Arrestato Carmine Vincenzo Catapano, mente del “Gruppo Catapano”

Arrestato Carmine Vincenzo Catapano, mente del “Gruppo Catapano”

E’ stato eseguito un mandato di arresto europeo a Valencia, in Spagna, nei confronti di Carmine Vincenzo Catapano, mente della holding Gruppo Catapano di Napoli che “svuotava” fraudolentemente
aziende in crisi. Un’azione congiunta dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Padova e del Comando di compagnia di Este (PD), di Interpol e polizia locale, ha consentito di far scattare le
manette ai polsi all’amministratore del gruppo.

Carmine Vincenzo Catapano era l’unico indagato che era riuscito a sfuggire all’arresto nell’inchiesta sulla holding campana specializzata nel “manlevare” aziende attraverso procurata bancarotta,
truffa e falso in atto pubblico con operazioni economiche illecite.

L’organizzazione era già stata sgominata nel marzo scorso: erano stati emessi oltre 14 provvedimenti di custodia cautelare, a conclusione delle indagini condotte dai carabinieri di Este,
ma Catapano era riuscito a raggiungere  Valencia, in Spagna, dove poteva contare sull’appoggio di “persone fidate” attraverso le quali continuava a gestire gli affari della holding.

Ecco il Comunicato Stampa pervenutoci dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Padova:
Oggetto:     Fw: 14.05.2011 – Padova – CARABINIERI – INVITO CONFERENZA – Arresto CATAPANO in Spagna
Data:     14 maggio 2011 10:16:16 GMT+02:00


VALENCIA (SPAGNA) ARRESTATO IL N. 1 DELLA HOLDING “CATAPANO”. SFUGGITO AL BLITZ DEL MARZO SCORSO, SI ERA RIFUGIATO A VALENCIA (SPAGNA) DA DOVE CONTINUAVA A GESTIRE GLI “AFFARI DI
FAMIGLIA”
.

Lo scorso 28 marzo, era riuscito, con grande abilità, a sottrarsi alla cattura attuando un piano di fuga – verosimilmente già pianificato – che gli consentiva di lasciare
rapidamente il territorio nazionale e rifugiarsi in Spagna, più precisamente a Valencia, dove poteva contare sull’appoggio di qualche suo fidato per portare aventi la gestione degli
“affari di famiglia”.

Questa notte, a conclusione di un’ininterrotta attività di ricerca condotta congiuntamente, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Padova e del Comando
Compagnia di Este (PD) sono riusciti infine a localizzarlo e a trarlo in arresto, in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo (MAE) – emesso a tempo di record dal GIP di Padova
Dott.ssa Paola CAMERAN su richiesta del Sost. Proc. Dott.ssa Paola DE FRANCESCHI – grazie al fattivo supporto, nella fase esecutiva, della III Divisione INTERPOL del Servizio
per la Cooperazione Internazionale di polizia e dell’UNITÀ DELINQUENZA SPECIALIZZATA E VIOLENTA (UDEV) della Polizia di Valencia.

Le manette sono scattate ai polsi del NUMERO 1 della holding: si tratta infatti proprio di CATAPANO Carmine Vincenzo, 41enne di Ottaviano (NA), Amministratore unico delle
Società appartenenti al “Gruppo CATAPANO”, mente criminale della finanziaria al cui interno si nascondeva una vera e propria associazione per delinquerefinalizzata alla procurata
bancarotta, truffa, falso in atto pubblico mediante operazioni economiche illecite tese allo “svuotamento” delle aziende in crisi.

L’organizzazione è stata sgominata grazie alla certosina attività investigativa dei Carabinieri della Compagnia di Este (PD) e in particolare della Stazione di Carmignano di
Sant’Urbano (PD), culminata nel blitz condotto dai Carabinieri di Padova lo scorso mese di marzo 2011, su tutto il territorio nazionale, con l’esecuzione di ben 14 ordinanze di custodia
cautelare in carcere.

All’atto della cattura, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Padova – accreditati dalla Divisione INTERPOL – e i colleghi spagnoli hanno rivenuto nel suo rifugio due valigie accuratamente
preparate e pronte per un ulteriore spostamento. Dagli accertamenti è emerso, infatti, che il catturando utilizzava più schede telefoniche spagnole e si spostava con una
frequenza bisettimanale. Negli ultimi 15 giorni aveva alloggiato prima in un residence e, da poco, si era trasferito in un appartamento affittato da un favoreggiatore.

L’arresto del CATAPANO ed il rinvenimento di altro materiale ritenuto di eccezionale valenza potrebbe aprire nuovi scenari investigativi interessanti per il prosieguo dell’indagine “MANLEVA”. Il
CATAPANO è stato immediatamente associato al carcere di Valencia in attesa  di un provvedimento di estradizione.

