Aumenti IVA su carne, a rischio 200mila imprese

Aumenti IVA su carne, a rischio 200mila imprese

Circolano in queste ore notizie che dividono le forze politiche su un possibile aumento selettivo delle aliquote IVA, a rischio la carne. “Sarebbe un danno inestimabile per il settore della carne in Italia, un comparto che oggi coinvolge 200 mila allevamenti e genera un fatturato di filiera di oltre 30 miliardi di euro” dice Francois Tomei direttore di Assocarni.

Un settore che è già stato colpito dal calo dei consumi dovuto alla riduzione del potere di acquisto delle famiglie” precisano da Assocarni. Sono 16,6 milioni, infatti, secondo il Censis gli italiani, specialmente quelli meno abbienti, che negli ultimi anni hanno ridotto il consumo di carne, mentre 10,6 milioni hanno diminuito il consumo di pesce, 3,6 milioni quello della frutta e 3,5 milioni quello della verdura. Consumi che oggi timidamente e faticosamente stanno ripartendo. Gli ultimi dati Ismea sulla spesa degli italiani, infatti, danno un +1,9% per la carne, soprattutto italiana e di qualità, ripresa testimoniata anche dagli ultimi dati Istat.

Sarebbe un colpo di grazia – dice Tomei – per quei produttori agricoli e per quell’industria di trasformazione nazionale che ogni giorno fa miracoli per coprire costi di produzione estremamente elevati per garantire l’applicazione di alti standard ambientali e di sicurezza, senza contare tutto l’indotto”.

I consumatori non se la passerebbero certo meglio “L’aumento dell’ Iva aggraverebbe il crescente food social gap tra le fasce di popolazione con maggior potere di acquisto e quelle più in difficoltà, costrette già oggi a comprare meno carne, pesce e frutta con un peggioramento evidente della loro salute”. E concludono da AssocarniEcco perché oggi chiediamo che tali ipotesi vengano definitivamente escluse dal tavolo di discussione”.

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