Attenzione al latte crudo, meglio se bollito!

Attenzione al latte crudo, meglio se bollito!

 

È grande allarme su tutto il territorio italiano per i noti casi di disturbi renali che sul finire del 2008 hanno colpito alcuni bambini che avevano consumato latte crudo.

Come noto, il latte crudo distribuito direttamente al consumatore attraverso erogatori automatici situati presso gli allevamenti può trasmettere l’Escherichia coli, un batterio
che, soprattutto nei bambini, può avere gravi effetti come la sindrome emolitica uremica.

Tale microrganismo, presente negli animali da latte, può trasmettersi all’uomo proprio attraverso la mungitura e il consumo di latte non bollito.

Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali è dunque intervenuto dapprima con il Comunicato n. 418 del 3 dicembre scorso raccomandando di attenersi al
documento approvato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano con Intesa del 25 gennaio 2007.

Tale testo, precisa il Ministero, “costituisce una linea guida per le Regioni in quanto fornisce indicazioni circa le procedure di registrazione delle Aziende destinate alla
produzione di latte crudo, le modalità di controllo ufficiale e le procedure di autocontrollo che gli stessi allevatori devono mettere in vigore per garantire un prodotto sicuro.
L’Intesa prevede in particolare che ai fini delle prevenzione delle infezioni da Escherichia coli verocitotossici l’azienda di produzione che intende commercializzare latte
crudo dovrà effettuare controlli analitici in allevamento, sulle feci e sul latte, volti ad escludere eventuali positività da questo tipo di agente patogeno ed
escludere dalla produzione di latte crudo i soggetti portatori.
I controlli sugli animali produttori sono stati inclusi poiché il controllo del prodotto finito, da solo, non garantisce una riduzione significativa del rischio per il
consumatore per la bassa prevalenza ed il carattere sporadico della contaminazione, dovuti ad escrezione fecale intermittente da parte degli animali positivi ed alla
episodicità della contaminazione del latte durante la mungitura.

Pertanto come suddetto l’Intesa ha previsto l’esclusione dalla produzione di latte crudo degli animali portatori del suddetto agente patogeno”.

Nonostante quanto sopra, la problematica rimaneva accesa e necessitava dell’avvio di una campagna di informazione che portasse a conoscenza dei consumatori il fatto che, prima di essere
assunto, il latte crudo distribuito direttamente al consumatore attraverso erogatori automatici va bollito, onde evitare qualsiasi contagio da agenti patogeni in esso contenuti.

In tal senso è dunque intervenuto il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali con ordinanza datata 10 dicembre 2008 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 14
gennaio 2009.

Tale ordinanza stabilisce che le macchine erogatrici di latte crudo devono riportare in rosso la seguente indicazione chiaramente visibile: «prodotto da consumarsi dopo
bollitura
».

Tale indicazione deve essere apposta sul frontale della macchina erogatrice ed avere caratteri di almeno 4 centimetri.

La data di scadenza del latte crudo non può superare i 3 giorni dalla data della messa a disposizione del consumatore e nel caso in cui l’erogatore del latte crudo disponga di un
sistema di imbottigliamento, detti contenitori dovranno riportare in etichetta l’indicazione concernente la necessaria bollitura del prodotto, e la data di scadenza, con caratteri
di almeno un centimetro e di colore rosso.

Il responsabile della macchina erogatrice è inoltre tenuto ad escludere la disponibilità di contenitori destinati al consumo umano in loco del prodotto.

Anche in caso di cessione diretta di latte crudo dal produttore al consumatore finale, il produttore è tenuto ad informare il consumatore con idonei mezzi sulla necessità
di consumare il prodotto previa bollitura.

Infine, è vietata la somministrazione di latte crudo nell’ambito della ristorazione collettiva comprese le mense scolastiche.

Si tenga presente che la suddetta ordinanza prescrive, nelle more dell’emanazione dei provvedimenti regionali attuativi della sopraccitata Intesa Stato Regioni del 25 gennaio 2007,
l’obbligo a “chiunque” di rispettare le disposizioni di cui all’Intesa stessa e che l’ordinanza ministeriale in commento ha validità di 24 mesi a
decorrere dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

 

Attenzione al latte crudo, meglio se bollito!

