Torino – Le tariffe del latte riaccendono il dibattito a palazzo Lascaris, una nuova criticità infatti è emersa in questi giorni, lo sbandierato accordo su un
incremento del prezzo del latte in Piemonte andrebbe a vantaggio solo del 2% dei produttori, a occuparsi della questione, il consigliere regionale di Forza Italia Ugo Cavallera.

«Siamo di fronte ad un problema serio – afferma l’esponente azzurro – che rischia di riaccendere una vertenza sindacale in uno dei comparti produttivi più importanti del
Piemonte».
L’aumento del latte, se legato allo sbarramento di 40 quintali al giorno di produzione, rischierebbe di escludere, infatti, più di 2.500 operatori. «Non è possibile
diversificare in questo modo i trattamenti – aggiunge Cavallera – perché si rischia di creare degli allevatori di serie A e di serie B. Quando si scrive una norma bisogna indicare
chiaramente il tessuto economico su cui influirà. In Piemonte nella maggioranza delle aziende la produzione media è bassa e le dimensioni di queste imprese sono più piccole
e con costi maggiori da sopportare».

«Proprio per questo ho presentato un’ interrogazione alla Giunta Bresso – conclude Cavallera – chiedendo come la Regione voglia cambiare l’orientamento, che rischia di tramutarsi in una
vera e propria beffa per centinaia di produttori. Inoltre è indispensabile intervenire per diminuire la forbice tra i prezzi del latte alla produzione e quelli al consumo. Non è
possibile che l’attuale prezzo del latte sia costituito per il 35% dagli interventi industriali e per il 40% dai costi di distribuzione».