ASTE GIUDIZIARIE IMMOBILIARI DA RIVEDERE by Colombo Clerici

ASTE GIUDIZIARIE IMMOBILIARI DA RIVEDERE by Colombo Clerici

ASTE GIUDIZIARIE IMMOBILIARI DA RIVEDERE di Achille Colombo Clerici – QN IL GIORNO pag. 25 · 19-01-2019

di Achille Colombo Clerici

Il sistema delle vendite giudiziali immobiliari rappresenta una seria criticita’ nel nostro Paese, dal punto di vista sia sociale, sia  economico, per la dimensione del fenomeno ( nel solo 2018, 245.000 aste immobiliari in Italia)
in grado di determinare gravi danni a creditori ( istituti di credito, imprese, condomini), debitori, e sistema di finanziamento dell’abitazione.

Come confermato da alcuni dei più qualificati esperti italiani e stranieri nel corso di un Seminario organizzato nella sede di Milano di Bankitalia da Assoedilizia, Università degli Studi di Milano-Osservatorio dei Diritti Immobiliari. Il Seminario ha fatto seguito al dibattito congiunto Osservatorio dei diritti immobiliari-Assoedilizia apertosi presso l’ Universita’ degli Studi di Milano e proseguito nella sede di Assoedilizia a presentazione di uno studio di ABI-Associazione Bancaria Italiana.

La dimensione economica del problema, secondo stime attendibili in assenza di dati precisi, ammonta a 88 miliardi di euro (valore di perizia dei beni staggiti) cui corrisponde un  valore di pubblicazione d’asta di 44 miliardi: il ricavato effettivo delle vendite si attesterebbe sui 25 miliardi. Quindi uno scarto tra valori attesi e valori di realizzo, dell’ordine di 63 miliardi.

Tra gli effetti negativi, l’abbassamento del rating degli Npl bancari e il mancato esdebitamento dei debitori.
In altre parole decine di migliaia di famiglie e di imprenditori sono costretti a continuare a pagare i debiti nonostante la perdita dei beni in loro possesso. In molti casi si tratta di soggetti che vivono in condominio e subiscono esecuzioni immobiliari per spese condominiali non pagate.

Siamo in presenza di una grossa disfunzione del sistema delle vendite giudiziali immobiliari evidenziata macroscopicamente dalla
durata media delle procedure che in Italia e’ di 1,100 giorni, contro ad esempio i 550 della Spagna ed i 410 della Germania. Ma sussiste anche una disomogeneita’ a livello geografico: la durata delle procedure e’ maggiore (piu’ 10/15%) al Sud rispetto al Nord.

Sono stati varati provvedimenti legislativi per ridurre i tempi delle procedure esecutive, favorire l’utilizzo degli strumenti di gestione delle imprese in crisi, creare infrastrutture di supporto al funzionamento delle procedure ed alla gestione dei crediti deteriorati.

Mentre nel quadro della riforma della P.A. sono previsti: l’ assunzione di nuovi 900 magistrati, l’ utilizzo di fondi europei strutturali e semplificazioni procedurali. Inoltre, nel disegno di legge concretezza seguito dal ministro della Funzione Pubblica Giulia Bongiorno, ai fini del rinnovamento funzionale della P.A., si prevede anche il riconoscimento digitale dei dipendenti pubblici, ai fini della attestazione della presenza sul posto di lavoro.

 

Fonte: Assoedilizia
per Newsfood.com

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