Assoedilizia: detassare lo sfitto incolpevole è doveroso

Assoedilizia: detassare lo sfitto incolpevole è doveroso

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Date: Thu, 21 Nov 2013 15:29:54
Subject: Confedilizia Roma Incontro Tempio di Adriano piazza di Pietra – Assoedilizia Achille Colombo Clerici – 21 Nov. 2013
       ASSOEDILIZIA
 
DETASSARE LO SFITTO “INCOLPEVOLE”

Presidente di Assoedilizia e vice Presidente di Confedilizia Achille Colombo Clerici:

« La crisi economica sta demolendo il risparmio investito negli immobili: ma non e’ la sola responsabile.

Le famiglie italiane che abitano nella propria residenza, i proprietari che locano i propri immobili, gli imprenditori e gli operatori, sia finanziari, sia commerciali, sia industriali del
settore, hanno visto gia’ una pesante riduzione ( per oltre 1000 miliardi di perdita di ricchezza nazionale in due anni: Centro studi Assoedilizia ) del valore degli immobili in portafoglio: ed
un ulteriore peggioramento della situazione si profila all’orizzonte se si andra’ avanti di questo passo.

Le prospettive infatti non sono delle piu’ rosee.

Gli investitori nell’edilizia si dibattono, infatti, da un lato premuti dall’incudine della crisi economica che ha  prodotto una serie di effetti negativi concomitanti: la riduzione della
domanda, che ha generato un notevole incremento dello sfitto incolpevole, l’aumento vertiginoso delle morosita’ e delle insolvenze nelle locazioni e delle giacenze dell’ invenduto nelle
compravendite, con una conseguente sensibile riduzione della redditivita’.
In molti casi addirittura, parlare di riduzione della redditivita’ e’ un eufemismo: perche’ bisognerebbe parlare di investimenti in perdita.

D’altro lato si trovano sotto il martello dell’aumento del carico di oneri fiscali, gestionali e manutentivi degli immobili, che hanno aumentato a dismisura i costi.

Perche’ in definitiva lo Stato, a fronte delle difficolta’ del settore, invece di andare incontro ai risparmiatori dell’ immobiliare, ha in tutti i modi inasprito il carico fiscale sugli
immobili, ed ha aggravato i costi di produzione del reddito immobiliare ( riducendo le deduzioni forfetarie, tassando il cosiddetto reddito fondiario, bloccando gli sfratti, aumentando il carico
dei lavori obbligatori per le riqualificazioni edilizio/energetiche degli edifici).

D’altra parte, le poche misure di alleggerimento fiscale introdotte, spiace dirlo, non sono di alcuna efficacia e portata in termini anticiclici sotto l’aspetto economico, perche’ riguardano
situazioni di nicchia dal punto di vista sociale ed economico; mentre viceversa appaiono “coprire” l’adozione di una generalita’ di misure assai penalizzanti il risparmio immobiliare  e
conseguentemente   depressive del mercato.

Non parliamo, poi del susseguirsi giornaliero della ridda di proposte provenienti dal mondo politico e di governo, aventi ad oggetto le innovazioni nella fiscalita’ immobiliare: getta i
risparmiatori nello sgomento e rinfocola la sfiducia.

I cittadini hanno l’impressione di assistere ad un annaspare dello Stato che, oberato da uno smisurato carico di spese superflue ed eccessive,( incapace di ridurle), e di fronte a compiti e
funzioni istituzionali non piu’ in grado di esser svolti in modo sufficientemente efficace ed economicamente sostenibile, da un lato cerca di scaricarli sulle spalle dei cittadini ( in
particolare dei proprietari di casa).

E d’altro lato ricorre ad un progressivo innalzamento del prelievo fiscale a carico dei contribuenti a regime; gli unici chiamati a pagare il conto della situazione di squilibrio creatasi.

Si ha l’impressione che il Paese si trovi in una situazione, non solo di stallo, ma addirittura di avvitamento su se stesso: l’aumento della pressione e dei carichi fiscali ha effetti depressivi
sulla crescita economica, la quale e’ condizione indefettibile per uscire dalla crisi e quindi per diminuire il carico fiscale.

Le nostre coscienze sono sgomente e si ribellano a tale malandare generale.
 
 
Assoedilizia ha delineato sinteticamente un quadro di misure indispensabili ed urgenti per porre, quanto meno, un punto fermo allo scivolamento progressivo verso l’annientamento del risparmio
investito negli immobili, e per cercare di rilanciare il settore:

Delineiamo il quadro di queste misure :

1)- Riportare la tassazione della patrimoniale Imu alla originaria impostazione contenuta nella legge istitutiva (legge 2011 sul federalismo fiscale municipale ) che prevedeva il dimezzamento
dell’aliquota base per gli immobili locati.
In considerazione del fatto che il locatore corrisponde a parte imposte reddituali  quali IRE, IRES IRAP o cedolare secca.

2)- Ripristinare la deduzione forfetaria delle spese di produzione del reddito locativo, nella misura del 15 % dei canoni di locazione.

Cio’ in quanto trattasi di spese afferenti la
produzione del reddito e non, come surrettiziamente negli ultimi anni si e’ tentato di affermare,
di agevolazioni fiscali.

3)- Eliminare o rettificare i coefficienti moltiplicatori introdotti dal decreto “Salva Italia” per tutte le rendite catastali attribuite o rivedute successivamente all’anno 1999.

4)- Facolta’ per le persone fisiche di applicare la cedolare secca a tutte le tipologie contrattuali locative.

5)- Esenzione dall’Imu relativamente agli immobili sfitti, che siano stati rilasciati a seguito di intervenuta insolvenza o richiesta di recesso per difficolta’ economiche del conduttore , ovvero
dopo almeno 5 anni di locazione ininterrotta, attestata da regolari registrazioni dei contratti.

– Esenzione dall’imposta sui redditi per gli immobili sfitti.

6)- Chiarire che le TASI TARI (componenti il TRISE) sono tasse/imposte a copertura generica e forfetaria
(TASI) o specifica (TARI) del costo di servizi erogati dai comuni e quindi competono al
fruitore di tali servizi ( dunque al residente, all’ esercente l’ attività etc.)

L’ impostazione attuale consistente nell’ addebitarle in parte ai proprietari, non
utilizzatori diretti dei servizi, distorce palesemente la natura del tributo e la finalità impositiva. »

Redazione Newsfood.com

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