BALCONI FIORITI DI PANNOCCHIE A STORO, CAPITALE DELLA POLENTA

BALCONI FIORITI DI PANNOCCHIE A STORO, CAPITALE DELLA POLENTA

BALCONI COLTIVATI A STORO – PATRIA DELLA POLENTA ITALIANA

BALCONI FIORITI D’INVERNO – LE PANNOCCHIE DI NOSTRANO TRASFORMATE IN GHIRLANDE DI FIORI

Storo, la rinomata località trentina in val Chiese ai piedi delle Alpi di Madonna di Campiglio, al confine fra Trentino e Lombardia, nota per aver fatto rinascere la cultura italiana per la polenta grazie alla sperimentazione e ricerca del primordiale mais o granoturco Marano, ha rinnovato in questi giorni, la tradizione e il rito di “Formantàss süi spèrgoi”.

Oggi la farina di mais ottenuta esclusivamente dalle rosse pannocchie dei grani piccoli di Nostrano-Marano o anche Nostrano di Storo segna l’economia della valle, grazie alla cooperativa Agri90 nata appositamente per mantenere attive e reddituali le tante piccole aziende agricole di montagna in via di estinzione e abbandono.

1° Classificato Bonomini Giacomo

Oggi con la farina di Storo, la farina di grano saraceno, la farina bianca grezza 01 e 02, le gallette di mais grezzo senza glutine, l’olio di canapa, le marmellate, il miele, le verdure conservate, i piccoli frutti rossi e neri di bosco,  hanno ripeso a vivere 100 aziende locali, piccole e grandi. Un successo per Storo e per Agri90.

Formantàss è una manifestazione collegata a un concorso fra gli abitanti di Storo e di valle, nato proprio a Storo da circa 20 anni per mantenere vivo il rapporto con la famosa pannocchia di mais e valorizzare l’aspetto paesaggistico, coreografico, ambientale e simbolico di questo legame con la coltura del granoturco.

Il “Formantàss” è il granoturco, appunto, che da queste parti ha un colore vivo e la cui farina ha un sapore antico; gli “spergoi” sono i balconi e i ballatoi delle case cui le pannocchie appena raccolte venivano appese per essiccare. Era una tradizione diffusa fra tutte le famiglie all’epoca in cui la civiltà contadina era il motore della vita quotidiana e di tutto il paese, quando la convivialità e il dialogo fra le persone era fatto di storie, racconti, aneddoti, quando a governare le fasi della vita non erano i moderni essiccatoi come oggi.


Tutti i paesani, compaesani, abitanti si cimentano realizzando composizioni e coreografie colorate con le pannocchie su tutte le facciate delle case. A far nascere il concorso, circa 20 anni fa, sono stati il Comune e la Cooperativa Agri 90, all’avvio del concorso anche con il patrocinio del Bim del Chiese, il Consorzio dei Comuni di valle. L’obiettivo di allora è ancora quello di oggi: recuperare la tradizione e promuovere turisticamente gli scorci paesani addobbati dalle pannocchie.

L’iniziativa ebbe subito un inaspettato successo perché voleva dire cimentarsi tutti nell’abbellire il proprio paese, nel far fiorire i balconi delle case durante l’inverno. La partecipazione fin dall’inizio fu alta arrivando a superare 25-30 artisti locali, il che vuol dire famiglie di nonni e nipoti che gareggiavano fra di loro. Si mettevano in gioco per dare a Storo un richiamo turistico.

Ebbe subito successo di visite: i vecchi ricordano i diversi pullman dalla città di Brescia e altri paesi per visitare gli “spergoi” “infiocchettati” con le pannocchie.

Vincitore dell’edizione del 2020 è Giacomo Bonomini, davanti a Gianluca Tonini e a Giampaolo Giovanelli. Quarti a pari merito Giovanni Giacomolli, Angelo Grassi, Endi Pasi ed Enzo Giacomolli. Nomi che non dicono niente fuori Storo, ma che invece significano impegno e soprattutto fede nel proprio territorio, nelle tradizioni e fiducia nel futuro che ha le radici ben piantate nel terreno fertile del passato.

 

Cover foto: 2° Classificato Giovanelli Giampaolo

 

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
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