New Delhi, 9 aprile 2008 – Sono necessarie misure urgenti per evitare che gli effetti negativi di breve periodo degli aumenti dei prezzi alimentari non abbiano conseguenze
ancora più gravi sulle fasce più povere della popolazione mondiale, ha affermato oggi il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf, nel suo intervento al primo Forum mondiale
dell’industria agro-alimentare a New Delhi, Diouf ha sottolineato l’importante ruolo che il settore agro-industriale dovrà svolgere per superare queste difficoltà.

«I prezzi alimentari mondiali sono cresciuti del 45 per cento negli ultimi nove mesi e sul mercato cominciano a scarseggiare riso, frumento e mais», ha affermato il Direttore
Generale della FAO. All’origine di questa impennata dei prezzi alimentari un insieme di fattori, in particolare la minore produzione dovuta al cambiamento climatico, scorte al minimo storico,
maggiore consumo di carne e di prodotti caseari in paesi con economie emergenti, l’aumentata domanda per la produzione di biocombustibili ed i costi più alti di energia e trasporti.

Il Direttore Generale dell’UNIDO (l’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale), Kandeh K. Yumkella, ha affermato: «Il cambiamento climatico rappresenta una grossa
sfida per la capacità del mondo di nutrire una popolazione in continuo aumento. Siccità, penuria d’acqua e l’inquinamento del territorio, dell’atmosfera e degli oceani pongono
nuove minacce per le terre coltivate, per gli allevamenti e per la pesca. Sono infatti agricoltura e zootecnia a fornire la materia prima essenziale per l’esistenza stessa degli esseri umani in
termini di alimentazione».

Il Presidente dell’IFAD, Lennart BÃ¥ge, nel suo intervento ha sottolineato come negli ultimi anni alcuni paesi in via di sviluppo siano diventati
importatori netti di prodotti alimentari. In paesi come Bangladesh e Zambia quasi il 40 per cento della popolazione è sottonutrita. «L’esplosivo e rapido aumento dei prezzi
alimentari non fa che peggiorare la situazione», ha detto BÃ¥ge.

«Con maggiori investimenti nel settore agricolo e nello sviluppo rurale, i 400 milioni di piccoli agricoltori del pianeta potrebbero sviluppare il loro potenziale sotto utilizzato, non
solo per migliorare la propria alimentazione e il proprio reddito, ma anche per rafforzare la sicurezza alimentare nazionale e la complessiva crescita economica», ha affermato il
Presidente dell’IFAD.

Diouf a sua volta ha affermato che: «È essenziale investire di più nel controllo delle risorse idriche e nelle infrastrutture rurali, e promuovere l’accesso dei piccoli
agricoltori ai fattori produttivi, mettendoli nella condizione di aumentare la produttività». Ha inoltre sottolineato l’importanza della commercializzazione e di efficienti sistemi
di trasformazione dei prodotti agricoli.

«Il settore agro-industriale aiuta a preservare le derrate, crea valore aggiunto e riduce le perdite post-raccolto. Consente di trasportare i prodotti più lontano e di raggiungere
anche i grandi centri urbani oggi in rapida crescita», ha sottolineato Diouf. «Il settore agro-industriale genera domanda di prodotti agricoli ed offre un ampio potenziale di
occupazione rurale extra agricola, con la creazione di un notevole valore aggiunto per la produzione agricola, sia essa destinata al mercato interno o estero».

Al Forum mondiale dell’industria agro-alimentare, che si svolge a Delhi dall’8 all’11 aprile, sono presenti oltre 500 partecipanti provenienti da più di 120 paesi, inclusi rappresentanti
di governi, del settore privato, di organizzazioni non governative e di associazioni di agricoltori.

Il potenziale dell’industria agricola
I responsabili delle tre agenzie ONU hanno messo in guardia che i vantaggi provenienti dallo sviluppo del settore agro-industriale potrebbero non essere condivisi equamente da tutti, e che in
diversi paesi le imprese agricole di piccole dimensioni stanno attraversando grandi difficoltà. Tariffe doganali, ostacoli non tariffari, la richiesta di certificazione e di standard, ed
il volume delle esportazioni imposto rappresentano alcune delle principali difficoltà che devono affrontare i piccoli esportatori.

L’urbanizzazione, l’aumento dei redditi ed il fatto che le donne in molti paesi sono entrate nel mercato del lavoro, hanno fatto lievitare la domanda di cibi semipronti. A livello mondiale cibi
e bevande lavorate rappresentano oggi l’80 per cento del volume complessivo delle vendite di alimenti e bibite, con un aumento del 57 per cento fra il 2001 e il 2007. In parte come risposta a
questa tendenza, vi è stata in molti paesi una rapida espansione di supermercati e della grande distribuzione, specialmente in America Latina e nel sud-est asiatico.

Condividere i benefici
La FAO, in collaborazione con le altre agenzie e con le organizzazioni non governative, sta lavorando per creare collegamenti solidi fra i piccoli agricoltori ed i compratori raggruppando ed
organizzando gli agricoltori in associazioni di produttori e cooperative.

Yumkella ha poi affermato che per le Nazioni Unite e per i suoi partner la sfida è quella di cooperare per aiutare le imprese agro-industriali a crescere e svilupparsi; per fornire posti
di lavoro e creare benessere; e promuovere così uno sviluppo economico ed umano sostenibile.

Il Forum è organizzato congiuntamente dalla FAO, dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale (UNIDO) e dal Fondo internazione per lo sviluppo agricolo (IFAD), in
stretta collaborazione con il governo indiano.

La FAO terrà dal 3 al 5 giugno 2008 una Conferenza ad alto livello su «La sicurezza alimentare mondiale e le sfide del cambiamento climatico e della bioenergia», per offrire
un forum a Capi di Stato e di Governi nel quale discutere i problemi urgenti relativi alla sicurezza alimentare mondiale e decidere gli interventi necessari per affrontarli.