Attenzione al latte crudo, meglio se bollito!

 

È grande allarme su tutto il territorio italiano per i noti casi di disturbi renali che sul finire del 2008 hanno colpito alcuni bambini che avevano consumato latte crudo.

Come noto, il latte crudo distribuito direttamente al consumatore attraverso erogatori automatici situati presso gli allevamenti può trasmettere l’Escherichia coli, un batterio
che, soprattutto nei bambini, può avere gravi effetti come la sindrome emolitica uremica.

Tale microrganismo, presente negli animali da latte, può trasmettersi all’uomo proprio attraverso la mungitura e il consumo di latte non bollito.

Il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali è dunque intervenuto dapprima con il Comunicato n. 418 del 3 dicembre scorso raccomandando di attenersi al
documento approvato in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano con Intesa del 25 gennaio 2007.

 

Tale testo, precisa il Ministero, «costituisce una linea guida per le Regioni in quanto fornisce indicazioni circa le procedure di registrazione delle Aziende destinate alla
produzione di latte crudo, le modalità di controllo ufficiale e le procedure di autocontrollo che gli stessi allevatori devono mettere in vigore per garantire un prodotto sicuro.
L’Intesa prevede in particolare che ai fini delle prevenzione delle infezioni da Escherichia coli verocitotossici l’azienda di produzione che intende commercializzare latte
crudo dovrà effettuare controlli analitici in allevamento, sulle feci e sul latte, volti ad escludere eventuali positività da questo tipo di agente patogeno ed
escludere dalla produzione di latte crudo i soggetti portatori.

I controlli sugli animali produttori sono stati inclusi poiché il controllo del prodotto finito, da solo, non garantisce una riduzione significativa del rischio per il
consumatore per la bassa prevalenza ed il carattere sporadico della contaminazione, dovuti ad escrezione fecale intermittente da parte degli animali positivi ed alla
episodicità della contaminazione del latte durante la mungitura.

Pertanto come suddetto l’Intesa ha previsto l’esclusione dalla produzione di latte crudo degli animali portatori del suddetto agente patogeno».

Nonostante quanto sopra, la problematica rimaneva accesa e necessitava dell’avvio di una campagna di informazione che portasse a conoscenza dei consumatori il fatto che, prima di essere
assunto, il latte crudo distribuito direttamente al consumatore attraverso erogatori automatici va bollito, onde evitare qualsiasi contagio da agenti patogeni in esso contenuti.

In tal senso è dunque intervenuto il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali con ordinanza datata 10 dicembre 2008 e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 14
gennaio 2009.

Tale ordinanza stabilisce che le macchine erogatrici di latte crudo devono riportare in rosso la seguente indicazione chiaramente visibile: «prodotto da consumarsi dopo
bollitura».

Tale indicazione deve essere apposta sul frontale della macchina erogatrice ed avere caratteri di almeno 4 centimetri.

La data di scadenza del latte crudo non può superare i 3 giorni dalla data della messa a disposizione del consumatore e nel caso in cui l’erogatore del latte crudo disponga di un
sistema di imbottigliamento, detti contenitori dovranno riportare in etichetta l’indicazione concernente la necessaria bollitura del prodotto, e la data di scadenza, con caratteri
di almeno un centimetro e di colore rosso.

Il responsabile della macchina erogatrice è inoltre tenuto ad escludere la disponibilità di contenitori destinati al consumo umano in loco del prodotto.

Anche in caso di cessione diretta di latte crudo dal produttore al consumatore finale, il produttore è tenuto ad informare il consumatore con idonei mezzi sulla necessità
di consumare il prodotto previa bollitura.

Infine, è vietata la somministrazione di latte crudo nell’ambito della ristorazione collettiva comprese le mense scolastiche.

Si tenga presente che la suddetta ordinanza prescrive, nelle more dell’emanazione dei provvedimenti regionali attuativi della sopraccitata Intesa Stato Regioni del 25 gennaio 2007,
l’obbligo a «chiunque» di rispettare le disposizioni di cui all’Intesa stessa e che l’ordinanza ministeriale in commento ha validità di 24 mesi a
decorrere dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Studio Legale Avv. Gaetano Forte per NEWSFOOD.com

 

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