AMREF: DA 55 ANNI CON L’AFRICA

AMREF, African Medical and Research Foundation, è la principale organizzazione sanitaria no profit del continente africano. Nata a Nairobi nel 1957 per iniziativa di tre
chirurghi, oggi impiega in Africa oltre 800 persone, per il 97 per cento africani, e gestisce circa 140 progetti di sviluppo sanitario in Etiopia, Kenya, Sudafrica, Sudan, Tanzania e Uganda,
con il coinvolgimento attivo delle comunità, del personale e dei sistemi sanitari locali.

L’impegno di AMREF nel campo della prevenzione, dell’educazione alla salute e della formazione di personale medico e paramedico locale mira sempre a generare benefici permanenti attraverso
modelli replicabili. In mezzo secolo di attività, AMREF ha soccorso, curato e istruito milioni di persone. Il suo braccio operativo più noto resta il servizio dei Flying Doctors,
i “dottori volanti” che grazie all’aereo portano regolare assistenza specialistica e chirurgica agli ospedali delle zone più remote. A terra, invece, AMREF è presente con
centri sanitari e unità mobili di chirurgia, prevenzione, vaccinazione e oculistica, in grado di fornire assistenza medica alle popolazioni nomadi e rurali.

AMREF Italia ha una sede centrale a Roma e una sede regionale a Milano. In diverse città italiane, inoltre, sono attivi i gruppi di volontari “Amici di AMREF” (ADA). Il network
internazionale di AMREF è composto da 12 sedi in Europa, Stati Uniti e Canada.

Quasi il 90 per cento dei fondi raccolti da AMREF Italia provengono dal sostegno di privati cittadini, da eventi e manifestazioni e da collaborazioni con aziende selezionate. I sostenitori di
AMREF Italia sono oltre 120mila e tra di loro figurano anche noti personaggi del mondo dell’arte, della cultura, dello spettacolo e dello sport, che contribuiscono personalmente alla crescita
di AMREF con la loro testimonianza e collaborazione.

Le Campagne di AMREF per l’accesso all’acqua

Anche quest’anno AMREF lancia, in occasione della Giornata mondiale dell’acqua del 22 marzo, un appello per ricordare che nell’Africa Subsahariana l’accesso all’acqua pulita è un
diritto umano fondamentale tuttora negato a più del 40% della popolazione. AMREF con i suoi progetti porta acqua pulita e sicura a migliaia di bambini, donne, uomini dell’Africa
Subsahariana, attraverso la costruzione di pozzi, cisterne e acquedotti, con la partecipazione attiva delle comunità locali. 

Per chiedere a tutti di contribuire con una piccola donazione, AMREF sarà presente dall’11 al 30 marzo su Rai, Mediaset, La7, Sky e su un ampio circuito di radio e tv locali, sul web e
sulla carta stampata. Attraverso il numero solidale 45508 chiunque può partecipare con un gesto che si trasformerà subito in acqua, vita, salute, futuro*.

Nel 1999 AMREF ha vinto il Conrad Hilton Foundation Humanitarian Award, il prestigioso riconoscimento internazionale conferito ogni anno a un’organizzazione umanitaria non governativa
che si è particolarmente distinta nell’alleviare le sofferenze umane e nel rappresentare un modello di organizzazione capace di favorire uno sviluppo reale e sostenibile.

Nel 2005 AMREF ha vinto il Bill e Melinda Gates Award per la Salute Globale con questa motivazione: “AMREF è più di una delle voci dell’Africa, è un atto di
coraggio, di passione, di intelligenza, di fermezza. AMREF ha imparato come migliorare veramente la salute in Africa chiedendo agli africani cosa bisogna fare e come farlo nel modo migliore”.

Per sostenere i progetti di AMREF in Africa si può effettuare una donazione sul c/c postale 350 23 001 intestato a AMREF Italia Onlus, con bonifico bancario (codice IBAN IT19 H01030
03202 000001007932) oppure con carta di credito, telefonando allo 06-99704650 e sul sito www.amref.it. Tutte le donazioni sono deducibili dalla dichiarazione dei redditi.

*La donazione è di 2 euro per ciascun SMS inviato da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce, Tiscali e Noverca. Sarà di 2 euro per ciascuna chiamata fatta da rete
fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb, TeleTu e Tiscali.

PIETRO LEEMANN

Sono nato nel 1961 a Locarno, in Svizzera. Folgorato da una bavarese di vaniglia, preparata dal grande cuoco ticinese, Angelo Conti Rossini, appena ho potuto ho iniziato la mia
carriera. Dopo un apprendistato in un ristorante di cucina classica italiana ho lavorato in un ristorante dove si proponeva la grande cucina francese classica codificata da Escoffier.

Poi da Girardet a Crissier in Svizzera ho esplorato la  “nouvelle cuisine”, da Gualtiero Marchesi a Milano la  sua “cucina creativa italiana”. La febbre del conoscere mi
possedeva, i confini della cucina occidentale mi stavano stretti, ho cercato allora di ampliare i miei orizzonti.

Sono partito per l’oriente dove ho vissuto tra Cina e Giappone, per un po’ più di due anni mi sono immerso nella loro cultura e nella cucina scambiando quello che conoscevo con quello
che volevo conoscere, cucinando e mangiando molto.

Dopo aver assaggiato quasi ogni cibo, escludendo quelli che la mia formazione non mi faceva accettare, mi sono reso conto che mangiare la carne non mi corrispondeva, ho smesso dunque di
mangiarla. In Oriente ho riconsiderato il mio rapporto con la natura attraverso la quale mi realizzo e che sempre di più amo e sento amica. Ho iniziato anche quelle pratiche che
danno un senso compiuto all’esistenza.

Ben nutrito sono tornato in Europa e ho scelto l’Italia e Milano come luogo d’adozione. Nel 1989 assieme ad un gruppo d’amici ho aperto Joia dove tutt’oggi sto portando avanti una delle
avventure più determinanti della mia vita.

La mia cucina è quello che sono e anche quello che mangio ogni giorno; è legata ad un presente che continuamente cambia e con lui si modifica, mantenendosi sempre attuale e
all’avanguardia. La mia missione è stimolare l’ospite con una cucina che ha un senso, che lo fa divertire e star bene.

Il cibo ha un ruolo fondamentale nella buona salute di chi lo mangia, è anche il tramite principe per avvicinare le persone. Se è di qualità,  la relazione tra gli
ospiti diventa più armoniosa e stimolante. Se è senza carne li porta a pensieri più elevati.

La mia cucina è un inno alla natura e alla vita, pur essendo rigorosa è giocosa e leggera. Un veicolo per trascorrere rilassati un piacevole momento assieme.

Aqua Academy di Chiudi il Rubinetto – I Contributi degli esperti

  • Consigli e pensieri di una eco-blogger di Francesca D’Amato
  • La sostenibilità … anche a tavola di Pietro Leeman
  • Riuso creativo: così puoi cambiare il mondo di Atelier del Riciclo
  • L’acqua in casa: comportamenti sostenibili di Giuliana Zoppis e Clara Mantica di Best Up
  • L’ecologia si impara giocando di Jolanda Restano
  • Manca l’acqua: Amref risponde di Amref

CONSIGLI E PENSIERI DI UNA ECO-BLOGGER di Francesca D’Amato

“L’Aqua Academy è una splendida occasione per incontrare dal vivo enti e persone che, in campi diversi, rendono migliore il nostro mondo.

