Verbania – Il numero dei protesti, nella provincia del Verbano Cusio Ossola, nel primo semestre del 2007 registra, rispetto allo stesso periodo del 2006, un calo del 26% sul totale,
passando in valore assoluto da 1730 a 1281, diminuiscono il numero delle cambiali (-27%) e degli assegni (-10%).

Questi sono i risultati emersi da uno studio congiunto tra il “Servizio Promozione delle Imprese e Sviluppo del Territorio” e il “Servizio Trasparenza e Regolazione di Mercato” della Camera di
Commercio che hanno provveduto all’analisi dell’andamento semestrale dei protesti nella nostra provincia e ad un confronto con le altre province piemontesi, nei primi sei mesi del 2006 e 2007.
Il protesto è la constatazione fatta dall’ufficiale giudiziario, o da altro incaricato a ciò abilitato dalla Legge, del mancato pagamento dell’obbligazione incorporata in un
titolo di credito, ad esempio un assegno o una cambiale. Il titolo di credito è un documento con cui il legittimo possessore può far valere il diritto in esso indicato: i titoli
possono rappresentare somme di denaro (assegno, cambiale), partecipazioni societarie (azioni), merci in viaggio o in deposito (lettere di vettura, polizze di carico). A differenza della
cambiale, che è uno strumento di credito con il quale si mira ad ottenere la dilazione del pagamento, l’assegno è uno strumento che assicura al portatore l’immediata
disponibilità di una somma di denaro.

Andamento dei protesti in provincia nel primo semestre 2007 – Nel primo semestre del 2007 nella provincia del Verbano Cusio Ossola, il totale del numero degli effetti è
determinato per il 82% dalle cambiali, per circa il 14% da assegni, e per il 4% dalle tratte non accettate, che alla fine del computo dei protesti sono irrilevanti poiché non è
possibile contestare un protesto ad una persona che non riconosce il suo debito. Le percentuali cambiano se si considera il valore medio degli effetti: predominano ancora le cambiali, ma con un
peso percentuale più limitato, 54%, seguono gli assegni 39%, le tratte non accettate 7%. Alla luce di questi dati risulta evidente che l’andamento del numero totale degli effetti sia
ancorato a quello del numero delle cambiali, 82% del totale.

Analisi storica: primo semestre 2003-2007 – L’incertezza procurata all’economia dal mancato pagamento di cambiali e assegni da parte di famiglie e imprese ha conosciuto nei primi sei
mesi dell’anno una diminuzione. Nel primo semestre 2007 il numero degli effetti totale è diminuito rispetto allo stesso semestre dell’anno precedente del 26% (passando da 1.730 a 1.281).
In dettaglio le cambiali sono diminuite del 27%, gli assegni del 10% (da 201 a 180), le tratte non accettate del 40% (da 86 a 52). La diminuzione riguarda anche il valore degli effetti totale.
Infatti rispetto al primo semestre del 2006, il valore totale degli effetti è diminuito del 35%, il valore delle cambiali del 50%, quello degli assegni è praticamente immutato.

Confronto con le altre province piemontesi – Analizziamo ora l’andamento dei protesti nelle altre province piemontesi rapportandolo con quello della provincia del Verbano Cusio Ossola.
È rilevante notare come la semplice analisi del valore assoluto non sia esplicativa in quanto vedrebbe nelle province più grandi, ad esempio Torino, una maggiore presenza di
protesti, ma anche il calcolo del numero totale di protesti rapportato alla popolazione potrebbe non essere un buon indicatore, poiché un alto numero di defezioni nei pagamenti potrebbe
essere associato ad un valore, in termini economici, basso (cioè una provincia, in questo caso la nostra, potrebbe occupare il primo posto per numero effettivo di protesti ma questi
potrebbero essere di valore irrisorio). Analizzando invece il valore dei protesti rapportato alla popolazione vediamo come al primo posto si posizioni Novara con in media 19,39 ? per abitante,
seguita da Torino (16,76 ?). Al terzo posto con 12,71? troviamo la nostra provincia. Infine è utile riportare il valore medio dei protesti rilevati nelle province piemontesi nel primo
semestre 2007. La provincia di Novara si posiziona al primo posto per valore medio di protesti emessi (2.510,3?). Al secondo posto troviamo Torino (2.144,9?), seguita da Alessandria (1.872,1?),
Asti (1.748,3?) e Cuneo (1.638,2?). Al sesto posto rispetto alle otto province della regione, troviamo il Verbano Cusio Ossola con un valore medio di 1.603,6?. I risultati positivi riferiti
alla diminuzione complessiva del numero di protesti emersi nel primo semestre di quest’anno potrebbero essere un indicatore di buona salute dell’andamento economico finanziario della nostra
provincia, anche se nella lettura del dato va tenuta presente che con l’introduzione sul mercato di nuove forme di incentivazione al consumo e di credito, non si fa più ricorso come in
passato a forme di pagamento a mezzo di cambiali e assegni, avendo il creditore optato per procedure di adempimento diverse, che possono evitare l’atto formale di protesto.