Pronto Banco, il servizio gratuito di accoglienza telefonica ideato dalla Fondazione Banco Alimentare onlus e reso operativo grazie al finanziamento della Regione Siciliana, nel 2006 si
è preso cura di 280 persone che, chiamando il numero verde 800.07.03.02 hanno manifestato complessivamente 992 problematiche differenti tra le quali le più ricorrenti rientrano
nelle seguenti aree: indigenza, disoccupazione e disagio psicologico.

Per la gestione dei casi ci si avvale di una rete di enti sul territorio che collaborano con Pronto Banco per la presa in carico dei casi. Questa mappatura è costantemente aggiornata ed
ampliata. Gli enti che attualmente fanno parte della rete di Pronto Banco sono 1.105 i quali offrono 3.022 servizi diversi alla persona. Le tipologie di servizi più frequenti sono:
assistenza alimentare 22.8%, sostegno ai minori 18%, sostegno alle famiglie indigenti 10.8%, supporto psicologico 8%, strutture specializzare e di accoglienza 6.5%.

Il 70% dei casi viene segnalato da un attore della rete territoriale di Pronto Banco. Nel 2006 le chiamate totali gestite dagli operatori sono state 11.921, di cui 6.809 in entrata e 5.112 in
uscita.

Ecco un profilo delle persone che si rivolgono a Pronto Banco. Il 93% dei casi é di nazionalità italiana, e l’utente tipo è una donna italiana (74% dei casi) che si
colloca nella fascia di età tra i 26 e i 45 anni (il 54% degli utenti). Anche tra le diverse nazionalità la preponderanza femminile si conferma con il 60% sul totale dei casi.
Basso il livello di scolarizzazione, (solo il 22% ha un titolo di scuola media superiore), mentre è alto il tasso di disoccupazione (72% degli utenti). Ma un dato davvero allarmante
è la percentuale delle persone che svolgono un lavoro in regola: solamente il 7%. Ancora relativamente alla condizione economica, solo il 14% degli utenti di Pronto Banco può
contare su una fonte di reddito sicura.

Si tratta di persone che vivono all’interno di nuclei familiari molto numerosi, l’82% degli utenti ha figli e tra questi la media è di tre figli a testa. (Media figli delle
coppie europee è 1,2. Indagine Commissione Igiene e Sanità del Senato, luglio 2005)

Pronto Banco è uno straordinario esempio di sussidiarietà applicata in grado di valorizzare le strutture già esistenti mettendo in rete i servizi offerti da differenti
strutture facilitandone l’accessibilità al bisognoso.
Il meccanismo è vincente: il 70,8% delle segnalazioni al territorio ha portato alla creazione di una rete di sostegno per l’utente. La media di telefonate per risolvere un caso
è 40 per una durata globale di 25 ore.

Inaugurato ufficialmente a luglio 2004 nelle province di Palermo e Catania, attualmente il servizio è operativo anche in provincia di Trapani, Messina e Caltanissetta ed è in
corso di ampliamento nelle restanti province siciliane.

Le linee sono aperte dalle 9.00 alle 18.00, dal lunedì al venerdì, festività escluse. Le postazioni attivate contemporaneamente sono 3, gestite da 5 operatori part-time.

Il servizio che Pronto Banco offre ai propri utenti consiste nell’azione di professionisti specializzati nella relazione d’aiuto ed in una rete di servizi sul territorio di cui
avvalersi a seconda della problematica presentata. La relazione d’aiuto è una relazione professionale nella quale una persona deve essere assistita al fine di operare un
adattamento personale ad una situazione problematica. Individuare un intervento efficace, significa comprendere la preliminare risonanza emotiva che il problema ha per il soggetto,
nonché effettuare la ricostruzione dell’universo dei significati personali, nei quali si inscrive il problema stesso.

La preoccupazione maggiore per l’operatore non è quindi analizzare solo il problema di per sé quanto “la relazione dell’utente con il problema” ovvero le
attribuzioni di senso del soggetto, a tale difficoltà. La relazione d’aiuto, come la maggior parte del comportamento comunicativo è compreso nella funzione
dell’ascoltare. La conduzione della consulenza telefonica avviene con l’ausilio di tecniche di conduzione del colloquio preposte a identificare i modelli relazionali
all’interno del sistema familiare e del contesto sociale allargato.

Diversamente dai percorsi di “assistenzialismo o conversazionalismo”, riconoscere risorse e capacità dell’individuo significa, promuoverne l’autonomia e ridare
dignità alla persona.

QUALCHE CIFRA DEL 2006
280 CASI AFFRONTATI (DI CUI 60 CON PERCORSO INIZIATO NEL 2005)
11.921 CHIAMATE (6.809 IN ENTRATA E 5.112 IN USCITA)
40 NUMERO MEDIO DI CHIAMATE PER RISOLVERE UN CASO
25 NUMERO MEDIO DI ORE PER RISOLVERE UN CASO
1.105 ENTI ASSISTENZIALI MESSI IN RETE DA PRONTO BANCO
3.022 SERVIZI COMPLESSIVAMENTE OFFERTI DAGLI ENTI ASSISTENZIALI
992 PROBLEMATICHE SIGNIFICATIVE SEGNALATE DAGLI UTENTI
72% TASSO DI DISOCCUPAZIONE DEGLI UTENTI
70,8% SEGNALAZIONI AL TERRITORIO CHE HANNO CREATO UNA RETE DI SOSTEGNO PER L’UTENTE
7% PERCENTUALE UTENTI CON UN LAVORO IN REGOLA

Ufficio stampa: Alessandro Sgherbini tel. 02.67.396.257 cell. 334.64.08.185 [email protected]

Fonte: [email protected]