Redazione Newsfood.com + WebTV

Riportiamo anche il comunicata del 28 u.s.

VECCHIO COMUNICATO
del 28 marzo 2011
ripreso da tutte le testate NAZIONALI
 
 Comando Provinciale Carabinieri Padova
Ufficio Stampa
[email protected]
tel. 049.852.5575

Origine dell’indagine:
L’indagine ha avuto origine nel febbraio 2010 a seguito di un intervento dei Carabinieri di Este (PD) presso un capannone di tale Sergio PERUFFO, cl. 1946, titolare di una società
dichiarata in fallimento: la ARES S.r.l. di Este (PD). L’accesso consentiva di documentare il tentativo di sottrarre i beni della società ai creditori grazie all’intervento di mediazione
condotto dal Gruppo CATAPANO di Napoli.
I primi riscontri investigativi consentivano di eseguire, nell’aprile del 2010, una prima misura restrittiva nei confronti del PERUFFO tratto in arresto su o.c.c. per bancarotta fraudolenta,
truffa e falsità in scrittura privata (dettagli in allegato).
L’avvio dell’indagine però consentiva di far emergere in modo inequivocabile che la mediazione dei CATAPANO presso la ARES rientrava in un strategia criminale di più ampio respiro
che vedeva coinvolte molte società sparse su tutto il territorio nazionale, con connessi enormi guadagni per il Gruppo stesso.

Modus operandi:
Il Gruppo CATAPANO, attraverso dei referenti locali, propone ad aziende in difficoltà dei progetti di salvataggio – rivelatisi fraudolenti – ottenendo dei significativi compensi. Le
trattative in corso sono numerose e molte di queste sono già state concluse, con le stesse modalità operative – specialmente per quelle che hanno iniziato i contatti con il Gruppo a
partire dal 2008 – che hanno portato al fallimento della ARES S.r.l.. Invece, le società che hanno avuto contatti recenti con il sodalizio criminoso, risultano per lo più “inattive
o cancellate”, trasferite in località remote, presso domicili inesistenti o presso società di domiciliazione (mail boxes), in attesa degli eventi o, meglio ancora, in attesa che
trascorra il periodo previsto per legge per evitare il fallimento (un anno dalla comunicazione della cessazione dell’attività, presupposto essenziale perché l’operazione posta in
essere possa ritenersi conclusa con “successo”, sia per gli imprenditori utilizzatori del servizio – che evitano così di onorare gli impegni presi verso i creditori e in particolare verso
l’Erario – sia per gli indagati che possono incassare senza problemi il compenso pattuito dilazionato nel tempo.
I contatti vengono gestiti sul territorio dai vari “coordinatori”, i quali hanno il compito di presentare l’azienda al responsabile commerciale del Gruppo, fungendo da semplici mediatori. Di
regola, si tratta di persone che operano nel settore della “mediazione creditizia”, regolarmente iscritti all’albo, alle quali, nel momento in qui parte il progetto, viene riconosciuta una
parcella, di regola fatturata dalla società LETIMAT S.a.s..
la soluzione proposta alle società in difficoltà è sempre la stessa:
sostituzione dell’amministratore unico con un nuovo soggetto indicato dal Gruppo CATAPANO (cd. “testa di legno”);
redazione contestuale di un verbale di assemblea straordinaria della società, in cui l’amministratore pro tempore afferma di rinunciare a ripianare i debiti e di lasciare tale incombenza
agli amministratori subentranti (cd. “uomo di paglia”) i quali, sulla carta, assumono la carica di legali rappresentanti;
modifica della denominazione sociale della società;
trasferimento della sua sede in luoghi prescelti secondo criteri dettati da motivi di opportunità, decisi a priori;
rilevamento delle quote della società, nello stato di fatto in cui si trovano, manlevando da ogni impiccio/responsabilità gli ormai ex titolari delle società i quali,
rassicurati dai “mediatori”, iniziano a pagare il significativo compenso richiesto (15% del passivo calcolato con pagamento dilazionato nel tempo fino ad un massimo di 36 mesi. Inoltre il Gruppo
esige anche i crediti in essere dell’azienda, che vengono immediatamente pretesi dagli indagati attraverso le società finanziarie ad essi collegate), convinti che il Gruppo si
adopererà per gestire, attraverso le varie società finanziarie ad esso collegate, le problematiche che si presenteranno;
l’effettivo svuotamento della società attraverso la contestuale costituzione di nuove, di regola due società di capitali, di cui:
.    una sottoposta al diritto straniero (S.r.l. e Ltd), con amministratori unici indicati dall’imprenditore, il quale provvederà a girare alla stessa gli
utili/positività (beni immobili, macchinari di proprietà o in leasing, attrezzature, marchi ed altri cespiti), attraverso operazioni finanziarie curate ad hoc dagli stessi
sodali;
.    una italiana, di fatto inesistente, su cui far confluire tutti le debiti/passività.
In tal modo, il Gruppo illude gli imprenditori di poter continuare a gestire l’attività imprenditoriale senza il peso dei “debiti”. All’interno della nuova società, di regola
inglese (LTD), vengono trasferiti i patrimoni personali e dei garanti (generalmente si tratta di trasferimenti di immobili nell’ambito di operazioni fiduciarie o di trust);
la creazione di domicili fittizi cui far recapitare la corrispondenza, successivamente fatta sparire, sia delle società in dissesto, sia della società di nuova
costituzione. 
Attraverso l’attività investigativa si è accertato che alcuni componenti del sodalizio criminale prediligono l’utilizzo di più caselle di posta elettronica e di utenze
telefoniche ad essi non riconducibili, tramite l’utilizzo di nomi falsi o ingannevoli, con il solo scopo di rendere difficoltoso l’emergere del loro coinvolgimento nelle attività. Il
linguaggio utilizzato nelle comunicazioni è intenzionalmente criptico, teso ad evitare ogni diretto riferimento agli argomenti che si vogliono tenere riservati.
Per quanto riguarda la Provincia di Padova, i riscontri hanno interessato le ditte:
Zetatre S.r.l. di San Giorgio in Bosco (PD);
Paolo De Nicola S.p.A. di Cittadella (PD);
Emmepi Costruzioni Generali S.A.S. di Maserà di Padova (PD);
Confezioni Maglieria Rosanna di Rubano (PD).
Fuori Provincia, l’indagine ha riguardato invece principalmente le società:
Centro Pulitura Metalli S.R.L. di Ceggia (VE)
Talmec S.r.l. di Vignola (MO)
Eurologis S.r.l. di Chieti