Ecowiki lavora per evidenziare il benessere che ogni persona diffonde intorno a sé quando si comporta in modo ecologico. Chi ha rispetto per il pianeta e per il prossimo finisce per
essere circondato da persone migliori e più felici, ecco perché partecipiamo volentieri ad eventi come questo, che hanno un impatto positivo e duraturo.”

Vivere in modo ecologico è una buona abitudine per molti di noi: abbiamo sostituito le lampadine, abolito i sacchetti di plastica, lasciato la macchina in garage e facciamo la spesa bio.

Molti di noi, nonostante i buoni risultati raggiunti, non amano riposarsi sugli allori e cercano nuove sfide per continuare a migliorare. Purtroppo più si diventa bravi, più
diventa difficile migliorare.

Ecco quindi un trucchetto per “ecologisti avanzati ma non estremi” per ridurre la propria impronta ecologica senza dover cambiare drasticamente il proprio stile di vita o quello della
propria famiglia.

Parliamo di sprechi di acqua.

Abbiamo messo i riduttori di flusso ai rubinetti, ma la maggior parte dell’acqua che usiamo è nascosta in oggetti quasi asciutti. Una gran parte dei consumi privati di acqua è
legata alla produzione di cibo.

Gli animali bevono durante la loro vita e serve acqua anche per pulirli. I bovini richiedono quattro volte più acqua del pollame perché impiegano più tempo per crescere
fino alla macellazione.

Chi mangia vegetariano usa meno acqua perché si nutre direttamente di legumi, cereali e verdure, invece di darli in pasto ad un animale prima di portarne in tavola la carne.

Anche nella frutta ci sono differenze: per coltivare un chilo di arance servono 500 litri d’acqua, mentre per lo stesso peso in noci di cocco ne servono 2.500.

Se vogliamo davvero risparmiare acqua, anche senza diventare vegetariani, possiamo scegliere due prodotti alimentari tra quelli di cui hanno calcolato l’impronta idrica, ovvero l’acqua
necessaria a produrli, su www.impronta-idrica.org. Scegliamone due simili che consumiamo di frequente e che siano intercambiabili – ad esempio tè o caffè, manzo o maiale, riso o
mais, vino o birra.

Basta cambiare una sola abitudine per salvare un bel po’ d’acqua.

LA SOSTENIBILITA’ … ANCHE A TAVOLA di Pietro Leeman

“Ognuno è ciò che mangia, quindi diventa ciò che sceglie di mangiare. Un cibo sano ci fa diventare sani; un cibo virtuoso, perché rispettoso del pianeta e di tutti
gli esseri, ci rende virtuosi”

La salute del pianeta e la nostra salute vanno a braccetto. E’ dimostrato che meno allevamenti significano minor impatto ambientale. E’ altrettanto dimostrato che meno carne mangiamo e meglio
stiamo.

Il gioco è quindi semplice: se promuoviamo la coltivazione vegetale e scegliamo una dieta vegetariana, o quasi, noi e la natura che ci ospita ne gioveremo. Più la rispettiamo –
anche non sprecando preziose risorse – e più saremo premiati da una vita armoniosa perché in sua sintonia.

Questi i parametri da tenere sempre in considerazione: stagionalità, regionalità, tracciabilità, rispetto dell’ambiente e di chi lo abita.

E adesso … “Asparagi gratinati … e sostenibili”!

Gli ingredienti per realizzare questo piatto sono semplici: gli asparagi, appunto, del latte per preparare una besciamella, della farina per legarla e parmigiano per gratinare.

Perché però questo piatto diventi “sostenibile” è importante seguire delle regole semplici ma fondamentali.

Innanzitutto nell’acquisto: i nostri asparagi devono crescere vicino a dove viviamo e la loro stagione deve essere la nostra; avranno così viaggiato poco prima di essere arrivati nella
nostra cucina, non sarà stato necessario riscaldare una serra per anticiparne i tempi.

Dovremo poi accertarci che siano stati coltivati in modo naturale, quindi senza l’utilizzo di prodotti di sintesi e non forzati nel loro naturale sviluppo. Se così sarà,
sicuramente ci faranno meglio; noi siamo “naturali”, il nostro equilibrio trae beneficio se ci manteniamo tali, scegliendo quei cibi che lo sono altrettanto.

Per la scelta di latte e formaggio, oltre a quanto affermato sopra, è importante che le mucche vivano in un luogo salubre e che l’allevatore rispetti dei parametri di qualità
della sostanza, come nell’agricoltura biologica o biodinamica. Per la farina, cerchiamo di acquistare direttamente il prodotto dal contadino che la produce, saltando gli intermediari avremo
convenienza per una qualità straordinaria.

Eccoci ora in cucina. Come agire nel migliore dei modi?

Poca Acqua: gli asparagi andranno puliti per immersione e non sotto l’acqua corrente, cotti in poco liquido che conserveremo per bagnare zuppe e brodi.

Poca energia: quindi una cottura breve, che significa anche conservazione del gusto e di preziose sostanze. In generale più un cibo mantiene il suo gusto originale e più siamo
sicuri è ricco di preziose sostanze.

Niente sprechi: utilizzare un compostaggio in cui trasformare bucce e resti crudi della cucina. Esistono dei recipienti da compostaggio anche per il balcone, costano poco e danno molta
soddisfazione.

Cucinare semplice, se le ricette non sono lineari difficilmente soddisferemo i parametri di sostenibilità perché magari utilizzeremo ingredienti non locali e quindi poco
tracciabili.

Adesso potete preparare il piatto

Ingredienti per 4 persone

400 g di asparagi bianchi (per la Lombardia di Cantello); 300 g di latte; 20 g di farina

80 g di parmigiano; 40 g di noci tostate; noce moscata, sale e pepe

Preparazione

1. Pelare gli asparagi, con le bucce potrete preparare una gustosa crema. Cuocerli in 400 g di acqua leggermente salata per 8 minuti, lasciarli finir di cuocere nell’acqua per 20 minuti.

2. Mescolare latte e farina, portarli a ebollizione mescolando bene. Condire con una grattata di noce moscata, sale e del pepe macinato fresco.

3. Mettere gli asparagi in una cocotte, coprirli con la salsa di latte e le noci spezzettate, spolverarli di parmigiano e gratinarli in forno a 200°C per 20 minuti.

4. Perché diventino un piatto unico accompagnarli con del riso bollito condito con un goccio di buon olio d’oliva.

RIUSO CREATIVO: COSI’ PUOI CAMBIARE IL MONDO di Atelier del Riciclo

“Siamo felici di partecipare a quest’iniziativa che rispecchia appieno la nostra mission: educare alla sostenibilità e diffondere stili di vita più rispettosi del benessere del
Pianeta e delle persone che lo abitano. Grazie ad Aqua Academy, accompagneremo nuove persone verso il piacere della leggerezza ecologica, introducendole a un modo nuovo di vivere la moda, la
bellezza, il design”

Liberarsi dalle vecchie dinamiche di consumo aiuta a scoprire la propria creatività.

I grandi cambiamenti partono dalle piccole cose: le nostre cose, gli oggetti che ci circondano e con cui condividiamo uno spazio vitale sempre più esiguo e congestionato.

A causa della crisi economica e delle esigenze ormai inderogabili del Pianeta, ci stiamo accorgendo che con questi oggetti possiamo cambiare rapporto e passare dal consumismo al consumo
intelligente, dal disuso che impone onerosi processi di smaltimento al riuso che sollecita la creatività individuale. I dati rivelano che oltre il 60% di ciò che buttiamo
può diventare una risorsa.

