Antonio Giovanni Mellone saluta Parma con la personale “Acqua & Fuoco”

Antonio Giovanni Mellone saluta Parma con la personale “Acqua & Fuoco”
A.G.Mellone-La violinista

A.G.Mellone-La violinista

Parma, 08/06/2015

Il saluto a Parma del pittore
Antonio Giovanni Mellone
(con la personale “Acqua & Fuoco”)

Giunge al termine la mostra del giornalista/pittore presso lo show-room del’eco-antiquario Luigi Bardiani, inaugurata il 24 aprile scorso. In onore della città d’adozione dell’artista e sua fonte di ispirazione.
C’è ancora tempo fino al 13 giugno per vedere le opere di Antonio Giovanni Mellone, esposte presso lo spazio di Luigi Bardiani (www.bardianiluigi.it   www.mobilienatura.it ), in via della Repubblica 64/b (tel. 335/6183217).
La mostra “Acqua & Fuoco”, inaugurata il 24 aprile scorso, assume un significato particolare, che va al di là di quello solito artistico. Infatti è l’occasione per il giornalista e pittore, d’origine pugliese, per accomiatarsi dalla città dove ha trascorso quasi mezzo secolo di vita e a cui deve molto.

L’omaggio che l’autore offre a Parma, nel momento in cui deve trasferirsi in Toscana, a causa degli eventi della vita, è insito nel tema della personale: i due “elementi” contrapposti sono il simbolo degli anni trascorsi nella città che ha dato a Mellone i “natali” artistici e che ha contribuito alla sua storia di pittore. In proposito, tempo fa, il critico milanese Corrado Berlinghieri commentava: «Al contrario dei salmoni (che più diventano vecchi e più si avvicinano al posto di nascita), Mellone, con il passare degli anni, dal suo luogo natio si è sempre più allontanato (per approdare saldamente a Parma: n.d.r).  “Sono grato a Lecce – ama dire l’artista- perché non avendomi dato stimoli, mi ha costretto a fuggire… a Parma”».

E l’ispirazione e gli spunti il pittore li ha trovati al Nord, nella città emiliana, sua patria per ben 47 anni; continua Berlinghieri: “Ma Mellone è un innamorato del sole, che vive e si nutre di passioni, come si capisce dalle sue pennellate carnose, dai suoi colori squillanti, dalle sue campiture senza confini. Mellone dipinge con la luce. E ovunque l’artista cerca di trovare vibrazioni cromatiche consonanti con le sue opere…. La natura parla il linguaggio violento dell’esistenza, con forme esibite, contorte, attorcigliate, carnali. E Mellone fissa questa magia (e insieme questo urlo vitale) in tele vibranti di colore, nelle quali le forme sono dominate con la forza, come lo stalliere trattiene i puledri imbizzarriti».
In merito alla sua città d’adozione, lo stesso Mellone, in una intervista, rilasciata anni fa a una rivista culturale, ha dichiarato: “A Parma mi trovo benissimo. La città possiede tutti i pregi della provincia, conservandone pochi difetti. Gli emiliani sono gente meravigliosa e sanno godersi la vita”.

Il “fuoco” della vitalità e della passione della cittadina si rintraccia in opere di Mellone come “Fleming Rider”, “Antiquae” e “Le tre Castella”; l”acqua” della dolcezza del vivere quotidiano, presente nel DNA dei parmigiani, è ben visibile in “La venditrice di bellezza”, “Colazione” e “La violinista”: tutti quadri presenti, con circa altri 30, da Bardiani fino al 13 giugno e che, a luglio, si trasferiranno a Gubbio, a palazzo del Bargello, per tutto il mese, per la personale di Mellone “Le donne, i cavalier,… (Un passato storico per un presente visionario)”. Un po’ di Parma in Umbria!

Il distacco dalla città da parte dell’ex art-director del quotidiano “Il Giorno” non dovrebbe essere un addio, ma un arrivederci dal momento che Mellone ha la speranza di poter riportare sul luogo di creazione le sue grandi tele dai vividi colori acrilici che parlano di forti sentimenti e di pace, di uomini/cavalieri e di donne/muse, custodi di valori dei tempi migliori.
Intanto però l’artista, insieme a Luigi Bardiani, invita tutti a visitare “Acqua & Fuoco”, entro il 13 giugno.

