Antartide. Ritrovato il burro della Spedizione Scott

Antartide. Ritrovato il burro della Spedizione Scott

In Antartide, ritrovato il burro di Robert Scott, protagonista della sfortunata e fallimentare spedizione del 1912 diretta al Polo Sud.

La scoperta è opera dell’Antarctic Heritage Trust, durante i lavori di restauro e conservazione della capanna a Capo Evans, all’epoca usato come rifugio dall’esploratore e dai suoi
compagni.

Come spiega Lizzie Meek, esperta al lavoro nel sito, il burro (2 panetti) è stato ritrovato, vicino alla costruzione, insieme a cibo in scatola, vestiti ed materiale per dormire.

Spiega Meek: “Penso che il burro sia una scoperta preziosissima. Sembrava solo una vecchia borsa malmessa: ci guardiamo dentro e vediamo il meraviglioso logo della Felce Argentata (Silver
Fern)”.

La Felce Argentata (o Silver Fern) è considerato da tempo il simbolo non ufficiale della Nuova Zelanda. Oggi decora le maglie degli All Blacks, ma già all’epoca veniva usata come
simbolo della compagnie che fornirono l’equipaggiamento agli esploratori. In particolare, il burro è contrassegnato dall’etichetta CCCDC e per questo è identificato come
proveniente dalla Canterbury Central Co-operative Dairy Company, fondata alla fine del 1800 nella città di Christchurch.

Per Lizzie Meek il burro ha un odore “Molto pungente: non sono sicura che lo vorrei suoi miei toast”; ma, in ogni caso “E’ grandioso trovarne uno con una Felce Argentata subito riconoscibile ed
in così grandi condizioni, relativamente parlando”.

Ora, la squadra dell’Antarctic Heritage Trust tenterà di restaurare il burro, eliminando i frammenti di sabbia presenti e rimettendolo nel sito di ritrovamento, dove la temperatura
raramente supera i 10 C.

Come spiega la Meek,il burro rimarrà lì per altri 100 anni, imprevisti a parte: “Spero che all’epoca appaia come oggi, forse un po’ più polveroso ma più o meno lo
stesso”.

La spedizione Scott partì con grandi speranze ma si risolse in un tragico insuccesso. Sir Robert ed i suoi compagni raggiunsero il Polo il 17 Gennaio 1912, ma furono preceduti dal
norvegese Roald Amundsen e morirono alla fine di Marzo. 

Nel suo diario, il viaggiatore britannico lascia un’ultima annotazione, sorta di epitaffio, datato 29 Marzo 1912. In quel giorno, Scott scrive: “Se fossimo sopravvissuti, avrei potuto narrare
una storia di fierezza, resistenza e coraggio…che avrebbe commosso il cuore di ogni Inglese”.

Matteo Clerici

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