E se il riciclo impone comunque un utilizzo d’acqua ed energia nei processi di trasformazione, il riuso declinato con fantasia e un minimo di manualità consente di attorniarsi di cose
belle senza consumare oltre. Il segreto? Diventare artista del proprio quotidiano creando nuovi oggetti, abiti e accessori con ciò che rischia di finire in soffitta o in discarica.

Qualsiasi prodotto, del resto, nasconde potenzialità oltre l’uso codificato: una lampadina bruciata può diventare un vaso e un vaso rotto può trasformarsi in un lampadario.

Le bottiglie di plastica possono scampare al sacco giallo e trasformarsi in orecchini, lampade, tende, sedie…

Grazie alla magia dell’atto creativo, la riqualificazione dell’oggetto infonde più libertà, espressività ed emozioni nella vita di tutti i giorni. E se riciclare fa bene al
Pianeta, l’arte del riuso creativo lenisce l’animo umano dalla ripetitività del consumo omologato: chi spezza il ciclo vizioso dell’acquisto-consumo-scarto, spesso scopre di avere
talentuose potenzialità nascoste.

Non a caso, nell’ultimo decennio è riesplosa la voglia di bricolage, le edicole pullulano di manuali dedicati, fioriscono i portali del fai-da-te assieme alle fiere e ai supermercati
specializzati in hobbistica decorativa.

Le parole d’ordine sono creatività, ecologia e sostenibilità: tre coordinate di una strada sicura verso il nostro domani.

QUELLA T-SHIRT… FA ACQUA!

Secondo il rapporto “Quant’acqua sfruttiamo”, del Sustainable Europe Research Institute, una semplice maglietta costa al Pianeta enormi quantità d’acqua. Motivo? Per ottenere 1 kg di
tessuto in cotone si utilizzano mediamente 11.000 litri di H2O (2900 per una t-shirt), cosi suddivisi: 45% per l’irrigazione dei campi necessaria alle piante, 41% come acqua piovana che evapora
dalla terra durante il periodo di crescita, 14% per diluire il flusso delle acque reflue legate all’uso di fertilizzanti in campo e di prodotti chimici nel settore tessile.

Cina e India sono i maggiori produttori, ma in tutte le aree emergenti dell’Asia la domanda idrica per usi industriali ha avuto un forte impatto sulla diminuzione delle risorse: oggi, ogni
abitante può̀ contare in media sul 20% dell’acqua di cui poteva disporre negli anni ‘50 (Fonte: ONU).

Come comportarsi per arginare questo trend devastante? Comprare prodotti made in Italy, puntando sulla qualità invece che sulla quantità e prolungare la vita di ogni capo
rinnovandolo con interventi di relook-up.

L’ACQUA IN CASA: COMPORTAMENTI SOSTENIBILI di Giuliana Zoppis e Clara Mantica di Best Up

“Best Up è molto lieta di partecipare all’evento Aqua Academy in occasione della campagna Chiudi il Rubinetto 2012. E’ l’occasione per continuare a fare tam tam sui temi a noi cari della
responsabilità ambientale e sociale e della partecipazione. E di accogliere le persone per sensibilizzarle e informarle sulle tematiche legate alle buone pratiche di risparmio d’energia
e risorse, di gestione attenta della preziosa risorsa acqua e più in generale per motivarle all’importanza che hanno i piccoli comportamenti quotidiani e le azioni di ognuno alla
costruzione e tutela del Bene comune”.    

L’acqua potabile è un bene fondamentale per la vita ma non è accessibile a tutti: quasi due miliardi di persone sul Pianeta non ne possono beneficiare. E pochi, tra i fortunati
della Terra, danno all’acqua il giusto valore quando aprono un rubinetto.

Imparare a rispettare e risparmiare l’acqua è un gesto di responsabilità che ognuno deve assumersi nelle abitudini di ogni giorno. A partire dai cittadini (gli italiani sono tra i
principali consumatori di acque minerali in bottiglia), per passare alle istituzioni, che devono garantire una miglior manutenzione della rete pubblica (per evitare che si disperdano enormi
quantità di acqua nel sottosuolo) e una distribuzione equa dell’acqua nelle varie regioni del Paese.

L’acqua è un bene di tutti e come tale deve essere gestita.

Vediamo con Best Up come ridurre gli sprechi del prezioso “oro blu” nei comportamenti quotidiani. E’ facile, basta cominciare!

Ecco un utile vademecum per adulti e piccini, in città e in campagna e a ogni ora del giorno, per risparmiare acqua potabile e pura, come sgorga dalle sorgenti nella quasi
totalità del territorio italiano:

* ideale sarebbe un doppio circuito, uno per la potabile e uno per l’acqua da destinare a servizi industriali e alla pulizia, come sostengono illustri esperti internazionali;

* isolare molto bene le tubature degli edifici;

* impostare nell’impianto idrico temperature sotto i 40° per evitare la miscelazione e dunque gli sprechi;

* scegliere rubinetti con dispositivi a risparmio d’acqua e d’energia (riduttori di flusso, che possono essere applicati anche sulle vecchie rubinetterie) fa risparmiare dai 10 ai 30 litri al
giorno per famiglia;

* adottare sciacquoni dei wc a doppia mandata (almeno 15 litri al dì non si buttano via);

* sostituire i vecchi elettrodomestici con quelli in classe A è uno dei modi per ottimizzare acqua (e detersivo, elettricità, durata dei tessuti);

* predisporre (sempre nelle unifamiliari) un sistema di fitodepurazione per il riuso delle acque grigie;

* costruire bagno e cucina attigui, per ridurre il percorso dei tubi;

* chi ristruttura, può investire in modo ottimale rifacendo l’ultimo tratto delle tubature che dal condotto municipale porta all’abitazione (la qualità dell’acqua migliora
sensibilmente);

* contro l’eccesso di calcare e cloro (che ostruiscono le tubature e peggiorano la qualità), usare sistemi a microfiltrazione;

L’ECOLOGIA SI IMPARA GIOCANDO di Jolanda Restano

Filastrocche.it raccoglie da sempre contributi originali per offrire  a genitori e bambini strumenti utili e insieme divertenti. La
collaborazione con il progetto Aqua Academy ci ha permesso di lavorare su un tema importante come il rispetto ambientale e l’uso consapevole delle risorse. Le creazioni a disposizione
su filastrocche.it sono il nostro piccolo contributo per aiutare i bambini a imparare comportamenti e abitudini corrette tramite il gioco e l’esperienza diretta.”

L’ecologia e il rispetto dell’ambiente e del mondo che ci circonda sono temi troppo importanti per non coinvolgere anche i bambini, che sono gli uomini di domani e che, fin da piccoli, devono
imparare a conservare le risorse e averne rispetto.

Il modo migliore per coinvolgere i bambini e insegnare loro qualcosa è sicuramente il gioco e il coinvolgimento attivo. Tante volte questo metodo viene citato da insegnanti ed educatori
come il migliore per trasmettere ai bambini non solo nozioni, ma valori ed esperienze. Non a caso i bambini imparano a diventare grandi proprio giocando, cioè mettendo in scena e
ricreando situazioni ludiche nelle quali mettersi alla prova. E così, anche per insegnare loro il rispetto e la conservazione dell’ambiente, il gioco ci sembra un metodo particolarmente
utile e coinvolgente.

Per esempio per far capire ai bambini l’importanza dell’acqua e della sua salvaguardia, un modo utile e molto apprezzato dai più piccoli è l’utilizzo di libri: con tante
illustrazioni, colorati, presentano varie situazioni anche in modo ironico e simpatico, risvegliando la loro curiosità e le loro domande. E proprio attraverso le loro domande possiamo
coinvolgerli a fondo e spiegare loro, per esempio, perché è bene chiudere sempre il rubinetto, differenziare i rifiuti, rispettare l’ambiente.

