La missione principale della Fondazione Europea di Oncologia e Scienze Ambientali “Bernardino Ramazzini” di Bologna è quella di prevenire il cancro, identificando gli agenti che lo
possono causare e studiando nuove strategie di diagnosi precoce e terapie intensive. Per prevenire “il male del secolo” è fondamentale, per gli scienziati del centro, identificare le
cause ambientali. Negli anni ’70, prima dell’inizio della commercializzazione dell’aspartame, potente dolcificante a basso contenuto calorico ottenuto dall’unione di due amminoacidi, l’acido
aspartico e la fenilalanina, con una piccola quantità di metanolo, furono condotti dalle industrie produttrici studi sperimentali di cancerogenicità su ratti e topi. I risultati
di questi studi non evidenziarono rischi, anche se qualche dubbio fu sollevato in relazione alla qualità della conduzione degli esperimenti ed al fatto che erano stati rilevati alcuni
casi di tumore al cervello tra gli animali trattati con aspartame, e nessuno fra gli animali di controllo.

Considerati i limiti oggettivi degli studi precedentemente svolti e l’interesse mondiale verso questo prodotto la Fondazione “B. Ramazzini”, agli inizi degli anni ’90, decise di programmare un
esperimento che consentisse una valutazione adeguata sui potenziali effetti cancerogeni. Lo studio, condotto senza sponsorizzazioni di multinazionali del settore, è stato programmato su
1800 ratti (900 maschi e 900 femmine) della colonia usata da oltre 30 anni nei laboratori della Fondazione. Il trattamento degli animali è iniziato all’età di otto settimane ed
è durato fino alla loro morte naturale. L’aspartame è stato aggiunto alla dieta standard nelle quantità dovute. Di ogni animale deceduto è stata fatta un’autopsia
completa ed una valutazione istopatologica, per un totale di oltre 30.000 preparati esaminati al microscopio.

I risultati dello studio hanno evidenziato che l’aspartame induce un aumento statisticamente significativo di linfomi e leucemie maligni del rene nei ratti femmine e tumori maligni dei nervi
periferici nei ratti maschi. L’aumento è stato osservato anche alla dose di 20 mg/Kg di peso corporeo, una dose inferiore a quella ammessa per l’uomo dalla normativa vigente. I dati,
inoltre, dimostrano che l’integrazione della dieta con aspartame non induce alcuna modificazione dell’andamento del peso corporeo degli animali trattati rispetto ai non trattati. I risultati
dell’esperimento sono stati comunicati nel corso del 2005 alle autorità di sanità pubblica italiane ed estere e impongono, da parte degli organi preposti, un urgente riesame dei
livelli di assunzione permissibili dell’aspartame. Non bisogna dimenticare che negli Stati Uniti dal 1958 è in vigore una norma, l’emendamento Delaney, la quale stabilisce che “non
può essere ammesso nessun additivo per l’alimentazione umana in qualsivoglia quantitativo per il quale appropriati test abbiano dimostrato che causa l’insorgenza del cancro se
somministrato a esseri umani o animali”. Mentre tale norma nel 1996 è stata rivista nella sua applicazione per quanto riguardo i pesticidi, rimane in vigore per gli additivi alimentari,
compreso l’aspartame.

Per un agente cancerogeno non esiste una soglia al di sotto la quale può essere considerato sicuro per l’uomo. Mentre il colosso industriale che produce la Coca Cola sta per introdurre
il dolcificante Splenda, a base di sucralosio in sostituzione dell’aspartame presente nella versione light, le ricerche del Centro Ramazzini continuano. E’ on corso lo studio dei potenziali
effetti cancerogeni dei campi magnetici generati dalla corrente elettrica, dalle antenne delle stazioni radio-base dalla telefonia mobile e dalle antenne dei telefoni cellulari. Inoltre si
studiano gli effetti cancerogeni dell’uranio impoverito, delle particelle immesse nell’ambiente dai motori delle automobili, degli inceneritori, degli impianti di termovalorizzazione e delle
centrali per la produzione dell’energia elettrica. È in corso di programmazione un mega-esperimento per valutare i possibili effetti a lungo termine di diete contenenti prodotti
geneticamente modificati. L’aspartame è uno dei tanti prodotti che continua ad essere venduto in barba al principio di precauzione. Grazie a mirate campagne di disinformazione ha
conquistato e continua a conquistare i mercati mondiali ad uso e consumo di donne e uomini alla ricerca della linea perfetta, che seguono diete ipocaloriche. Ma la dolcezza può
nascondere tristi amarezze.

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