Sintesi condotte riconducibili ad avvocati e notai compiacenti
L’attività riconducibile ai notai riguarda prevalentemente il trasferimento di beni a società di comodo. Per gli avvocati, invece, quando il curatore inviava una raccomandata a/r ed
una e-mail allo studio dell’avvocato, chiedendo di essere contattato urgentemente, la ricevuta di ritorno non veniva restituita. L’avvocato rispondeva inviando una e-mail da un indirizzo di posta
elettronica che, dagli accertamenti è risultato in uso ai CATAPANO e più precisamente in partenza dall’abitazione dei CATAPANO. Nella mail l’avvocato riferisce che il suo studio
è ora in Napoli ma nell’indicare l’utenza telefonica precisa che, spesso, il suo numero di telefono va in disservizio. Tutti i diversi numeri di telefono comunicati con la “tecnica della
e-mail” non hanno mai consentito di contattare l’avvocato che invece entra in scena quando il Gruppo ha necessità di risolvere problematiche legali o civilistiche. In questo caso,
accompagna il nuovo (falso) amministratore presso lo studio della curatrice e scarica tutte le responsabilità sulla mancata presenza dell’ex amministratore (colpito dal fallimento) che
è persona a lui nota e che incontra liberamente, in più occasioni, soprattutto per sollecitarlo nel trasferimento dei beni. Riferisce, inoltre, diligentemente tutto ai CATAPANO con
i quali si mantiene in costante contatto.

Organigramma del “gruppo”