Un’altra attività apprezzata dai più piccoli è certo quella del disegno e anche questa si presta bene allo scopo di promuovere l’ecologia. Basta preparare dei disegni in
bianco e nero su tematiche ambientali, che possibilmente presentino un confronto tra un comportamento corretto e uno scorretto. Chiedendo ai bambini di colorare le figure, si può poi
aprire una discussione e interessarli alle giuste metodologie di comportamento.

Esistono poi anche veri e propri giochi: per esempio le classiche tesserine del memory, che permettono di introdurre i bambini ai temi ambientali.

Insomma, per spiegare l’ecologia ai più piccoli, uno dei metodi più efficaci è proprio il gioco. Scatenate quindi la fantasia e cercate di insegnare loro giocando.

Per trovare alcuni spunti, potete visitare lo speciale ecologia di Filastrocche.it

MANCA L’ACQUA: AMREF RISPONDE di AMREF

“Si conferma per il secondo anno consecutivo la collaborazione tra Aquafresh e AMREF nell’ambito dell’iniziativa Chiudi il Rubinetto.  Ogni giorno il nostro staff  in Africa lavora
per creare e proteggere fonti di acqua pulita, a beneficio di centinaia di migliaia di persone; ed ogni giorno sperimentiamo fino a che punto l’acqua rappresenti vita e salute: ecco
perché per noi è molto importante poter presenziare ad eventi come questo. Quest’anno, grazie all’Aqua Academy, abbiamo la possibilità, da una parte, di condividere il
nostro approccio progettuale in Africa, dall’altra di sensibilizzare gli italiani su una tematica, quella dell’uso responsabile della risorsa idrica, così importante ed estremamente
attuale.”

L’acqua, risorsa preziosa e indispensabile per la vita, ancora oggi è inaccessibile per più di una persona su sei al mondo.

Prendendo in esame il solo consumo umano, le stime ufficiali stabiliscono che ogni individuo necessita di un quantitativo minimo di acqua che va dai 20 ai 50 litri al giorno, irrinunciabili per
soddisfare bisogni primari: dissetarsi, cucinare, curare l’igiene personale e domestica.

AMREF, in oltre cinquant’anni di attività al fianco delle comunità più bisognose e vulnerabili dell’Africa orientale, conosce da vicino gli effetti devastanti della carenza
idrica nei territori aridi e semiaridi del continente.

Acqua potabile e accessibile a tutti è sinonimo di salute, benessere, produttività agricola e prospettive di prosperità per milioni di persone, in particolare per i
bambini, più esposti ai contagi di malattie debilitanti tra cui colera, tifo, parassitosi intestinali e tracoma.

La tutela delle comunità africane più neglette è possibile e AMREF le aiuta a trovare delle “soluzioni africane a problemi africani”, costruendo pozzi e cisterne nelle
scuole e presso i villaggi, diffondendo princìpi di prevenzione e pratiche igienico-sanitarie corrette, insegnando tecniche di microagricoltura, realizzando servizi igienici e sistemi di
smaltimento dei rifiuti.

AMREF opera portando acqua pulita in Kenya e Tanzania coinvolgendo i membri delle comunità beneficiarie in progetti sostenibili che danno risultati riproducibili e duraturi nel tempo.
Grazie all’aiuto dei nostri sostenitori dal 1998 ad oggi abbiamo realizzato più di 2700 strutture idriche raggiungendo così 1,5 milioni di persone.

Per i secondo anno, Aquafresh sostiene il progetto Scuole Kenya: i ragazzi e il corpo docente avranno a disposizione fonti idriche sicure la cui conservazione è garantita nel tempo, per
bere e per l’igiene personale.

AMREF

AMREF è la principale organizzazione sanitaria privata, senza fini di lucro, che opera in Africa orientale. Dalla fondazione, nel 1957 a Nairobi, AMREF promuove e gestisce ogni anno 140
progetti di sviluppo sanitario in 6 paesi impiegando oltre 900 persone, per il 97% africane.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo) AMREF, come ogni anno, lancia un appello di raccolta fondi, i cui proventi andranno a beneficio di interventi idrici in Africa
orientale. Aquafresh, in linea con l’iniziativa Chiudi il Rubinetto, supporta AMREF nella diffusione di questo appello:

La nuova campagna di AMREF per dare accesso all’acqua potabile a intere comunità africane si può sostenere inviando un sms solidale del valore di 2 Euro al 45508 dall’11 al 30
marzo da cellulari TIM, Vodafone, WIND, 3, PosteMobile, CoopVoce, Tiscali e Noverca oppure chiamando al 45508 da rete fissa Telecom Italia, Infostrada, Fastweb, TeleTu e Tiscali. Con il
ricavato AMREF costruirà in Africa pozzi, dighe, latrine e cisterne per scuole e villaggi. Il futuro dell’Africa è in Africa. Con AMREF.

INDICE

Il Progetto Chiudi il Rubinetto
L’edizione 2012: Aqua Academy di Chiudi il Rubinetto
Chiudi il Rubinetto online
Chiudi il Rubinetto & AMREF
I numeri delle scorse edizioni
Approfondimenti

  • Cos’è l’ “impronta idrica”
  • Le ricerche di Aquafresh sull’impronta idrica di Tripla Protezione
  • L’impegno di GlaxoSmithKline rispetto alla razionalizzazione nell’uso dell’acqua
  • Buoni propositi per risparmiare acqua
  • Curiosità sull’acqua: esempi di impronta idrica e altri dati rilevanti
  • Ricerca GFK EURISKO “Il consumo di acqua nella popolazione italiana durante l’operazione di lavaggio dei denti”

“Chiudi il Rubinetto” Continua il Progetto di sensibilizzazione al risparmio idrico di Aquafresh

MilanoAquafresh, marchio GlaxoSmithKline Consumer Healthcare S.p.A., presenta la terza edizione di Chiudi il Rubinetto, il Progetto di sensibilizzazione al risparmio idrico che
ha l’obbiettivo di informare sullo spreco di acqua nella vita di tutti i giorni, a partire da quella che viene utilizzata quando ci si lava i denti.

Il Progetto è nato nel 2010 dalla consapevolezza che ogni attività umana, ogni prodotto che viene commercializzato, lascia delle impronte sul suo cammino che hanno un impatto
importante sul mondo in cui viviamo. Una di queste tracce è l'”impronta idrica” (o “water footprint”), cioè il costo idrico del ciclo di vita del prodotto (per la sua
realizzazione e consumo).

Aquafresh sa quanto l’acqua sia importante e quanto sia importante non sprecarne nemmeno una goccia; per questo ha analizzato*l'”impronta idrica” del suo prodotto di punta, il dentifricio
Tripla Protezione da 75ml prendendo in considerazione l’intera filiera produttiva e la fase di utilizzo da parte del consumatore.

Il risultato? 281 litri, di cui il 99% consumato nella fase d’uso, “quando ci si lava i denti”.

E’, infatti, proprio nel momento dell’utilizzo del dentifricio che si concentra la maggior parte dell’impatto idrico che diviene, quindi, diretta responsabilità del consumatore che
spesso ha la cattiva abitudine di lasciare il rubinetto aperto**.

Di qui l’importanza di chiudere il rubinetto anche in questa normale abitudine quotidiana; basta questo semplice gesto, infatti, per risparmiare ben 4 litri d’acqua ogni volta che ci si lava i
denti.

