Bandire il gas dalla case per fermare la guerra continua nelle abitazioni

Bandire il gas dalla case per fermare la guerra continua nelle abitazioni

Date: Sat, 21 Apr 2018
Subject: QN Il Giorno ediz. del 21 Aprile 2018 – BANDIRE IL GAS DALLE CASE di Achille Colombo Clerici

QN Il Giorno ediz. del 21 Aprile 2018 –

BANDIRE IL GAS DALLE CASE

di Achille Colombo Clerici

Poche settimane fa a Rescaldina (Milano) l’esplosione in un’abitazione dovuta a fuga di gas. Bilancio: 9 feriti, gravi due bambini e il capofamiglia morto.

Sono troppo frequenti i casi che dimostrano la pericolosità dell’uso domestico del gas, il metano in particolare.

Secondo l’annuario statistico dei Vigili del Fuoco, in Italia si è registrato nel 2016 (ultimi dati disponibili) il numero record di 26.458 interventi per fughe di gas con o senza esplosioni in costante, sensibile aumento dal 2011 (18274 interventi). Morti, feriti, danni difficilmente calcolabili. E’ quasi un bollettino di guerra.

Possibile che ciò continui ad avvenire, negli anni Duemila ed in un Paese moderno e civile? C’è molta incoerenza nelle norme di sicurezza che regolano le modalità dell’ uso di questa materia altamente deflagrante, che il “pubblico” fornisce ai cittadini lasciando a loro il compito di gestirla. I controlli della rete di distribuzione del gas a monte del contatore sono a carico dell’ente erogatore, che li effettua sotto la sua responsabilità; a valle (cioè nelle abitazioni) i controlli sono a carico dell’Asl, ma sono rari e di difficile effettuazione.
Le carenze normative sono evidenti: non viene disposta l’installazione obbligatoria di apparecchiature che interrompano automaticamente l’ erogazione del gas, o diano l’allarme in caso di perdite dell’impianto, azionando nel contempo l’apertura di una finestra per aerare l’ambiente.

Gli apparecchi domestici (cucine, forni) andrebbero “blindati” per evitare manomissioni da parte di chi vuol far un uso improprio del gas (per tentativi di suicidio, o per minacciare e compiere ritorsioni).

Occorrerebbe un meccanismo di blocco a livello condominiale. Per contenere, se non eliminare il fenomeno, Assoedilizia propone che venga incentivato l’utilizzo di cucine, scaldabagni e impianti di riscaldamento elettrici attraverso: agevolazioni simili a quelle per il contenimento energetico per chi opera la trasformazione da alimentazione a gas ad elettricità; obbligatorietà della trasformazione per cittadini con età superiore ai 65 anni e per chi ha rivelato problemi psichici; tariffe elettriche agevolate.

Ovviamente il costo delle installazioni di sicurezza va posto a carico non del proprietario di casa, ma dell’azienda erogatrice.

Rubrica: Casa, Città e Società

 

Articolo pubblicato su autorizzazione dell’autore
Redazione Newsfood.com

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