Per informazioni e immagini ad alta definizione: Rosanna Ercole Mellone, tel. 0187/494078, cell  347/8161012,  e-mail: [email protected]

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Chi è e cosa ha realizzato l’autore

L’artista: Antonio Giovanni Mellone, leccese di nascita e parmigiano d’adozione, è giornalista professionista (già art-director del quotidiano Il Giorno), dipinge da sempre e ha all’attivo numerose mostre e molti premi.
Negli ultimi anni, ha privilegiato le tematiche dei cavalieri e delle donne, illustrati con vividi colori, nelle sue personali al Castello Malaspina di Massa, a Palazzo Giordani di Parma, al Museo Ugo Guidi di Forte dei Marmi, a Villa Cuturi di Marina di Massa e nelle collettive a Montecatini, alla Galleria Turelli delle Terme Tettuccio, a Forte dei Marmi, alla Capannina di Franceschi, e a Pietrasanta, presso la galleria Intrecciarte
Le opere: L’espressionismo moderno, realizzato nelle tele con colori acrilici, secondo la tecnica del pennello a secco, e su carta, soprattutto con collage acquerellati, è l’attuale approdo artistico di Mellone, che dei suoi quadri dice: «I miei cavalieri, come “Velvet rider”, sono gli archetipi di un mondo virtuale che collega un passato in cui erano validi certi valori, la compassione, la lealtà e l’amicizia, e l’oggi, in cui questi principi, messi in un angolo dalle crude necessità della sopravvivenza, cedono il passo al materialismo. Le donne sono una parafrasi in chiave moderna, che mette in risalto le problematiche femminili attuali, molte delle quali ben diverse da quelle di un tempo».
La critica:
Lodovico Gierut (scrittore e critico d’arte): «La pennellata di Mellone è talvolta lunga e corposa, ricca di pieni e di vuoti (il cenno scultoreo è positivo), dove vivono lo scontro e l’incontro e le tante luminosità di un incedere figurale connotato da un che magicamente arcaico…».
Luca Gnizio (eco-designer): «La forza di Mellone si esprime nelle pulite geometrie che racchiudono la storia anche più intricata su definiti piani concentrici; sta alla sensibilità dell’osservatore scoprire e decidere quanto voler leggere l’intera scala pittorica. Interessante constatare come negli anni stia avvenendo una trasformazione, dalla geometria spigolosa ad una forma sempre più morbida e lineare: sono curioso di scoprire dove lo porterà la sua continua ricerca dell’essenzialità».
Stefania Provinciali (giornalista e critica d’arte): «Donne e cavalieri, temi che possono apparire distanti. In realtà è l’approccio alle tematiche della vita che unisce in un unico percorso, reale ed ideale, le opere di Antonio Giovanni Mellone. Cavalieri che raccolgono le tensioni del mondo e ne combattono il male affondando le loro armi nei colori, blu, gialli, rossi permeati di materia e di speranze, nell’impari lotta. La donna è intrisa di colore, primitiva, pittorica illusione di un sorso di felicità. L’approccio coglie dal di dentro, là dove  Mellone si erge a interprete di un vissuto… ».
Francesca Giovanelli (critica d’arte): «I supporti pensati ogni volta dal pittore per le sue creazioni, (tele, cartoni telati, carta tirata a mano, masonite) si animano di elaborati grafismi e cromie potenti che, giustapponendosi e stratificandosi come in un prezioso palinsesto, finiscono per parlare una lingua multiforme, capace di dilatarsi altrove, traendo energia dalle radici stesse su cui si è formata la sua personale identità».
Giammarco Puntelli (direttore artistico di Spoleto International Art Fair): «Quadri efficaci e convincenti. Studi e opere di relazione, di scomposizione e ricomposizione della figura nello spazio pittorico e di insieme in 3 D dell’universo d’arte».
Manuela Bartolotti (giornalista specializzata della Gazzetta di Parma): «Il cavaliere di Mellone, costruito con geometrie dinamiche e spigolature cubo-futuriste tra Picasso, Sironi, Marino Marini e vivacità compositive alla Cassinari, percorre i sentieri dell’arte, sfida le convenzioni superando con esuberanza cromatica e fantasia l’oscura barriera del quotidiano».
Federica De Masi (giornalista ed esperta d’arte): «L’autore ha affrontato una rilettura dei miti greci e della cavalleria medievale, inserendo come leit-motiv il tema del sogno. Secondo l’artista, il mito è un refuso; in un oggi in cui si è persa la speranza e l’essere umano è sempre meno generoso, si deve auspicare ad un recupero dei valori che contraddistinguono l’eroe dei romanzi classici».

Redazione Newsfood.com

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