Occorre introdurre l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta e rafforzare i controlli alle frontiere per evitare che, come è già accaduto nel passato, venga importato
illegalmente in Europa ed in Italia il riso geneticamente modificato prodotto negli Stati Uniti dove  le autorita’ americane hanno dato via libera per la produzione sperimentale del primo
esemplare di pianta di riso contenente geni provenienti dall’ uomo. E’ questo l’allarme lanciato dalla Coldiretti con riferimento all’approvazione da parte del dipartimento all’agricoltura
degli Stati Uniti della coltivazione di 1215 ettari di terreno nel Kansas (USA) dell’ultimo “cibo-Frankestein”, il riso con i geni umani,  realizzato da una  compagnia biotecnologica
californiana denominata Ventria. Se l’obiettivo è quello di combattere la diarrea infantile, anche dal mondo scientifico – sottolinea la Coldiretti – emergono forti preoccupazioni per i
rischi di contaminazioni delle produzioni tradizionali e per il fatto che l’inquinamento della catena alimentare possa provocare reazioni allergiche alle persone sensibili a certi tipi di
proteine. Verranno coltivati tre diversi tipi di riso contenente geni umani che possono portare alla  produzione di tre proteine umane: due di loro (lactoferrina e lisozima) contengono
sostanze che combattono i batteri e sono  trovate di solito nella saliva e nel latte materno, mentre un terzo tipo di riso produce sieroalbumina, una proteina del sangue. La decisione
delle autorità statunitense avviene – ricorda la Coldiretti – dopo che pochi mesi fa sono state scoperte in tutta Europa (tra l’altro in Francia, Svezia, Germania, Austria e Gran
Bretagna) partite di riso importate illegalmente dagli Stati Uniti, dove si è verificata una diffusa contaminazione delle coltivazioni con Organismi Geneticamente Modificati non
autorizzati (OGM LL 601). Uno scandalo gravissimo che – sottolinea la Coldiretti – ha portato gli stessi agricoltori statunitensi di citare in giudizio la società produttrice delle
sementi contaminate e al blocco delle importazioni di riso americano da parte del Giappone mentre in Europa sono state introdotte severe procedure di controllo per l’isolamento ed il ritiro del
riso contaminato. Di fronte alle nuove sperimentazioni, dalle clonazioni ai cibi con i geni umani, con la globalizzazione degli scambi alimentari, servono – continua la Coldiretti – misure
strutturali per la trasparenza come l’obbligo di indicare l’origine in etichetta per favorire i controlli, consentire ai consumatori di fare scelte di acquisto consapevoli, ma anche per
valorizzare la produzione Made in Italy che è totalmente garantita per l’assenza di Ogm. L’Italia, che è il primo produttore di riso in Europa e detiene la leadership nella
qualità e sicurezza alimentare, ha la responsabilità – sottolinea la Coldiretti – di svolgere un ruolo trainante nell’impegnare l’Unione Europea verso scelte che salvaguardino i
consumatori e i produttori agricoli.  La produzione nazionale di riso viene realizzata su oltre 220mila ettari di terreno e con circa 1,4 milioni di tonnellate rende l’Italia – precisa la
Coldiretti – praticamente autosufficiente per quanto riguarda i consumi con le importazioni dagli Stati Uniti che nel 2006 sono state pari ad appena 7,5 milioni di chili. Secondo un recente
sondaggio Eurobarometro – conclude la Coldiretti – il 62 per cento dei cittadini europei e il 77 per cento di quelli italiani sono preoccupati della presenza di organismi geneticamente
modificati (Ogm) negli alimenti.

Fonte: www.coldiretti.it