodomestici bianchi:
“Se le cose stanno così, non va molto bene”.
“La detrazioni Irpef – ci spiega – esclude infatti dal beneficio chi non presenta la dichiarazione dei reddito. E tra questi rientra soprattutto chi ha un reddito molto basso.
Una misura di questo tipo penalizzerebbe proprio i meno abbienti”.
Altre condizioni, altri dubbi: “Ma come si fa a limitare l’incentivo a chi fa lavori di ristrutturazione? Le detrazioni per i lavori in casa esistono già. Ma come posso
dimostrare, quando compro un divano, che mi serve perché sto facendo dei lavori a casa?”
Trefiletti non nasconde tutte le sue perplessità: “Per un incentivo veramente efficace, si dovrebbe pensare ad una tipologia di sconto identica a quella delle auto. Vado dal
concessionario ed ho subito lo sconto, senza aspettare i tempi lunghi della dichiarazione dei redditi, e senza penalizzare i più poveri”.

Carlo Pileri (Adoc): in pochi acquisteranno un’auto nuova

L’Adoc, da parte sua, mette invece l’accento sui costi di gestione delle auto, vero salasso per i consumatori, e settore su cui si dovrebbe intervenire in maniera
incisiva.
“Queste misure non apportano nessun reale beneficio al cittadino. Perché tra benzina, tasse, parcheggi blu, stress e multe, l’incentivo perderà la sua efficacia in
un mese”, commenta Carlo Pileri, presidente dell’associazione.
Da un sondaggio dell’Adoc risulta infatti che ben il 62% degli italiani non è propenso ad acquistare un’auto nuova nonostante gli incentivi, “un ulteriore segno del
profondo disagio economico che vivono i consumatori”.
“I prezzi d’acquisto delle auto sono gonfiati rispetto alla media europea, all’incirca del doppio – continua Pileri – i prezzi di benzina e gasolio continuano a rimanere
invariati, quando invece dovrebbero scendere sotto l’euro al litro, visto che il costo di un barile di greggio oscilla sui 40 euro al barile. Abbiamo tuttora le accise più care
d’Europa, e le famose promesse di diminuzione delle stesse sono rimaste lettera morta. I costi delle assicurazioni non sono mai scesi, anzi nell’ultimo anno sono addirittura aumentati
del 5%”.

Martina Aureli

 

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