Anche per effetto del cambiamento del clima con la conseguente maggiore disponibilità di cibo si è verificata quest’anno una proliferazione di animali selvatici come le lepri ma
anche di cervi, lupi e cinghiali che nelle campagne scorrazzano seminando il panico sulle strade e provocando danni alle persone, alle strutture e alle colture agricole.

E’ quanto afferma nel commentare le operazioni di cattura delle lepri effettuate a Milano nell’aeroporto di Linate dove creavano difficoltà al traffico aereo. Se il problema degli
aeroporti sono le lepri, branchi di lupi e orde di cinghiali guidati da animali fino ad oltre 150 chili di peso stanno “invadendo” in molte regioni del paese – sottolinea la Coldiretti – campi
coltivati, centri abitati e strade dove rappresentano un grave pericolo per gli incidenti.

Il fatto che le segnalazioni siano giunte molto in anticipo rispetto al passato fa stimare – afferma la Coldiretti – un drastico aumento del valore dei danni causati dalla fauna selvatica in
Italia che sono pari a 70 milioni di Euro, secondo un rapporto Eurispes . Dalle Alpi agli Appennini tutte le regioni sono coinvolte e ad essere interessate – continua la Coldiretti – sono
soprattutto le aziende agricole che si trovano ai margini o all’interno di zone protette, parchi ed aree naturali dove gli imprenditori agricoli corrono seri pericoli per la loro
incolumità.

La Coldiretti si è rivolta a Regioni, Province e Sindaci per mettere in atto iniziative per proteggere le persone e i prodotti agricoli nelle zone dove si concentrano le incursioni. In
alcuni casi l’impossibilità di un controllo reale della loro diffusione ha portato la presenza degli ungulati (cinghiali, cervi, caprioli) al di fuori delle aree prettamente montane
arrivando in zone anche ad alta densità agricola, con forti danni alle colture, molte delle quali di pregio.

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