Il Progetto Chiudi il Rubinetto 2012 vivrà attraverso molteplici attività con l’obiettivo di sensibilizzare il consumatore sulla tematica del risparmio idrico in particolare ma,
più in generale, sull’importanza della sostenibilità ambientale in ogni comportamento della vita quotidiana: dall’esperienza dell’Aqua Academy al Web, alla pagina Facebook fino
all’importante sostegno del Progetto Scuole Kenya di AMREF, senza dimenticare una presenza importante con materiali di comunicazione anche all’interno delle catene della Grande Distribuzione.

A supporto dell’edizione 2012, è stata prevista anche un’attività di guerrilla marketing con GreenGraffiti®: un progetto di comunicazione sostenibile che, grazie agli
innovativi metodi che utilizzano solo materiali naturali e comportano un bassissimo impatto ambientale, creerà dei reverse-graffiti realizzati con acqua che “puliranno via lo sporco” di
piazze e marciapiedi della città di Milano per dare vita a messaggi pubblicitari a promozione dell’Aqua Academy

* Studio effettuato dall’agenzia di consulenza WSP – http://www.wspgroup.com/en/
** Lo studio, condotto in Inghilterra, ipotizza che il 50% dei consumatori lasci il rubinetto aperto mentre si lava i denti


Aqua Academy di Chiudi il Rubinetto
Dal 22 al 24 marzo tutti a lezione di sostenibilità ambientale

L’edizione 2012 vuole essere un invito a ragionare sui piccoli gesti quotidiani che possono ridurre non solo il proprio impatto idrico ma, più in generale, sull’importanza della
sostenibilità ambientale.

Da questa riflessione è nata l’idea di creare l’Aqua Academy. A partire dal 22 marzo 2012, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, l’Aqua Academy aprirà le sue porte al
pubblico per diventare un luogo di dialogo dove potersi confrontare ed informare proprio su queste tematiche … in ogni aspetto della vita di tutti i giorni.

Dal 22 al 24 marzo 2012 Chiudi il Rubinetto darà vita ad una vera e propria accademia dove apprendere un comportamento ecologico … e poterlo poi insegnare agli altri.

A disposizione dei visitatori, i “Professori” dell’Aqua Accademy: degli esperti di sostenibilità ambientale che terranno lezioni su tutti gli aspetti dell’eco-sostenibilità …
con un occhio di riguardo per il risparmio idrico.

In cattedra si alterneranno quotidianamente: 

  • Francesca D’Amato, la nota blogger green di Ecowiki.it uno dei più importanti blog di ecologia in Italia, che dispenserà consigli su come gestire la vita quotidiana in modo
    ecosostenibile;
  • Pietro Leeman, lo chef del celebre ristorante milanese Joia da sempre sensibile al tema dell’ecosostenibilità, che preparerà semplici ricette con ingredienti biologici e a
    kilometro zero, per essere “green” anche tra i fornelli;
  • Best Up, il primo circuito per la promozione dell’abitare sostenibile, che “salirà in cattedra” per spiegare le modifiche da apportare alla propria abitazione per renderla il
    più ecosostenibile possibile;
  • Jolanda Restano, fondatrice di FattoreMamma e famosa mamma blogger di Filastrocche.it, che insegnerà ai genitori come presentare ai propri figli in modo divertente la tematica del
    risparmio idrico, per iniziare a sensibilizzarli fin da piccoli attraverso il gioco;
  • Atelier del Riciclo, una community di oltre 12.000 persone che condividono uno stile di vita creativo ed ecosostenibile, che dispenserà consigli su come avere un lifestyle
    ecocompatibile, per reinventare l’arredo della propria casa o il proprio guardaroba a costo zero, puntando sul riuso dei materiali;
  • AMREF che parteciperà per illustrare la collaborazione con Aquafresh e raccontare cosa è stato fatto in passato e quali sono i progetti per il futuro.

Al termine delle lezioni, l’Aqua Academy si trasferirà online sul sito www.chiudilrubinetto.it dove saranno messi a disposizione dei
visitatori i contenuti trattati dai “Professori”. In questo modo, tutti potranno seguire le lezioni di sostenibilità ambientale e iniziare a riflettere sui piccoli gesti concreti che si
possono mettere in atto per chiudere il rubinetto dello spreco.

Chiudi il Rubinetto online
Il sito Internet e la pagina Facebook

Anche quest’anno, Aquafresh ha deciso di utilizzare il web come strumento principale per diffondere l’importanza della sostenibilità idrica attraverso www.chiudilrubinetto.it, il sito Internet interamente dedicato al Progetto.

Uno spazio online rinnovato ed arricchito, che raccoglie diverse sezioni, da quelle più informative a quelle ludiche ed interattive, come la sezione “Io prometto” dove vengono proposti
agli utenti una serie di obiettivi per un consumo più consapevole delle risorse idriche ed energetiche (es. chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti e le mani; preferire la doccia
al bagno; raccogliere l’acqua piovana e utilizzarla per innaffiare; utilizzare i riduttori di flusso sui rubinetti; usare sempre la lavatrice e la lavastoviglie a pieno carico; lasciare a casa
la macchina almeno un giorno a settimana; pensare che ogni oggetto che uso diventerà un rifiuto e limitare i comportamenti “usa e getta”, ecc). Per aderire, i visitatori sono invitati a
cliccare su uno o più bottoni e condividere le proprie promesse su Facebook e/o Google ; una dichiarazione simbolica di impegno che una volta condivisa diventa un primo passo per aiutare
il pianeta e coinvolgere più contatti possibile.

Grande visibilità viene riservata, poi, alla sezione dedicata all’impegno di Aquafresh verso il Progetto Scuole Kenya di AMREF, dove è presente una parte di approfondimento sul
contributo di Aquafresh che anche per il 2012 ha deciso di rinnovare il sostegno al Progetto.

Non mancano gli aqua-test – come quello “S.O.S sostenibilità” (per scoprire la propria conoscenza sul tema del risparmio energetico) ed il test “Che goccia sei” (per scoprire la propria
ecopersonalità) – e la sezione “scarica” dove è possibile scaricare i “Tips & Triks”, consigli su come ottenere un significativo risparmio di acqua grazie a piccoli gesti
quotidiani ed un decalogo per il turismo ecosostenibile che, con poche e semplici regole, insegna a comportarsi in modo rispettoso dell’ambiente che ci circonda, anche in vacanza.

Chiudi il Rubinetto è come sempre anche su Facebook con una pagina dedicata dove si possono trovare molte informazioni sul Progetto, immagini e video e dove tutti i fan possono
interagire, lasciare il loro commento, contribuendo così ad aumentare la consapevolezza dell’importanza di una corretta sostenibilità idrica.

All’interno della pagina Facebook di Chiudi il Rubinetto, quest’anno sarà possibile conoscere tutti i dettagli sugli eventi di Aqua Academy, le lezioni, informazioni sugli insegnati, le
foto e i video.

Inoltre, verranno presentati in tempo reale tutti i post della rete relativi alle lezioni di Aqua Academy, per permettere un confronto anche con chi non potrà partecipare.

Chiudi il Rubinetto & AMREF
Aquafresh continua a sostenere il Progetto Scuole Kenya di AMREF

Ad ulteriore riprova dell’importanza che dà alla risorsa idrica e alla sua salvaguardia, anche per il 2012 Aquafresh conferma la propria collaborazione con AMREF.

