Aumentati i limiti di legge per le aflatossine: perché?

Aumentati i limiti di legge per le aflatossine: perché?

E’ ben noto ai nostri lettori l’apprezzamento che, di norma, dimostriamo alle iniziative comunitarie.
Gli esempi non mancano, uno per tutti il regolamento claims, ai cui effetti positivi abbiamo dedicato più di un articolo.

Stavolta, però, le cose sono diverse. Ci riferiamo al recente regolamento (UE) N. 165/2010 del 26 febbraio 2010 recante modifica, per quanto riguarda le aflatossine, del regolamento (CE) n. 1881/2006 che definisce i tenori massimi di alcuni contaminanti nei prodotti alimentari (vedi Note Finali).

L’argomento (aumento dei limiti di legge relativi alla presenza di aflatossine nella frutta secca) era già stato oggetto di ampie segnalazioni nei mesi scorsi: anche Newsfood ne aveva parlato (vedi Note Finali).

I rischi che venivano evocati erano due.
Il primo, prettamente economico, riguardava il danno che le produzioni nazionali (specie di nocciole) avrebbero potuto subire nel momento in cui, grazie all’innalzamento dei limiti di legge, produzioni sino ad allora escluse avrebbero potuto accedere ai mercati comunitari.

Su tale rischio così si esprimeva l’EFSA (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) nel suo Parere del 2007 (vedi note Finali):

Dai pochi dati disponibili sui controlli pre-esportazione su nocciole e pistacchi è risultato che l’aumento del livello massimo per le aflatossine totali da 4 a 8 o 10 μg/kg consentirebbe l’ingresso ulteriore di partite di noci nel mercato europeo non superiore al 6%.

Non siamo in grado di commentare tale dato e, gli agricoltori ci scuseranno, non è di ciò che ci interessa parlare.
Il secondo rischio, ben più grave ci pare, riguarda l’impatto dei nuovi standard sulla salute pubblica.
Sia chiaro, non vogliamo allarmare nessuno e non è nostra abitudine tuffarci in tematiche catastrofiche: il punto è un altro.

Poiché non possiamo pensare che le autorità comunitarie non abbiano intuito l’impatto negativo che la notizia avrebbe avuto sui consumatori (i quali, come si è visto, erano già stati ampiamente sensibilizzati da fonti non propriamente disinteressate), ci domandiamo: le suddette autorità si sono preoccupate di motivare la decisione in modo efficace ed accessibile a tutti?

A quanto ci risulta, no.

Così si legge nel parere EFSA del 2007:
“Recenti discussioni nel Codex Alimentarius hanno proposto di introdurre, per tutti i Paesi membri dell’Organizzazione mondiale del commercio, un livello massimo di aflatossine totali per mandorle, nocciole e pistacchi non lavorati più elevato rispetto a quello attualmente in vigore nell’UE. Il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare (CONTAM) è stato quindi incaricato di formulare un parere sul potenziale aumento dei rischi per la salute del consumatore associato al proposto innalzamento del livello massimo attualmente in vigore nell’UE da 4 μg/kg di aflatossine totali (somma delle aflatossine B1, B2, G1 e G2) in mandorle, nocciole e pistacchi a 8 o 10 μg/kg…”

Recenti discussioni? Quali? Possibile che non ci si renda conto che simili affermazioni, generiche e non motivate, sono sin troppo facilmente utilizzabili da chi (e non sono pochi) spara a zero sull’operato del Codex e del WTO?

E poi come è possibile parlare di “potenziale” aumento dei rischi: se i limiti massimi aumentano, l’aumento del rischio, per quanto piccolo possa essere, è “reale”.

E infatti:
Le stime hanno indicato che, aumentando i livelli massimi per le aflatossine totali in mandorle, nocciole e pistacchi da 4 a 8 o 10 μg/kg, si avrebbe un aumento dell’esposizione alimentare totale media ad aflatossine che si aggira intorno all’ 1%.

