Assaggio dei Vini della Val d’Orcia by Giampietro Comolli

Assaggio dei Vini della Val d’Orcia by Giampietro Comolli

Orcia Wine Festival 2019

Assaggio e valutazione dei Vini della Val d’Orcia by Giampietro Comolli
(25 – 28 aprile 2019)

Al Festival del vino di San Quirico d’Orcia abbiamo assaggiato alcuni vini Doc Orcia, altri li abbiamo degustati in sede ed ecco le nostre considerazioni e valutazioni.

In primis grande passo avanti per tutti rispetto a solo 3-4 anni fa, vini che esprimono il meglio con l’età, particolarmente importante e significativo l’andamento vegetativo e vendemmiale annuale per avere i migliori vini, il Sangiovese Foglia Tonda fa la differenza identitaria e di identificazione della doc Orcia:  territorio di 12 comuni, 400 ettari vitati di cui 160 Doc, 300.000 bottiglie circa, 60 produttori in tutto.

Ecco i vini:

Orcia Rosso e Orcia Riserva

Vino fragrante un bel rubino che si scurisce invecchiando e affinando, vinoso e fruttato, buon saporito, armonico e asciutto;

Bianco d’Orcia

Vino  solido e pieno, con note fruttate, fresco di un bel colore paglierino intenso con toni smeraldini, secco e ben equilibrato;

Orcia Rosè

Vino dal bel colore di buccia di cipolla e petali di rosa-rosa, molto delicato, asciutto e secco, fresco di pronta beva, elegante e raffinato molto armonico;

Orcia Sangiovese e Orcia Riserva Sangiovese

Vino dal bel rosso rubino invitante, amaranto con l’affinamento e la maturità, pur sempre con toni vinosi, profumi eleganti di viola mammola e di frutta rossa marasche e ciliegie, di corpo e armonico, gusto prolungato;

Orcia Vinsanto

Colore dorato e tendente all’oro ambrato scuro nel tempo, molto fragrante e croccante, etereo e con aromi fruttati pieni, secco o dolce, sempre rotondo, finale vellutato e persistente.

 

Abbiamo notato che la presenza nei vari uvaggi del Foglia Tonda, fa la differenza, almeno con il 20-40% di presenza. A noi sono piaciuti, in ordine di valutazione i vini delle seguenti aziende: Fattoria del Colle, La Canonica, Podere Albiano (ottimi-eccellenti); Campotondo,  Santa Maria di Vignoni, Sasso di Sole, Poggio Grande (ottimi-molto buoni), Podere Forte, Sanoner biologico, Capitoni, Poggio al Vento (molto buoni).

A questi vini si affiancherà a breve una gamma di vini spumanti della Val d’Orcia  molto interessanti.  Alcuni spumanti sono in degustazione,  altri stanno affinando lentamente nella versione metodo tradizionale. 6-7 cantine stanno elaborando una tipologia di vino che sappia rappresentare il territorio, non solo una etichetta in più.

Il lavoro di ricerca e di attenzione alla qualità è il più impegnativo. Il consumatore conosce i vini Doc Orcia, li apprezza e li sta valorizzando molto, per cui è fondamentale che la new entry abbia tutte le caratteristiche di garanzia e di affidabilità. I primi assaggi sono stati entusiasmanti: struttura e freschezza, alta bevibilità, con struttura e aromi intensi, un buon equilibrio e piena armonia. A breve altri assaggi.

About Val d’orcia

Val d’orcia, patria del turismo vino: grande sviluppo e interesse all’ospitalita’ e ai servizi dei turisti.
Quest’anno si è parlato anche di spumanti. Ottime le due ultime annate del “Orcia doc rosso”
La Val d’Orcia inizia, quasi, da Buonconvento ma si allarga e si insinua fra le terre di Montalcino e di Montepulciano fino alle terme di  Chianciano, passando per Pienza, Castiglione d’Orcia, Radicofani, San Giovanni d’Asso, Bagno Vignoni (in foto), Trequanda e Monteroni d’Arbia, Abbadia San Salvatore, San Casciano dei Bagni, Sarteano e Torrita.

Val d’Orcia produce, è patria unica, del Rosso d’Orcia, c’è solo l’imbarazzo della scelta fra 40 produttori, pochi ma tutti all’altezza, con qualche – giustamente – top dei top. Il vino rosso ( ma non solo perché è di qualche anno la sperimentazione avviata sugli spumanti) sposa la cultura, fra borghi medioevali storici e altri rinascimentali, alle abbazie e chiese più eleganti, austere e ricche di affreschi che il patrimonio italiano può esprimere: Cappella di Vitaleta, abbazia di Sant’Antimo, abbazia in centro a San Quirico d’Orcia e al castello di Trequanda dove ha sede una delle aziende vitivinicole italiane più note, più aristocratiche, più complete e più ospitali, quella di Donna Donatella Cinelli Colombini, produttrice di Brunello di Montalcino e di un Rosso d’Orcia.

La valle del fiume Orcia si incontra subito dopo Siena, uscendo dalla superstrada, percorrendo la antica via Cassia che univa Firenze a Roma intersecando e seguendo in più punti la via più nota e più frequentata nel medioevo, la via Francigena.

Vigne ci sono, con uliveti, ma senza invasione ed estensione, vigne poste nei luoghi-terreni giusti, dove l’argillosa creta senese diventa un motore della qualità, corposità, spessore.  Oggi, la valle è un parco naturale e culturale protetto che, dal 2004, fa parte della lista dei siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, e qui si produce il Brunello di Montalcino, il Vino Nobile di Montepulciano ed il Rosso d’Orcia.

 

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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