Le aziende che vorranno ricevere sgravi contributivi e benefici normativi dal 1 luglio dovranno avere la “patente”. Come previsto dalla Finanziaria per il 2007, a partire da quella data
entrerà in vigore il Durc (Documento unico di regolarità contributiva): una certificazione che serve ad attestare la regolarità degli oneri previdenziali, assistenziali e
assicurativi da parte dell’impresa.
Il documento viene già richiesto a tutte le aziende che vogliano ricevere i finanziamenti comunitari.

La novità consiste nel fatto che da adesso sarà necessario presentarlo anche nel caso in cui si voglia accedere a tutti i “benefici normativi e contributivi previsti dalla
normativa in materia di lavoro”, come si legge nella Finanziaria. Ad esempio, nel caso in cui si voglia accedere alle liste di mobilità.

In base a quanto previsto, un’ impresa viene qualificata come “regolare” quando nel momento della verifica non risultino inadempienze nei confronti degli istituti previdenziali e assistenziali.
Altresì, in tutti i casi in cui:

● è stata richiesta e regolarmente autorizzata la rateazione delle somme dovute;
● il pagamento dei contributi è stato sospeso in virtù di speciali disposizioni legislative:
● è stata inoltrata istanza di compensazione
● in presenza di crediti iscritti a ruolo, v’è stata la sospensione in via amministrativa o giudiziaria della cartella esattoriale emessa dalla
struttura competente;

in presenza di crediti non ancora iscritti a ruolo:

● -è stato proposto ricorso in via amministrativa vertente su questioni controverse interpretative, a condizione che sia “adeguatamente motivato
e non sia manifestamente presentato a scopi dilatori o pretestuosi”;
● -è stato proposto ricorso in via giudiziaria.

La domanda per il rilascio del Durc può essere presentata sia in forma telematica che cartacea. In quest’ultimo caso si può fare riferimento alle sedi territoriali competenti
dell’Inps e dell’Inail; mentre nel primo si può compilare direttamente il modulo dai siti internet degli istituti (http://www.inail.it/ e www.inps.it ).

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