Auto: oggi gli incentivi in Consiglio dei ministri Dubbi su mobili e frigoriferi: perché escludere milioni di italiani? E per i frigo il Bonus c'è già

Auto: oggi gli incentivi in Consiglio dei ministri Dubbi su mobili e frigoriferi: perché escludere milioni di italiani? E per i frigo il Bonus c'è già

 

Non ci sono solo le auto, nel pacchetto che arriverà oggi in Consiglio dei ministri. Perché attesissimi sono anche incentivi e aiuti per scooter, mobili ed
elettrodomestici. Ma si tratterà di veri incentivi o di detrazioni fiscali e, a quali condizioni, saranno assegnati? Occorre attendere l’esito del Consiglio dei ministri
per sapere esattamente di che si tratta. Per le auto, infatti, le cifre del Bonus hanno subito nelle ultime ore forti oscillazioni: da 1.000 a 1.500 euro per le vetture a benzina,
mentre si è parlato di 2.000 per quelle a metano o Gpl, più “ecologiche”. Ma il pacchetto sarà limato dagli uffici del ministero dell’Economia e da quelli dello
Sviluppo economico fino all’ultimo minuto. In attesa di saperne di più, può essere utile anche una ricognizione preventiva, tanto per sapere cosa possiamo aspettarci. Su
mobili ed elettrodomestici c’è, poi, una formulazione che fa discutere: perché escludere milioni di italiani che non possono (o non devono) ristrutturare casa dagli aiuti
e perché non concederli a quanti sono esentati dalla dichirazione dei redditi? Insomma gli incentivi devono servire o no a rilanciare i consumi (e con essi settori importanti
dell’industria che boccheggiano)? Se la risposta è sì non si capisce perché il governo punti a restringere anziché ad allargare la platea di quanti possono
essere indotti ad un acquisto. Ma esaminiamo, auto a parte, quali sono i possibili aiuti in arrivo.

Le detrazioni su mobili ed elettrodomestici
Volete acquistare una lavastoviglie, o un divano? Se oggi va tutto secondo quanto annunciato, potrete usufruire di una detrazione Irpef pari al 20%.
Che significa, ipotizzando una spesa di 1.000 euro, che dalla dichiarazione dei redditi potrete detrarre 200 euro.
La detrazione non varrà per tutti, però, e neanche per ogni tipo di spesa, perché il governo ha annunciato anche delle condizioni restrittive per poter accedere
all’incentivo.
Si dovrà, prima di tutto, dimostrare che l’acquisto serve per la ristrutturazione della casa, ci sarà un “tetto” massimo fissata a 10.000 euro e gli
acquisti “validi” dovrebbero essere quelli effettuati nei primi 9 mesi del 2009.

Ma sui frigo l’incentivo c’è già
Precisiamo che per gli elettrodomestici, poi, intendiamo la categoria dei “bianchi”, ossia frigoriferi, lavastoviglie, o lavatrici.
Peccato, però, che sui frigoriferi gli incentivi già ci siano, e molto simili, peraltro, a quelli ipotizzati dal governo.
Per la sostituzione di frigoriferi o congelatori, con altri di classe energetica non inferiore ad A o A (quelle più efficienti), è infatti prevista da due anni una
detrazione dell’imposta Irpef pari al 20% del costo, in un’unica rata fino a un massimo di 200 euro.

Sugli altri elettrodomestici si dovrebbe estendere in modo simile
Il governo, di questo, dovrebbe esserne a conoscenza. Come del fatto che l’incentivo sui frigo scadrà l’anno prossimo, avendo un limite temporale fissato al
2010.
Un possibile strumento di sostegno potrebbe dunque essere l’estensione a lavatrici e lavastoviglie delle detrazioni fiscali già in vigore.

Frigo: come pagare di meno oggi
Al di là di come andrà il Consiglio dei ministri per il pacchetto di sostegno ad acquisti e produzione, vi segnaliamo quindi come comportarsi, con i frigoriferi e
congelatori, per usufruire del sostegno già attivato.
Occorre prima di tutto conservare la fattura o lo scontrino cosiddetto “parlante” del pagamento e la documentazione fornita dal costruttore in cui sia evidenziata la classe energetica.
Inoltre, occorre scrivere e conservare un’autodichiarazione da cui risulti la tipologia dell’apparecchio sostituito (frigorifero o congelatore) e le modalità utilizzate per lo
smaltimento dello stesso con l’indicazione dell’impresa a cui è stato consegnato il vecchio apparecchio.

Si ricorderanno che si paga 2 volte per lo smaltimento
Una precisazione che apre un altro capitolo, comunque, è d’obbligo. Mentre cerca di rilanciare l’acquisto degli elettrodomestici, speriamo che il governo si
ricordi che i cittadini pagano oggi ben due volte per disfarsi dei vecchi apparecchi.
Come previsto dalle nuove norme sui Raee, infatti, che riguardano rifiuti elettrici ed elettrodomestici, ogni volta che acquistiamo un nuovo prodotto, paghiamo un sovrapprezzo che varia
dai 6 euro per un condizionatore ai 16 per un frigorifero, fino ai 20 euro e oltre per un televisore a schermo piatto.

È il nostro contributo alla corretta eliminazione di questi apparecchi e al riciclo delle componenti recuperabili. La stessa legge, però, prevede anche che i venditori
ritirino i vecchi apparecchi gratuitamente in occasione della consegna dei nuovi acquisti.

Una disposizione ancora inapplicata, a causa della mancanza di un decreto attuativo, che comporta altre spese per liberarsi del vecchio apparecchio. Oggi chi non abbandona il vecchio
frigorifero sul ciglio della strada ha tre alternative: caricarlo in macchina e portarlo in una piazzola dedicata; rivolgersi al servizio comunale, ma pagando e portando
l’apparecchio sotto casa; oppure chiedere il servizio di ritiro al negoziante che gli ha venduto quello nuovo, pagando altri 20-30 euro (oltre al contributo Raee).

Il Consiglio dei ministri di oggi potrebbe essere l’occasione giusta per colmare il vuoto.

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