In Australia e in nuova Zelanda da oggi l’acido folico sarà presente in tutti i pani. Nella paese dei canguri sarà aggiunto direttamente nella farina mentre, nella in Nuova
Zelanda durante il processo di fabbricazione del pane.
La decisione di aggiungere la forma sintetica della vitamina B al pane è stata presa per contrastare la possibile formazione della spina bifida nel feto delle donne in gravidanza.
Numerose ricerche, infatti, hanno dimostrato come l’acido folico possa prevenire la formazione dei difetti neurali del tubo, causa dell’insorgenza della malattia.

Secondo le ricerche, ogni donna incinta dovrebbe assumere circa 400 milligrammi al giorno della vitamina, soprattutto durante le prime settimane di gestazione. Da qui la decisione di inserirlo
nel più comune degli alimenti, il pane appunto. Una decisione che si sta valutando di prendere anche nel Regno Unito dopo le raccomandazioni espresse dall’agenzia per la salute
alimentare inglese (Fsa).

I rappresentanti delle associazioni dei consumatori australiani brindano per il risultato, ma lo stesso non vale per i fornai. Le associazioni di categoria protestano perché non è
stato seguito l’esempio della Nuova Zelanda. L’aggiunta dell’acido durante la produzione del pane, sostengono i fornai, è migliore perché in questo modo i consumatori possono
scegliere quale tipo di pane acquistare. Cosa invece non possibile nel momento in cui, come nel caso australiano, l’acido viene aggiunto direttamente in tutte le farine. «In questo modo i
consumatori non potranno scegliere», ha dichiarato Marcia Dunnett dell’associazione dei fornai australiani.

Scetticismo verso la proposta è stato invece espresso da Brenda Cutress del “Food and Grocery Council”. «Una donna incinta dovrebbe mangiare circa 11 fette di pane al giorno per
assumere la quantità di acido folico consigliata», ha dichiarato la Curtress. «Sarebbe meglio», ha proseguito, «che lo inserissero su una gamma di alimenti
più ampia».

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