Bagheria (PA): Flowers Film Festival a Villa Valguarnera

Bagheria (PA): Flowers Film Festival a Villa Valguarnera

Un Festival del cinema, se ben congegnato, può facilmente trasformarsi in un’occasione culturale, ben più difficile, invece, è farlo diventare anche uno strumento di
promozione del territorio e dell’enogastronomia locale. Il Flower Film Festival, svoltosi a Bagheria (PA) dal 15 al 28 Agosto 2011, ha provato a
raggiungere anche quest’obiettivo, oltre alla rituale rassegna di film con annesso concorso, il programma della manifestazione è stato farcito da un convegno su una auspicata rivoluzione
alimentare siciliana e dai tour enogastronomici agganciati al territorio.

Due le importanti location scelte per l’occasione: la prima rappresentata dall’Hotel Domina Home Zagarella, per la seconda, invece, si è trattato dell’esclusiva Villa Valguarnera, rispettivamente nei contigui Comuni di Santa Flavia e di Bagheria, quest’ultimo importante centro della provincia palermitana.

Villa Valguarnera, durante la visita guidata con la giovane Principessa Antea Alliata, ha dimostrato di poter trasudare storia anche di natura enogastronomica. La Villa, costruita nel 1712
dalla famiglia Alliata dell’epoca, è un esempio di architettura barocca-neoclassica ed è attualmente abitata dai Principi Francesco, Vittoria e Antea Alliata.

I suoi 20 ettari, oggi ridotti a 14, erano una volta coltivati a limoni, ulivi, fichidindia e altre piante caratteristiche del luogo, oggi, il Principe Francesco, sta cercando faticosamente di
ripristinare le antiche colture, in particolare quella del limone femminello, che nella zona, grazie a delle particolari tecniche colturali e clima, fiorisce ben 5 volte l’anno. ù

La famiglia Alliata è famosa, oltre che per il carattere imprenditoriale che l’ha distinta nel corso dei secoli, soprattutto nel comparto agroalimentare, anche per le innovative idee
introdotte in quest’ultimo campo. Nel lontano 1747, Giuseppe Alliata, imbottigliò, primo in Europa, uno dei vini che tanto lustro poi diedero al nome dell’isola di Sicilia nel mondo: il
Vino Corvo, contrassegnato dal marchio Duca di Salaparuta, altro antico titolo della famiglia. La vecchia cantina era situata proprio in alcuni locali,
oggi abbandonati, interni al comprensorio della Villa. Visitare questi luoghi, che hanno dato i natali al vino siciliano in bottiglia, è stato per me molto emozionate.

Il convegno, svoltosi durante la mattina del 27 Agosto e moderato dal giornalista RAI Franco Poggianti, era incentrato sulla ricerca del Prof. Vincenzo Russo, Associato di Psicologia delle
Organizzazioni e del Lavoro presso la IULM di Milano ma anche su un’importante risorsa agroalimentare del territorio, il già citato limone
femminello
, promosso per l’occasione dall’appassionato intervento dell’agronomo e Sindaco di Bagheria Vincenzo Lo Meo, autore del libro “Il limone perduto”.

La ricerca del Prof. Russo, eseguita nel territorio dell’isola di Sicilia insieme all’ISIDA, Istituto Superiore per Imprenditori e Dirigenti d’Azienda di Palermo, ed ancora in corso di
svolgimento, si pone l’obiettivo di identificare le ragioni per cui, i prodotti del comparto agroalimentare siciliano, non riescono ad avere la visibilità a cui avrebbero pieno diritto
di aspirare. Ottima l’idea di cercare i punti deboli di tali prodotti sul mercato, ma solo se all’analisi seguiranno delle adeguate misure per colmare le eventuali carenze, altrimenti, la
ricerca, avrà solo l’aspetto di una sterile elencazione di cause, senza nessuna ricaduta positiva sull’economia del comparto in questione e dell’isola tutta.

Il convegno ha visto anche gli interventi di apertura e chiusura della Principessa Vittoria Alliata, della giornalista Barbara Cannata di Linea Verde e quello del Principe Francesco Alliata, il
quale ha piacevolmente raccontato uno sunto dei suoi ultimi avventurosi 50 anni di imprenditoria agroalimentare siciliana.

Purtroppo, a causa di problemi a me sconosciuti, non sono riuscito a partecipare a nessuno dei due tour enogastronomici, organizzati per l’occasione dal Consorzio Metropoli Est a cui mi ero
prenotato. Anche se non ho partecipato ai tour, considerando che il Consorzio raggruppa ben 13 comuni della provincia palermitana, Bagheria compresa, farò per l’occasione un atto di
fede, confortato anche dalla mia conoscenza dei luoghi, tutti meritevoli di nota, dal punto di vista naturalistico, culturale ma soprattutto enogastronomico!

Maurizio Artusi
Newsfood.com

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