Avv. Dario Dongo: Valle D’Aosta o Valle da Ossa?

Avv. Dario Dongo: Valle D’Aosta o Valle da Ossa?

Avv. Dario Dongo per Newsfood.com

L’Italia a due velocità è un leit motiv dei partiti regionalisti o nordisti, che da sempre tendono a lamentare le inefficienze del Meridione. Ma non è sempre così. Al contrario, per ciò che attiene alla sorveglianza sulla sanità animale, la Val d’Aosta si è distinta come il peggior esempio del Bel Paese. Fino a che da Roma è giunto il doveroso richiamo all’ordine.

Val d’Aosta è il nome storico, Val da Ossa quello più consono all’attualità delle sue norme. La Regione a statuto autonomo si era già qualificata, grazie alla sua legge 16/2016, quale area vocata agli allevamenti clandestini http://www.foodagriculturerequirements.com/category/approfondimenti/macellazione-a-domicilio-“pulp-legislation”-in-valle-d’aosta. Avendo infatti previsto la possibilità di eseguire macellazioni a domicilio avulse da ogni criterio di buon senso, oltreché dalle regole europee a presidio di sicurezza alimentare e benessere animale.

Si è aggiunta di recente la libertà di interrare carcasse di animali. Non solo gli animali da compagnia ma anche quelli da reddito, bovini inclusi. Senza alcun limite territoriale, in qualsiasi terreno agricolo anche ai margini della città, e degli altri 73 comuni della valle. Con gli unici, velleitari limiti della distanza minima di 20 metri dai corsi d’acqua e 50 dalle abitazioni.

Il merito è stato ancora una volta della giunta regionale che – con la delibera n. 344/17, di attuazione della predetta legge sulle carneficine domiciliari – ha dato ora il via libera alle tumulazioni incontrollate.

L’interramento degli animali, secondo le stime degli addetti, può comportare l’immissione nell’ambiente di circa 350-360 tonnellate di carcasse ogni anno, limitatamente ai bovini. Con gravi rischi di inquinamento delle falde acquifere e dei terreni, per non tacere della possibile trasmissione all’uomo di malattie infettive.

Il Ministero della Salute non si è espresso direttamente sulla delibera regionale, la quale appare in tutta evidenza una macroscopica violazione del regolamento europeo n. 1069/09, articoli 12, 13, 14, 21. Ma il direttore generale per la sicurezza alimentare Dr. Giuseppe Ruocco – che aveva a suo tempo chiarito al Veterinario regionale come l’interramento di animali possa avvenire solo ed esclusivamente in zone isolate (e non certo nell’intera regione) – ha colto l’occasione del cattivo esempio valdostano per ribadire a tutti gli assessori delle Regioni e Province autonome d’Italia i rigorosi limiti http://www.foodagriculturerequirements.com/tumulazione-incontrollata-di-carcasse-animali-il-ministero-della-salute-interviene-col-pugno-di-ferro di applicazione della deroga europea.

Per l’analisi di dettaglio e ulteriori commenti sulle normative citate, si veda l’articolo http://www.foodagriculturerequirements.com/val-da-ossa-o-val-daosta-via-libera-alle-tumulazioni-incontrollate-di-carcasse-animali

Dario Dongo
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Redazione Newsfood.com

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