Arte e gusto al Palace Cafè di Lugano: Rodchenco e il foie gras di Barbaglini

Arte e gusto al Palace Cafè di Lugano: Rodchenco e il foie gras di Barbaglini

Due geni al Lac di Lugano:

Rodchenko il “multimediale” di ieri
e il foie gras di Barbaglini al Palace Cafè

di Attilio Scotti

C’è qualcosa di magico nel riprendere una icona del Novecento: il genio di Aleksandr Rodchenco in oltre trecento opere ( fotografie, fotomontaggi, collage, stampe offset e costruzioni spaziali), omaggio ad un  artista tra i  più noti esponenti della avanguardia russa e tra i più  influenti del ventesimo secolo.
Tutto merito di Olga Sviblova che ha saputo consegnare agli occhi stupiti dei visitatori la gamma completa delle opere di questo creativo che oggi chiameremmo “multimediale”, un maestro assoluto capace di precorrere profeticamente i tempi, creando una estetica inedita tra futurismo e dadaismo.

Se poi vi sedete al palace Cafè, bistrot ristorante, e tanto altro, ed ordinate una porzione di foie gras del Maestro cuoco Barbaglini, sentirete le papille urlare di gioia: c`è del nuovo, si rimescolano le carte, nel piatto c’è un tragitto di sapori che sembrano uscire dai quadri di Henri Toulose-Lautrec. Il tutto rigorosamente con un bicchiere di Ben Ryè:  il vino del vento ( mostra aperta fino all’8 maggio, ristorante aperto dal mattino fino a notte fonda),

Il genio di Rodchenko e la profezia a tavola di Barbaglini. Da vedere e da provare, tassativamente

Attilio Scotti
per Newsfood.com
========CHI E’ RODCHENKO============

Aleksandr Michajlovič Rodčenko (in russo: Александр Михайлович Родченко?; San Pietroburgo, 23 novembre 1891 – Mosca, 3 dicembre 1956) è stato un pittore, fotografo e grafico russo, che collaborò alla costituzione del movimento costruttivista. Rodchenko cominciò ad avvicinarsi alla fotografia per produrre materiali utili ai suoi fotomontaggi, che utilizzava per manifesti e per Illustrazioni di libri. In un paese, la Russia, in cui vi era un alto tasso di analfabetismo, il fotomontaggio si rivelò un innovativo ed efficace mezzo di comunicazione e si inseriva nella poetica costruttivista, nemica di uno stile individuale ed esclusivo.

Il fotomontaggio era già usato alla fine della Grande Guerra come strumento di denuncia dai dada berlinesi (George Grosz e altri) e del Bauhaus (László Moholy-Nagy e altri), coi quali Rodchenko aveva stretti rapporti.

La fotografia

Aleksandr Michajlovič Rodčenko con la moglie Varvara Stepanova negli anni venti

In possesso di una camera Leica, Rodchenko cominciò a fotografare balconi, scale, finestre e muri, dando all’oggetto ordinario e quotidiano una nuova interpretazione, grazie a tagli obliqui e punti di vista inconsueti.

Nel 1928 Rodčenko scriveva: «Se si desidera insegnare all’occhio umano a vedere in una nuova maniera, è necessario mostrargli gli oggetti quotidiani e familiari da prospettive ed angolazioni totalmente inaspettati e in situazioni inaspettate; gli oggetti nuovi dovrebbero essere fotografati da angolazioni differenti per offrire una rappresentazione completa dell’oggetto».

Alla fine degli anni venti la posizione di Rodchenko divenne, tuttavia, sempre più difficile. Il suo modo di fotografare veniva considerato troppo “formalista” e, con l’avvento dello Stalinismo e di una estetica di stato, l’accusa divenne piuttosto grave… (Leggi tutto)

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attilio-scottiAttilio dr. Scotti
Giornalista professionista
tess. 11168 Ass. Indipendente Giornalisti Svizzeri
Food & Wine Consultant, Pubbliche relazioni
Eventi enogastronomici
Membre de la Presse Ass.Suisse
des Sommelier Professionels

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Redazione Newsfood.com

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