La donazione prevista, in un’ottica di continuità progettuale, andrà al Progetto Scuole Kenya, lo stesso supportato lo scorso anno, a beneficio delle scuole primarie di Sosoni e
Kagombani situate nel distretto di Magarini (lungo la Costa del Kenya) e delle rispettive comunità.

Il Progetto Scuole Kenya ha gli obiettivi di dotare ogni scuola di acqua potabile, ridurre la diffusione di malattie infettive e parassitarie, migliorare le condizioni igienico-sanitarie,
promuovere l’educazione sanitaria e garantire lo sviluppo sanitario dei bambini nelle scuole elementari e medie in modo da poter aumentare il tasso di scolarizzazione, tutelare i diritti dei
più piccoli e sostenere la partecipazione comunitaria.

Il sostegno di Aquafresh, che si inserisce all’interno di una proficua partnership ormai di lunga data tra GSK e AMREF a livello globale, permetterà di sostenere concretamente il
Progetto Scuole Kenya con la costruzione di una cisterna (completa di grondaie e canalizzazioni) con una portata di 25.000 litri di acqua. L’acqua piovana è una risorsa idrica preziosa
per garantire le corrette condizioni igienico-sanitarie nelle scuole, inoltre è microbiologicamente adatta al consumo umano e, se opportunamente conservata, è utilizzabile da
tutti i bambini nel corso dell’anno.

Grazie all’impegno di Aquafresh, i ragazzi ed il corpo docente avranno a disposizione una fonte idrica sicura, la cui conservazione è garantita nel tempo, per bere e per l’igiene
personale.

Il contributo di Aquafresh renderà anche possibile costruire quattro servizi igienico-sanitari doppi che miglioreranno la salute degli individui perché ridurranno il rischio di
contrarre malattie.

Ma la donazione non si esaurisce nella realizzazione di infrastrutture idriche per le scuole: grazie al contributo di Aquafresh AMREF potrà educare bambini e le comunità al
corretto uso della risorsa idrica e promuovere la salute dedicandosi anche alla formazione di adulti e bambini per diffondere la conoscenza delle buone pratiche igienico-sanitarie tra i membri
delle comunità locali. Gli incontri, organizzati dal personale specializzato di AMREF, riguardano tematiche di importanza vitale per la salute delle famiglie: educazione sanitaria e
ambientale, principali norme igieniche, conoscenza e prevenzione delle malattie trasmesse da acqua contaminata, metodi per un trasporto sicuro dell’acqua, metodi per conservare la risorsa
evitando gli sprechi, tecniche per la coltivazione di orti comunitari e nozioni di microagricoltura.

Il sostegno di Aquafresh si concretizza anche attraverso il sito www.chiudilrubinetto.it dove è presente una sezione dedicata.

AMREF e GSK

AMREF è un partner importante per GSK, con cui collabora dal 1995 per fornire programmi di assistenza sanitaria e prevenzione delle malattie (quali HIV/AIDS) come il Progetto Phase che,
tramite le scuole, insegna ai bambini l’importanza di lavarsi le mani e di altre pratiche di igiene personale, aiutando a ridurre le malattie diarroiche e la diffusione delle infezioni.

Lo Scenario del Progetto Scuole Kenya

La carenza di acqua potabile in Kenya è un’emergenza cronica che si aggrava nei frequenti periodi di siccità che possono anche ripetersi nell’arco di un anno.

Le attività di raccolta dell’acqua sono generalmente affidate ai bambini e ciò richiede ore di marcia alla ricerca di una fonte. Un simile impegno non solo tiene i bambini lontani
dalle scuole ma li espone anche al contagio di malattie gravi trasmesse dall’acqua contaminata, tra cui tifo, colera, dissenteria epatite e gastroenterite.

La salute passa attraverso l’acqua potabile, mezzo efficace per ridurre l’incidenza delle infezioni e delle parassitosi tra i bambini e gli adulti. Gli effetti di ripetuti episodi diarroici nei
più piccoli può portarli alla morte e, nei casi meno gravi, ne compromette il corretto sviluppo psico-fisico in modo permanente.

L’Obiettivo del Millennio numero 7* prevede il dimezzamento della fetta di popolazione mondiale che non gode di un accesso sostenibile all’acqua potabile e ai servizi sanitari di base, il
Progetto di AMREF in Kenya è dedicato proprio a quella fascia di popolazione, maggiormente bisognosa di tutela: i bambini in età scolare.

Bambini senza acqua potabile sono anche bambini più deboli, impoveriti e privati di una prospettiva di vita in salute e incapaci di un pieno godimento delle loro capacità.

AMREF promuove la salute tra i bambini delle scuole del Kenya attraverso la costruzione o il miglioramento di infrastrutture scolastiche e diffondendo tra gli alunni e il corpo docente le
nozioni fondamentali di educazione sanitaria. La scuola ha, infatti, un ruolo centrale nella promozione e miglioramento della salute: i bambini apprendono facilmente, mettono in pratica e
diffondono nella comunità d’origine le regole di igiene che li preserveranno dal contagio da malattie debilitanti.

Le ripercussioni negative sulla salute dei bambini dipendono, in larga misura, anche da condizioni igienico-sanitarie pessime: le scuole del Kenya sono spesso sprovviste di servizi igienici
adeguati e lo smaltimento dei rifiuti organici umani non segue i principi igienici.

AMREF si impegna a costruire servizi igienici sicuri per migliorare la salute degli individui, tutelare la dignità delle persone, facilitare lo sviluppo sociale delle comunità e
generare dei benefici di tipo economico; perché bambini e adulti sani sono anche individui produttivi e capaci di agire per ridurre la povertà.

* I Millennium Development Goals, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, sono otto traguardi che tutti gli Stati membri dell’ONU si sono impegnati a raggiungere, entro il 2015.

I numeri delle scorse edizioni

Chiudi il Rubinetto è un’iniziativa lanciata da Aquafresh nel 2010 per riflettere su quanto l’acqua sia preziosa e su quanto a volte sia facile sprecarla senza neanche rendersene conto.

Basti pensare al semplice gesto di lavarsi i denti: in Italia vengono consumati in un anno ben 292,5 miliardi di litri d’acqua solo per questa semplice e importante abitudine di igiene orale*
(un volume d’acqua pari a ben 265 volte quella che può contenere il Colosseo o a 112 piramidi di Cheope).

Il dato che fa maggiormente riflettere è come tanta di quest’acqua venga persa senza essere in realtà utilizzata, dato che il 36% degli italiani lascia il rubinetto aperto mentre
si spazzola i denti**.

Per questo Aquafresh ha lanciato nel 2010 l’iniziativa Chiudi il Rubinetto, un invito a ragionare sui piccoli gesti quotidiani che possono ridurre il proprio impatto idrico nell’ambiente
domestico del bagno proprio a partire dal lavarsi i denti, attraverso una conferenza stampa che ha ottenuto il Patrocino del Comune di Milano e a cui hanno partecipato L’Assessore all’Ambiente
del Comune di Milano e il Direttore Area Acquedotto di Metropolitana Milanese

L’edizione del Progetto Chiudi il Rubinetto 2011, ha invece visto la collaborazione tra Aquafresh ed EcoWorldHotel, la prima Catena Alberghiera Italiana eco-friendly che raggruppa strutture
turistico-alberghiere eco-sostenibili e certificate in un’ottica di risparmio di consumi e abbattimento dei costi. Aquafresh ha dato vita al “B&B Aquafresh”: quattro stanze in quattro hotel
– due a Milano, una Roma e una Firenze – dove i clienti venivano sensibilizzati al corretto utilizzo dell’acqua e ricompensati per i loro comportamenti virtuosi.

