Autunno romano fra Made in Italy e influenze internazionali

Autunno romano fra Made in Italy e influenze internazionali

Da un lato l’esigenza di riavvicinarsi alle origini, all’alchimia del cibo tradizionale, al gusto di una volta; dall’altro l’apertura al nuovo, all’esperienza culinaria internazionale di più ampio respiro.

Due tendenze che raccontano oggi più che mai lo spirito delle maggiori rassegne gastronomiche italiane, decise a unire la promozione della nostra ricchezza territoriale alla contaminazione con i sapori stranieri.

Potremmo parlare di un doppio itinerario, i cui elementi si fondono nella degustazione, che (complice la visibilità dell’Expo) si sta velocemente affermando nella penisola. Qualche esempio? Due eventi molto diversi fra loro, accomunati solo dal fatto di svolgersi in autunno ed avere come location la capitale: Taste of Roma e Cucine di Strada per le vie di Roma.

Taste of Roma: piatti da chef all’Auditorium

Sarà il meraviglioso scenario dell’Auditorium Parco della Musica a fare da sfondo a questa quarta edizione del festival gastronomico che avrà luogo nei giorni dal 17 al 20 settembre. Dodici chef proporranno ciascuno un menù inedito composto da tre piatti tradizionali rielaborati creativamente ed una quarta portata – il Piatto World of Taste- in cui spicca il connubio fra sapori italiani e l’influenza di un paese estero a scelta. Compare quindi nel programma un evidente omaggio all’Expo, che si realizza attraverso accostamenti originali e sperimentazioni di respiro mondiale.

Fra le particolarità della rassegna c’è il pagamento in sesterzi, che comunque equivalgono alla nostra moneta (1euro = 1 sesterzio); tuttavia, la vera innovazione consiste nella possibilità di spendere 6/7 euro al massimo per un singolo piatto.

Sbirciando i menù comunicati in anteprima dagli chef, si intuisce la volontà di avvicinare i visitatori all’alta cucina, troppo spesso percepita come un lusso riservato a una manciata di intenditori. Il tocco di un ristoratore professionista in questo caso ha lo scopo di offrire nuova dignità e cura nei dettagli a pietanze già conosciute e di rendere i mix più insoliti accessibili al palato di chiunque.

Alcune proposte di piatti tipici italiani sono la pizza prosciutto e fichi di Angelo Troiani, lo spaghetto cacio e pepe con polvere di cozza e menta fritta di Andrea Fusco, il dolce mozzarella di bufala con grattachecca di frutta e balsamico di Francesco Apreda e lo Spaghetto con telline, gelato di pomodoro, amaretto di Fiuggi e Harissa di Giulio Terrinoni.

Le portate a tema World of Taste traggono ispirazione dalla cucina greca, norvegese, vietnamita, giapponese, spagnola, thailandese e sudamericana. Un’ottima occasione per affinare il gusto, che sarà particolarmente apprezzata dai palati più avventurosi e temerari. Si passa infatti dal dolce tzatziki al baccalà con chorrizo, quinoa e mandorle, solo per limitarsi ad un viaggio -tutto da assaporare- in Grecia e in Spagna.

Oltre alla degustazione da organizzare secondo le proprie preferenze, i visitatori potranno partecipare alle varie attività previste dal biglietto di ingresso: dimostrazioni dal vivo (showcooking) nella quali si cimenteranno i più autorevoli chef italiani (inclusi coloro che hanno elaborato i menù di Taste of Roma), laboratori in cui apprendere i segreti dell’impasto dei prodotti da forno, un’area tutta dedicata al caffè e persino un’attività dall’eloquente nome di Blend Taste che consiste nel mettere alla prova l’abilità dei partecipanti, rigorosamente bendati, facendo loro riconoscere i cibi solo attraverso il gusto.

Lucia Facchini
per Newsfood.com

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