Attività investigativa:
Si tratta di una indagine unica nel suo genere per l’Arma dei Carabinieri e per la specificità dei riscontri ottenuti. Un lavoro paziente e certosino, durato più di un anno,
condotto dai Carabinieri della Compagnia di Este coadiuvati – in fase esecutiva – dai colleghi del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Padova. I pesanti riscontri investigativi
ottenuti circa le condotte criminose di vertici e gregari del gruppo criminale, hanno consentito alla Dott.ssa Paola DE FRANCESCHI, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di
Padova titolare dell’inchiesta, di richiedere al G.I.P., Dott.ssa Paola CAMERAN, l’emissione di 15 ordinanze di custodia cautela in carcere per associazione per delinquere finalizzata ai reati di
procurata bancarotta fraudolenta – patrimoniale e documentale -, truffa e falso in atto pubblico.
I provvedimenti e le perquisizioni sono stati eseguiti nella prime ore di questa mattina, in varie località delle Province di Napoli, Caserta, Salerno, Milano, Pisa, Pistoia e Siena, con
la collaborazione, nella fase esecutiva, di altri Reparti competenti territorialmente. In manette sono finiti: 
CATAPANO Giuseppe, 46enne di Ottaviano (NA), già noto alle FFPP, il fondatore della holding denominata “GRUPPO CATAPANO”, attiva in diversi settori finanziari. Attualmente neo rettore
dell’Università Popolare degli Studi di Milano e Presidente dell’associazione no-profit denominata “O.P.E. (Osservatorio Parlamentare Europeo e del Consiglio d’Europa)” con sede virtuale a
Roma, in piazza Del Popolo n. 18;
CASSIOLI Alessandro, 50enne di Cascina (PI), noto alle FFPP, il responsabile commerciale. Già direttore di banca, aveva il compito di gestire l’intero portafogli clienti. Utilizza la sua
esperienza e le proprie conoscenze nel mondo finanziario per creare, direttamente o per il tramite dei vari “agenti” sparsi sul territorio nazionale, il contatto con le aziende che versano in
difficoltà per poi, verificata la fattibilità, procedere all’operazione di “manleva” utilizzando le varie società del “gruppo”;
MONTANINO Luca, 36enne di Palma Campania (NA), il consulente dell’azienda. Commercialista e socio fondatore del citato O.P.E., fornisce, in maniera continuativa, il supporto tecnico di consulenza
all’organizzazione, curando le varie fasi delle operazioni. In particolare prepara il trapasso dalla società decotta alla nuova società che potrà essere: fittizia,
amministrata da un prestanome o domiciliata all’estero;
GAMMONE Cristoforo, 47enne di Palma Campania (NA), il referente per l’estero fino all’agosto 2010. È cognato di CATAPANO Carmine Vincenzo ed è stato amministratore unico di alcune
società inglesi VICTORIA BANK Ltd e TELEGRAPH ROAD Ltd, utilizzate come banche d’affari (Merchant Bank), per  mascherare le illecite operazioni finanziarie;
BUONAIUTO Elio, 63enne di Ottaviano (NA), noto alle ffpp: L’AVVOCATO. Socio fondatore dell’o.p.e., presta la sua assistenza legale per  difendere i componenti del “gruppo” e, qualora
necessario, per rassicurare i clienti ed assistere i prestanome nei loro incontri con i curatori fallimentari;
RIZZIERI Bruno, 47enne di Castelvoturno (ce), è il luogotenente di CATAPANO Giuseppe. Recluta i soggetti che faranno da “prestanome” e controlla che, divenuti “nuovi amministratori” delle
società, si limitino ad eseguire alla lettera le istruzioni che sono state loro impartite. Attualmente è il referente estero della VICTORIA BANK;
pAGLIARO Emilio Giuliano, 36enne di Mondragone (CE) prestanome della “Elettro srl” già “Ares Srl” di Este (pD);
BALZANO Carmine Gioacchino, 35enne di Torre Annunziata (NA), prestanome della società “bal.gia. srl” di Roma e “eurologis s.r.l.” di Chieti;
CONTESTABILE Giuseppina Fiorella, 52enne di Mondragone (CE), prestanome della società “bal.gia. srl”di Roma e “eurologis s.r.l.” di Chieti;
GRIPPO Maria Rosaria, 43enne di Mondragone (ce), prestanome di varie società tra cui la “zetatre s.r.l.”, “giubilee bank ltd”, “giubilee and engeniering srl” già “paolo de nicola
s.p.a.” di Cittadella (pd);
LOFFREDO Antonio, 45enne di Mondragone (ce), prestanome della “s.i.c.e. srl” di Mondragone (ce) e “zetatre s.r.l.” di San Giorgio In Bosco (pd);
PISTILLO Anna Maria, 28enne di Mondragone (ce), prestanome della “pistia Srl” già “c.p.m. srl” di Ceggia (ve) e “mapis srl” di Fucecchio (fi);
CASCARINO Salvatore, 28enne, di Mondragone (CE), prestanome della “ca.sca. s.a.s.” già “mp costruzioni generali s.a.s.” di Maserà di Padova (pd);
MIGLIORE Irene, 43enne di Mondragone (ce), prestanome della “metal srl” già “talmec srl” di Vignola (mo).
Nel medesimo contesto, sono state eseguite perquisizioni locali delegate presso i luoghi di domicilio di altri 16 indagati in stato di libertà, costituiti da “prestanomi”, liberi
professionisti compiacenti e imprenditori falliti, legati al “gruppo” ed è stato sequestrato materiale documentale e informatico di notevole interesse investigativo.

Padova, 28 marzo 2011.
 

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