Come insegna il buon senso, all’assunzione di un rischio dovrebbe corrispondere un beneficio almeno uguale: ma in questo caso, il beneficio dov’è? Nei documenti disponibili non ve n’è traccia (o almeno noi non l’abbiamo trovata).

Ancora più sconcertante è la conclusione del rapporto EFSA:
Il gruppo CONTAM ha concluso che l’esposizione alle aflatossine proveniente da tutte le fonti dovrebbe essere la più bassa ragionevolmente possibile, dato che le aflatossine sono genotossiche e cancerogene. I dati indicano che la riduzione dell’esposizione alimentare totale ad aflatossine potrebbe essere ottenuta riducendo il numero di alimenti altamente contaminati messi in commercio e riducendo l’esposizione dovuta ad alimenti diversi da mandorle, nocciole e pistacchi.

In altre parole: visto che le aflatossine sono dannose, meno ne mangiate e meglio è.
Un po’ poco.
E dato che, spesso, la realtà supera la fantasia, ecco cosa scrive l’EFSA, in un documento del 26 febbraio scorso (stessa data del regolamento in questione) proprio a proposito della valutazione rischio/beneficio:

Poiché gli alimenti offrono vantaggi per la salute ma talvolta possono anche presentare rischi…, è importante che i responsabili delle decisioni possano prendere in considerazione l’impatto netto sulla salute prodotto dai vari alimenti.

Anche questo documento è disponibile nelle Note Finali.

E l’Italia?
Le cronache ci informano che: “il governo italiano è stato l’unico a votare contro” e che “l’Istituto Superiore di Sanità …ha dichiarato nocivo per la salute l’innalzamento dei limiti di queste sostanze [le aflatossine].

A quanto ci risulta, uno Stato membro, qualora ritenga che “alimenti… di origine comunitaria o importati da un paese terzo possono comportare un grave rischio per la salute umana” sia autorizzato ad “adottare misure cautelari provvisorie” (art. 53 e 54 del regolamento 178/02).

Al momento non ci risulta alcuna iniziativa (probabilmente sono tutti ancora impegnati nella lotta contro l’azoto liquido).

Note finali

Regolamento (UE) n. 165/2010 del 26 febbraio 2010

 

Futuragra: Innalzare il livello consentito di aflatossine nelle nocciole, è un rischio per l’ambiente e i cittadini

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E’ “allarme rosso” per le nocciole “made in Italy”

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Allarme per le aflatossine tossiche della frutta secca

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L’EFSA si consulta su un documento orientativo relativo alla valutazione del rapporto rischi/benefici degli alimenti

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January 2007 – OPINION OF THE SCIENTIFIC PANEL ON CONTAMINANTS IN THE FOOD CHAIN ON A REQUEST FROM THE COMMISSION RELATED TO THE POTENTIAL INCREASE OF CONSUMER HEALTH RISK BY A POSSIBLE INCREASE OF THE EXISTING MAXIMUM LEVELS FOR AFLATOXINS IN ALMONDS, HAZELNUTS AND PISTACHIOS AND DERIVED PRODUCTS

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June 2009 – Effects on public health of an increase of the levels for aflatoxin total from 4 μg/kg to 10 μg/kg for tree nuts other than almonds, hazelnuts and pistachios

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PARERE DEL GRUPPO SCIENTIFICO SUI CONTAMINANTI DELLA CATENA ALIMENTARE, SU RICHIESTA DELLA COMMISSIONE, IN MERITO AL POTENZIALE AUMENTO DEL RISCHIO PER LA SALUTE DEL CONSUMATORE A SEGUITO DI UN POSSIBILE AUMENTO DEGLI ATTUALI LIMITI MASSIMI PER LE AFLATOSSINE IN MANDORLE, NOCCIOLE E PISTACCHI E PRODOTTI DERIVATI

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Dott. Alfredo Clerici
Tecnologo Alimentare

Newsfood.com

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