Dal nostro inviato speciale

Franco Vergnano

===

L’autunno in Sardegna. Un’occasione per fare un po’ di promozione a livello internazionale… Un assaggio “speciale” dell’isola? Sì, nell’altra stagione. Nessun refuso nella scelta dell’aggettivo ma la proposta, efficace, di un turismo a tutto tondo – e auspicabilmente tutto l’anno – per la regione Sardegna. Non solo mare, quindi, e non solo turismo di alto bordo: questo uno dei significati del Bitas, la Borsa internazionale del Turismo attivo in Sardegna, che, per l’edizione 2015, è stata ospitata dal 2 al 4 ottobre nella splendida cornice di Cala Gonone – Dorgali, per l’occasione baciata da un sole quasi estivo.

E’ mirabile lo sforzo sostenuto da questa comunità che ha messo a fattor comune di tutta la regione questa convention di operatori (buyer e seller) con l’obiettivo di portare la Sardegna nel mondo, rendere l’isola, nella sua globalità, una meta appetibile da ogni tipo di turista. Con una passione che, anche da parte di coloro che studiano e propongono offerte, va ben oltre il mare (comunque indimenticabile e difficilmente commensurabile…) e – è il caso di dirlo – si inerpica per le montagne, le barbagie che, al pari delle acque cristalline, rendono la Sardegna un territorio unico.

Dove godere di terreni adatti al trekking, alla mountain bike; di pareti di ogni tipo di difficoltà per tutti i profili dei climbers, dagli absolute beginners ai re della roccia, come il famoso Manolo, alias Maurilio Zanolla.

Ma al di là di presentazioni, filmati e racconti è quel che abbiamo potuto vedere con i nostri occhi a convincerci pienamente della bontà di una iniziativa che necessità, anche nella elaborazione e nella gestione, di un salto di qualità. Di mentalità e generazionale. Un binomio di elementi ben sintetizzati dall’intervento, in sede di conferenza di apertura del Bitas il 2 ottobre, dell’assessore al Turismo e all’Ambiente del Comune di Dorgali, Stefano Lavra, che simboleggia – anche per l’età ma sicuramente per la consapevolezza – una nuova generazione di illuminati e “visionari” amministratori locali che non si risparmiano, superando una certa idiosincrasia autoctona all’invasione turistica, nell’accogliere visitatori ed investitori.

Proprio grazie allo sforzo del Comune di Dorgali in prima persona abbiamo potuto godere delle bellezze “mare e monti” della zona. Dalla navigazione lungo la costa per l’assaggio delle calette (off limits la Grotta del Bue Marino per le inondazioni dei giorni precedenti la rassegna turistica) fino alle visite guidate (con la collaborazione professionale delle esponenti della Pro Loco) a Nuraghe Mannu e alla grotta di Ispinigoli, dove si può ammirare una colonna stalagmitica di 38 metri.

E dove non hanno potuto la natura o la storia millenaria ecco che arriva la mano dell’uomo di oggi. Didattica e coinvolgente la visita a S’abba Frisca, parco museo di proprietà privata dove la determinazione (tutta sarda) e la costanza di Portulu, il proprietario, hanno realizzato un percorso etnografico e naturalistico invidiabile.

Franco Vergnano
Inviato Speciale
Newsfood.com