È una pianta erbacea il cui nome di
origine greca significa “non semino”. La pianta infatti non si riproduce per seme ma, per via vegetativa, attraverso i turioni che posseggono un robusto apparato radicale. “Turione” è il
nome dell’asparago selvatico la cui raccolta avviene da gennaio ad aprile. L’asparago selvatico è molto comune nei luoghi incolti, ai bordi delle strade, nelle siepi. In alcune zone
è pianta protetta.
Possiede le stesse proprietà dell’asparago di coltivazione, anche se è più aromatico e più gustoso.
Indicato nella ritenzione urinaria, è un ottimo diuretico, ma sconsigliato a chi soffre di infiammazioni renali.

In cucina
L’asparago selvatico si consuma come quello coltivato, nelle frittate o semplicemente lessato e condito con olio e limone, e si utilizza nella preparazione di primi piatti o di torte salate. Si
può conservare sott’olio per brevi periodi.

Consigli della nonna e curiosità
Il verde della pianta, molto decorativo, viene utilizzato negli addobbi floreali.
Si dice che Plinio il Vecchio ne fosse molto ghiotto e lo chiamasse infatti Prodigium Ventrosi.

a cura di Rosa Velliscig e Lorenzo Totò