Le adesioni a Chiudi il Rubinetto sono state numerosissime.

Si contano addirittura più di 10.000 persone che hanno dichiarato, tramite il sito dedicato, di impegnarsi a chiudere il rubinetto mentre si lavano i denti.

Questo impegno collettivo corrisponde ad un risparmio teorico di 40.000 litri di acqua per ogni lavaggio di denti, cioè 33 milioni di litri d’acqua virtuale all’anno: circa 13 piscine
olimpioniche!

Pur trattandosi di numeri virtuali, si tratta di una testimonianza forte di quanto l’iniziativa sia riuscita a far emergere una tematica importante e di come si stia diffondendo la
consapevolezza che basta veramente un semplice gesto per cominciare a fare la differenza.

La stessa presenza dei materiali del progetto numerosi punti vendita della grande distribuzione ha contribuito alla diffusione del messaggio.

*Dati interni GSK

**Il consumo d’acqua nella popolazione italiana durante l’operazione di lavaggio denti – GFK Eurisko 2009

Approfondimenti

Cos’è l’ “impronta idrica”

L’acqua è una risorsa preziosa, che utilizziamo nelle più disparate attività quotidiane, come lavare, cucinare e naturalmente bere.

Ad una più attenta osservazione scopriremo che il nostro utilizzo d’acqua non si ferma qui. Se consideriamo, infatti, la quantità di acqua dolce utilizzata per creare beni di
consumo, ad esempio andando a vedere quanta acqua viene impiegata per trasformare le materie prime o per generare l’elettricità che alimenta il processo di produzione, scopriremo che
tutti gli oggetti di cui ci circondiamo portano con sé un loro contenuto d’acqua, detto “acqua virtuale”, “impronta idrica” o “water footprint”.

Il primo a teorizzare il concetto di acqua virtuale è stato il professor John Anthony Allan del King’s College London e School of Oriental and African Studies, nel 1993.

E’ stato in seguito il Prof. Arjen Y. Hoekstra a raffinare questa teoria, creando l’indicatore dell'”Impronta Idrica”. Secondo la teoria del water footprint l’acqua virtuale insita in un
prodotto può essere scorporate in tre componenti:

1. “Green Virtual Water” – la quantità di acqua piovana che evapora durante il processo produttivo. Rilevante soprattutto in agricoltura, indica l’acqua piovana che va ad evaporare dal
terreno durante la crescita delle colture. In ottica di sistema allargato è importante considerare la “green virtual water”, perché si tratta di acqua che viene sottratta alle
falde acquifere e ai fiumi (e ovviamente all’ecosistema che su di essi si basa), perché intrappolata dalle colture agricole.

2. “Blue Virtual Water” – il volume d’acqua, di superficie o di falda, che evapora nel corso del processo produttivo. Nel caso delle coltivazioni agricole si tratta dell’acqua di irrigazione
evaporata dal terreno più quella evaporata dai canali di irrigazione e dalle riserve artificiali. Per i prodotti industriali si intende invece la quantità di acqua evaporata e
che, prelevata dalle falde o dai bacini idrici, non viene re-immessa nel sistema idrico dalla quale proviene.

3. “Grey Virtual Water” – si tratta del volume d’acqua che si va ad inquinare nel corso del processo produttivo. Si calcola considerando la quantità d’acqua necessaria per diluire gli
agenti inquinanti immessi nel sistema idrico, come ad esempio l’acqua che un’industria deve utilizzare per diluire determinati agenti chimici inquinanti.

Ecco perché bere una tazzina di caffè da 125 ml., ad esempio, significa in realtà bere 140 litri di acqua virtuale*. In altre parole dietro ogni goccia di caffè si
nascondono più di 1.100 gocce d’acqua, che sono servite a crescere e a lavorare la pianta da cui i chicchi provengono**. Una t-shirt di cotone porta con se 2.000 litri d’acqua virtuale,
mentre un kilo di carne di manzo necessita addirittura di 15.500 litri***.

* “The water needed to have the Dutch drink coffee”, 2003 A.K. Chapagain, A.Y. Hoekstra

** “The water needed to have the Dutch drink coffee”, 2003 A.K. Chapagain, A.Y. Hoekstra

***”Water footprints of nations: Water use by people as a function of their consumption pattern”, 2007, Hoekstra A.Y., Chapagain A.K

“Le ricerche di Aquafresh sull’impronta idrica di Tripla Protezione”

Gli studi effettuati da Aquafresh per misurare in dettaglio il suo stesso impatto idrico – e in particolare l’utilizzo dell’acqua lungo le diverse fasi di vita del dentifricio Aquafresh Tripla
Protezione da 75ml – sono stati condotti da WSP Group plc, agenzia di consulenza specializzata in conservazione e miglioramento ambientale.

Tali ricerche hanno preso in considerazione l’acqua insita nelle seguenti fasi del ciclo di vita del prodotto presso l’impianto di produzione di Maidenhead, in Inghilterra:

1. materie prime;
2. packaging;
3. acqua necessaria al funzionamento degli impianti;
4. fase di utilizzo del prodotto da parte del consumatore (partendo dall’ipotesi che il 50% dei consumatori inglesi lasci il rubinetto aperto mentre si lava i denti).

I risultati hanno messo in luce come sia proprio nella fase di utilizzo del dentifricio che si concentra la maggior parte dell’impatto idrico, pari a 281 litri per singolo tubetto di
dentifricio: il 99,97% dell’intera impronta d’acqua del prodotto.

L’impegno di GlaxoSmithKline rispetto alla razionalizzazione nell’uso dell’acqua

GlaxoSmithKline (GSK), la casa madre di Aquafresh, è molto impegnata dal punto di vista della responsabilità sociale e della sostenibilità ambientale.

Per quanto riguarda il problema idrico, GSK ha avviato una procedura di razionalizzazione dell’uso dell’acqua con l’obiettivo di ridurre l’utilizzo di acqua per unità di vendita del 2%
all’anno, raggiungendo già nel 2008 l’obiettivo che era stato prefissato per il 2010. Nel 2009 sono stati risparmiati altri 480 milioni di litri portando così ad una riduzione del
15% nell’uso della risorsa idrica rispetto al 2006.

Nel 2009 sono infatti stati consumati 19,02 miliardi di metri cubi d’acqua, contro i 22,01 miliardi di metri cubi del 2006.

Questi risultati, che si riferiscono all’intera GSK, sono stato ottenuti grazie a processi di conservazione dell’acqua e di maggior efficienza nel processo produttivo.

Se guardiamo allo specifico di Aquafresh, nell’impianto in cui viene prodotto in Inghilterra è stata raggiunta una riduzione assoluta del 4,4% nell’utilizzo di acqua, che diventa del 15%
se normalizzata rispetto alla crescita della produzione. La maggior parte di questa riduzione si è raggiunta nel 2010 ottimizzando i processi di pulizia dei macchinari. Altri progetti
sono in dirittura di arrivo come quello, ad esempio, per completare il processo di riciclo dell’acqua, con risparmi stimati pari a 11 milioni di litri per anno.

Inoltre GSK è firmataria del “UN Global Compact’s CEO Water Mandate”, uno schema di misurazione e riduzione dell’impatto idrico delle aziende patrocinato dall’ONU.

Un impegno che testimonia l’importanza che GSK e Aquafresh danno alla risorsa idrica come base per una qualità di vita accettabile e sana in tutto il mondo.

