Roma, 4 Luglio 2007 – Il Comitato sviluppo rurale della Commissione Europea, nella seduta del 20 giugno scorso, ha approvato il Programma italiano con cui si istituisce una Rete Rurale
Nazionale per il periodo 2007-2013, sotto la responsabilità del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.

La predisposizione di tale programma si basa sul Regolamento (CE) n. 1698/05 che prevede l’istituzione, da parte di tutti gli Stati membri dell’Unione a 27, di una rete rurale nazionale, che
assicuri il necessario collegamento all’analoga struttura istituita a livello comunitario (rete europea) e che persegua l’obiettivo di individuare e trasferire buone pratiche, organizzare
scambi di esperienze, preparare programmi di formazione e, in linea più generale, conoscere e diffondere i risultati delle nuove politiche di sviluppo rurale.
Il Programma Rete Rurale italiano prevede una dotazione finanziaria complessiva pari a circa 83 milioni di euro, di cui 41,5 milioni di euro sono messi a disposizione dall’Unione europea
attraverso il Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale) e la quota restante è a carico dello Stato.
La Rete copre tutto il territorio nazionale ed è il primo programma italiano approvato per il periodo di programmazione 2007-2013, nonchè il primo programma dell’Unione europea
con cui si istituisce una rete rurale.

La volontà politica che sta alla base dell’istituzione della Rete si fonda su alcune
considerazioni:

• la dispersione degli operatori rurali su un vasto territorio che determina la
necessità di intervenire in materia di informazione e comunicazione;

• la presenza di soggetti molto differenti tra loro direttamente o indirettamente legati
allo sviluppo rurale e che costituiscono il risultato di fenomeni di diversificazione di queste zone (aziende agricole, agrituristiche, commerciali, artigianali, società di
servizi…);

• la necessità di promuovere il sostegno all’aumento dell’offerta di impiego per
frenare il processo di abbandono delle zone rurali, soprattutto da parte dei giovani;

• l’esigenza di soddisfare bisogni specifici in materia di formazione, diffusione delle
informazioni e supporto agli scambi relativi alle migliori pratiche conseguenti all’identificazione di problematiche comunitarie e nazionali in materia di biodiversità, risorse idriche,
cambiamenti climatici, protezione del suolo.

Il programma Rete rurale nazionale, per un Paese come l’Italia, caratterizzato da un forte decentramento amministrativo e con una domanda sempre più pressante di partecipazione dal basso
alla gestione delle politiche, riveste un’importanza ancora maggiore.

Pertanto, attraverso la Rete si realizzeranno:

• azioni di sistema e di supporto alle amministrazioni regionali impegnate nella definizione
e nella gestione dei Programmi di sviluppo rurale 2007-2013, per favorire il raggiungimento delle migliori performances in termini di efficacia, efficienza ed integrazione con altre politiche;

• azioni specifiche destinate al rafforzamento della capacità progettuale e
gestionale dei soggetti coinvolti nell’attuazione dei programmi di sviluppo rurale, con particolare riferimento ai Gruppi di Azione Locale, soggetti intermediari per l’attuazione della
metodologia LEADER e con specifico riguardo alla progettazione della cooperazione;

• attività di individuazione, analisi, trasferibilità e innesto di buone
pratiche e di innovazioni nonché il supporto alla promozione di servizi in favore degli operatori rurali

La Rete comprenderà i rappresentanti delle principali organizzazioni e amministrazioni che lavorano nell’ambito dello sviluppo rurale a livello nazionale, regionale e locale e si
concretizzerà in una struttura centrale di coordinamento ed una serie di postazioni regionali per garantire a livello l’animazione delle attività previste ed il flusso delle
informazioni. Le procedure di costituzione della Rete sono già state avviate e saranno completate entro il 2008 ma le attività, benché in maniera parziale, saranno
intraprese già nell’autunno del 2007. La spesa complessiva sarà destinata per l’85% alla realizzazione dei piani di azioni, mentre il restante 15% sarà utilizzato per
garantire il funzionamento stesso della struttura.

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