Lo “UN Global Compact’s CEO Water Mandate” impegna GSK a:

  • migliorare la propria performance idrica presso i propri impianti produttivi e lungo la supply chain;
  • lavorare con altre organizzazioni e con le istituzioni per incoraggiare pratiche e policy di sostenibilità idrica;
  • collaborare con le comunità locali in cui GSK opera per sensibilizzare e concretamente aiutare riguardo al problema dell’acqua;
  • essere puntale e trasparente nella reportistica riguardante l’utilizzo dell’acqua.

Buoni propositi per risparmiare acqua

Chiudere il rubinetto quando ci si lava i denti e le mani: si risparmia fino a 4 litri d’acqua ogni volta!

Preferire la doccia al bagno: per riempire la vasca da bagno occorrono circa 100 litri d’acqua, per farsi una doccia circa la metà… un bel risparmio!

Installare un sistema con doppio pulsante di scarico per diminuire l’acqua del getto: il 30% del consumo idrico di un’abitazione è dovuto al WC, circa 10 litri ogni volta che si preme il
pulsante … meglio poter scegliere la quantità d’acqua che realmente serve!

Raccogliere l’acqua piovana e utilizzarla per innaffiare

Utilizzare i riduttori di flusso sui rubinetti: permette di risparmiare fino al 50% del consumo d’acqua.

Farsi la barba in modo ecologico: riempiendo il lavabo a metà in modo da non usare l’acqua corrente. Per farsi la barba lasciando aperto il rubinetto si consumano fino a 25 litri d’acqua
… tutti i giorni!

Chiudere il rubinetto quando ci si lava i capelli: lasciare il rubinetto aperto mentre ci si sfrega la cute con lo shampoo non rende i capelli più forti, fa solo sprecare tanta acqua!

Usare sempre la lavatrice e la lavastoviglie a pieno carico: così si fanno meno lavaggi e si consuma meno acqua e meno energia elettrica. Un bel risparmio… non solo per l’ambiente!

Annaffiare le piante con l’acqua già utilizzata per lavare frutta e verdura

Evitare l’uso del trita-rifiuti o dissipatore di rifiuti da lavello: anche se si tratta di rifiuti “organici”… inquinano! E le particelle possono sedimentare e col tempo ostruire le
tubazioni… (in alcuni comuni sono addirittura vietati)

Fare la spesa “alla spina”: latte, pasta, farina, legumi … persino i detersivi! Sempre più negozi si stanno attrezzando per vendere questi prodotti sfusi. L’imballo inquina e costa!
Basta solo ricordarsi il contenitore!

Chiamare l’idraulico per riparare il lavandino che perde: 1 goccia al secondo, 60 gocce ogni minuto, 13 litri ogni giorno, 400 litri in un mese, 4800 litri in un anno … chi l’avrebbe mai
detto?

Lasciare a casa la macchina almeno un giorno a settimana: quel collega abita vicino a noi e fa i nostri stessi orari di lavoro: perché non fare il viaggio in compagnia su una sola auto?
Ecco cos’è il car pooling!

Usare contenitori di vetro per conservare i cibi invece dei fogli di alluminio: anche se è riciclabile, l’alluminio è un rifiuto! I contenitori di vetro invece possono essere
usati un’infinità di volte

Pensare che ogni oggetto che uso diventerà un rifiuto: usa e getta? No grazie!

Un esempio? Borse di cotone invece delle buste di carta: non si rompono e possono essere riusate a lungo

Curiosità sull’acqua

• Sulla terra ci sono ben 1,4 miliardi di Km3 d’acqua. Il fatto che ci sia tanta acqua sul pianeta non significa però che ci sia altrettanta acqua dolce. Solo il 2,5% è
infatti acqua non salata. (Source: United Nations Environment Programme – UNEP)

• Se dividessimo la superficie terrestre in 100 quadratini uguali, ben 71 di questi sarebbero occupati DA acqua (Source: Barnes-Svarney, Patricia. The New York Public Library Science Desk
Reference, p. 372.)

• Sono ancora tante le persone che non hanno regolare e sufficiente accesso all’acqua: ben 1,1 miliardi, più di una persona ogni sei (UN World Water Deevlopment report)

• Il consumo medio italiano procapite di acqua per uso domestico è di 250 litri al giorno, si tratta di una delle medie più alte nel mondo (Istat:”Censimento delle risorse
idriche a uso civile per l’anno 2008″)

• Un rubinetto che perde 30 gocce al minuto, in un mese arriva a perdere 200 litri d’acqua, pari a 2.400 litri d’acqua l’anno (fonte: Greencross Italia)

• Il buono stato delle tubature che portano l’acqua fino al rubinetto di casa è un elemento importante per risparmiare acqua; basti pensare che un foro di un millimetro in una
tubatura può causare una perdita d’acqua giornaliera di ben 2.328 litri di acqua potabile al giorno (fonte: Legambiente Arcipelago Toscano)

• Sarebbe buona norma lavarsi i denti per due minuti. Non è altrettanto buona norma lasciare il rubinetto aperto mentre ci si lava i denti. Si sprecano infatti 5 litri al minuto,
pari a 10 litri nei due minuti di lavaggio consigliato. Questo significa che se ci laviamo i denti 3 volte al giorno sprechiamo ben 30 litri d’acqua quotidianamente, pari a 900 litri al mese
(fonte: stima GSK)

• Più del 30% dei consumi idrici casalinghi sono riconducibili all’utilizzo dello sciacquone, che consuma in media 10 litri di acqua ad ogni utilizzo (Legambiente Arcipelago
Toscano)

Ricerca GFK EURISKO
Il consumo d’acqua nella popolazione italiana durante il lavaggio dei denti

Nel 2010, Aquafresh ha realizzato una ricerca in collaborazione con GFK Eurisko* per indagare sulle abitudine della popolazione italiana relative al consumo di acqua mentre ci si lava i denti.

La ricerca è stata condotta su un campione rappresentativo di 1000 famiglie italiane, per un totale di circa 2600 individui di età compresa fra i 13 e i 65 anni, alle quali
è stata posta una batteria di domande per analizzarne i comportamenti nel lavarsi i denti e nell’attenzione che hanno nel consumo dell’acqua.

La ricerca rivela, innanzitutto, che gli abitanti dello stivale sembrano avere buone abitudini relativamente alla propria igiene orale: il 44% degli intervistati afferma infatti di lavare i
denti 2 volte al giorno, quasi il 40% tre o più volte, e solo un 15% una sola volta al giorno.

Incoraggiante è anche l’attenzione al consumo di acqua. I 2/3 degli intervistati ha infatti l’abitudine di chiudere il rubinetto mentre si lava i denti, e comunque, anche fra coloro che
dichiarano di non chiuderlo, vi è un orientamento comune a tenerlo aperto solo a metà – circa il 44% – e anche meno di metà per il 40% dei casi.

Aquafresh inoltre, ha voluto ottenere risposte anche relativamente all’attenzione sul consumo di acqua della popolazione italiana rispetto al passato. I risultati ottenuti sono soddisfacenti:
vi è un concorde riconoscimento di maggiore attenzione al risparmio idrico sia a livello individuale che collettivo.

Circa i 2/3 degli intervistati affermano infatti di essere molto più attenti rispetto al passato. Questo atteggiamento di maggiore attenzione, viene individuato anche con generale
riferimento alla popolazione italiana.

In conclusione è quasi unanime il riconoscimento della necessità e dell’importanza di un risparmio idrico per il futuro: lo affermano infatti il 95% degli intervistati.

*Il consumo d’acqua nella popolazione italiana durante l’operazione di lavaggio denti – Gennaio 2009

Redazione Newsfood.com+WebTv